Exco2019. Business, cooperazione, Mediterraneo

Exco2019: 6mila partecipanti, 45 paesi, 200 aziende, 450 speakers, 73 convegni. In chiusura un minuto di silenzio in ricordo dei cooperanti deceduti nel disastro aereo dell’Ethiopian Airlines.

La Cooperazione allo sviluppo come strategia di pace e sicurezza nel mondo, come risposta alle tante emergenze che producono sfruttamenti e sofferenze: così guardano al futuro istituzioni, realtà profit e non profit, indiscussi attori del settore, che si sono riuniti nella tre giorni di exco2019, la prima Fiera della cooperazione allo sviluppo anche dal punto di vista delle aziende, che si è conclusa ieri pomeriggio a Fiera Roma e che ha visto presenti 45 paesi, 200 aziende e ben 6 mila partecipanti; 450 i relatori in 73 incontri. L’appuntamento è stato 3° trend topic su twitter il primo giorno, con 3.467.000 persone raggiunte.

Al termine della manifestazione, la vice Ministra con delega alla Cooperazione Ministero degli Esteri, Emanuela Del Re, ha parlato di una vera e propria “famiglia” della cooperazione, unita da “idee ed impulsi, dove il confronto propulsivo è rivestito dalla società civile, e va ascoltata.”

Un commovente ricordo, con un minuto di silenzio, nella sessione generale finale di exco2019 è stato dedicato ai sette cooperanti deceduti nel recente disastro aereo dell’Ethiopian airlines. La vice Ministra ha elencato uno ad uno i loro nomi: per Paolo Dieci, presidente del CISP e Link 2007 è stato proiettato anche un video, Pilar Buzzetti, Virginia Chimenti, Matteo Ravasio, Rosemary Mumbi, Carlo Spini, Gabriella Vigiani. Nomi accolti con lungo minuto di silenzio ed un sentito applauso.

In tema di cooperazione

Del Re ha poi sottolineato l’importanza di diffondere un messaggio positivo, soprattutto ai giovani; perché sia un “vettore di pace” nel mondo. In questo contesto, l’Africa “è strategica” e il settore privato può essere la carta “vincente”, come tale va sostenuto. Anche quando si parla di migrazione, per la rappresentante dell’Esecutivo, vanno date “risposte strutturali, a lungo termine, e non solo quando si tratta di emergenze”. Importante anche la questione risorse: “dovremmo averne di più – ha detto – siamo pronti a mobilitarci anche su questo.”

“L’Europa può essere determinante nello sviluppo alla cooperazione – ha sottolineato il Direttore Generale per la cooperazione e lo sviluppo della Commissione Europea, Stefano Manservisi – L’Europa è il maggiore donatore e deve essere in grado di mobilitare tutti, sia settore pubblico sia privato. Siamo un’Unione di stati e uno ‘strong driver’ dell’Agenda 2030, dobbiamo essere presenti nella discussione con modelli multilaterali efficaci. La cooperazione internazionale è una delle carte di politica estera, il ruolo dell’Europa e dell’Italia in particolare, sono centrali”. Utile, a suo avviso, “creare nuovi lavori sostenibili per giovani e donne, soprattutto in Africa.”

Forte apprezzamento per il risultato di exco2019 

è stato espresso da Giorgio Marrapodi, Direttore Generale Cooperazione allo Sviluppo, per il quale la prima Fiera del settore, che si ripeterà il prossimo anno, “è stato un gran risultato. Un evento dove hanno lavorato insieme su temi specifici in modo costruttivo tutti gli operatori della società civile.”

“Nella cooperazione – ha osservato Luca Maestripieri, Direttore dell’Agenzia Italiana della cooperazione allo sviluppo – è importante “coinvolgere il mondo delle imprese; va mantenuta stretta la collaborazione con Cassa Depositi e Prestiti e resta fondamentale il rapporto con la Commissione Europea e naturalmente è centrale il legame con le Ong e il volontariato.”

Uno sguardo è stato rivolto alle Diaspore. Ne ha parlato Cleophas Adrien Diona, coordinatore della Tavola Rotonda sulle Diaspore: “Va rafforzato il ruolo dei coordinatori delle diaspore in Italia. Bisogna lavorare su una nuova narrazione. C’è tanta gente che si alza la mattina, accompagna i figli a scuola e va regolarmente a lavorare. Ma di loro non si parla mai. Invece dobbiamo parlare di quella parte di Italia che funziona, che è integrata. Serve una piattaforma che possa rappresentare le diaspore, creare le condizioni di partenariato con ONG. Un luogo dove discutere e confrontarsi, per trovare soluzioni condivise.”

Fra le iniziative di exco2019, un’insolita ‘asta’

dove sono stati battuti – simbolicamente – 27 progetti di cooperazione internazionale, in maggioranza da rendere operativi in Africa. Progetti che finora, nonostante l’alta qualità, non hanno ancora risorse per essere realizzati. Alla ‘Pilot Auction Floor’, l’idea che è piaciuta di più riguarda un intervento a sostegno degli agricoltori in Camerun. L’asta nasce per promuove un dialogo fra chi propone progetti di cooperazione (per lo più ong e università) e possibili e potenziali donatori. Per un anno sarà operativa una piattaforma online dove poter accedere per avere informazioni e magari concretizzare un finanziamento.

Dando appuntamento al 13- 14 – 15 maggio del 2020 Pietro Piccinetti, Amministratore unico di Fiera Roma, non solo ha elencato i numeri di un successo oltre le aspettative, ma ha ricordato come exco2019 sia una Fiera innovativa che unisce l’esposizione delle aziende, delle Istituzioni, delle università, delle ONG ai momenti di approfondimento e dibattito su uno dei temi centrali per l’agenda politica e sociale dei prossimi anni.

Come nella Cerimonia di apertura ha ricordato che “le fiere sono un motore economico importante, si collocano al 72° posto nella graduatoria dei moltiplicatori economici globali producendo 167 miliardi di PIL e con 303 milioni di visitatori. Una vera e propria nazione, uno strumento silenzioso ma potentissimo. L’Africa è un Continente in crescita dove le fiere possono portare sviluppo e benessere, ad oggi il settore rappresenta solo lo 0,7% del dato globale”. Concludendo Piccinetti “ha candidato Roma come Capitale del Mediterraneo per una cooperazione condivisa”.

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