Disseppellire e dissacrare ma parcheggiare. Cimitero ad Martyres

L’intento è far sapere a Papa Francesco cosa accade nel Cimitero paleocristiano ad Martyres di S.Ambrogio a Milano come da lettera di Rita Bernardini a Padre Lombardi ma stamattina Lucio Bertè è stato fermato dalla Polizia, condotto presso il Commissariato Borgo e denunciato penalmente ex Art. 650 C.P.

Lucio bertè
La foto è di Martino Frova

L’architetto e radicale storico Lucio Bertè è stato fermato stamattina dalla Polizia,  condotto presso il Commissariato Borgo e denunciato penalmente ex Art. 650 C.P. perché si è rifiutato – in modo rigorosamente nonviolento, come è stato confermato dalla Polizia stessa – di togliere i cartelli che spiegavano la sua iniziativa.

Bertè è stato trattenuto in commissariato dalle 10.15 alle 13.15 per la nomina dell’avvocato difensore – Avv. Giuseppe Rossodivita del Foro di Roma – e l’elezione di domicilio, e per la firma dei verbali di sequestro dei materiali.
Il fermo si è protratto oltre il previsto perché Lucio Bertè ha voluto che risultasse per iscritto la denuncia per disobbedienza all’ordine dell’Autorità – come a lui annunciato dal funzionario della P.S. intervenuto in Piazza S. Pietro – che consentirà di portare la vicenda in una sede giudiziaria e avere un ritorno di informazione a favore dell’opinione pubblica, totalmente disinformata sul  caso del Cimitero dei Martiri di Milano. Lucio Bertè, con la sua manifestazione iniziata il 5 dicembre – un digiuno di dialogo accompagnato da un sit-in ad oltranza in Piazza S.Pietro – chiede molto semplicemente che Papa Francesco sappia che a Milano, nel sito del Coemeterium ad Martyres, sono state rimosse le sepolture dei primi cristiani per fare un parcheggio interrato accanto alla Basilica di S. Ambrogio – nel silenzio della Curia milanese, mentre “a Milano e in Lombardia ci sono Istituzioni che apprezzano il richiamo alla Chiesa dei poveri, la Chiesa della nonviolenza e della parola, rappresentata da uomini semplici e straordinari nella loro semplicità, i martiri della prima era cristiana, poi proclamati santi anche per allontanarli da noi.”
Ora, nonostante la chiara presa di posizione – con ben due mozioni del Comune di Milano e della Regione Lombardia, e altre due avviate per Natale – in quel luogo, sacro per i suoi valori civili e religiosi, la costruzione del parcheggio interrato è proseguita ed è quasi ultimata.
La Segretaria di Radicali italiani, Rita Bernardini, aveva ieri mattina inviato una lettera a Padre Federico Lombardi per esporgli i contenuti dell’iniziativa del radicale Lucio Bertè, in attuazione di una mozione approvata nel 2008 dal Congresso di Radicali Italiani.

Di seguito il testo integrale della lettera

Roma, 7 dicembre 2013, Sant’Ambrogio

OGGETTO: Iniziativa nonviolenta per far sapere a Papa Francesco cosa accade nel Cimitero paleocristiano “ad Martyres” di S.Ambrogio a Milano

Egregio Padre Federico Lombardi,
vorrei informare la Santa Sede che è in corso un’azione nonviolenta di dialogo rivolta al Santo Padre, Papa Francesco, da parte del radicale Lucio Bertè, Portavoce di “Radicali per Sant’Ambrogio”, perché sappia che a Milano, nel sito del Coemeterium ad Martyres – cimitero paleocristiano in uso dal I° al IV° secolo su cui il Vescovo Ambrogio costruì la sua Basilica, chiamandola “Basilica Martyrum”, proprio per celebrare e perpetuare la memoria dei martiri – è in corso di costruzione un parcheggio interrato, realizzato rimuovendo le sepolture e senza alcun riguardo per la sacralità del luogo né della legge sui Beni Culturali che impone il rispetto della storicità del sito.
Il Comitato “Radicali per Sant’Ambrogio” si batte per la salvaguardia di questo antichissimo luogo sia per i valori che rappresenta dal punto di vista culturale, storico, antropologico, ma anche come patrimonio “immateriale” di natura spirituale e religiosa.
Mi rivolgo a Lei , nella mia veste di Segretaria nazionale di “Radicali Italiani”, perché l’impegno per la salvaguardia del Cimitero dei Martiri cristiani è stato approvato dal Congresso del 2008 di Radicali Italiani e, dunque, l’azione nonviolenta si svolge in questa cornice.
In questi 5 anni, Lucio Bertè è riuscito a portare più volte la vicenda al voto dei Consigli Comunale di Milano e Regionale della Lombardia. Nel 2012 entrambe queste Assemblee elettive hanno approvato alla unanimità  due Mozioni che hanno deliberato di non dare seguito al progetto del parcheggio, ma di realizzare in quel luogo il giardino della memoria dei martiri cristiani e per la libertà religiosa,  un monumento basato su elementi simbolici di natura vegetale e minerale, aperto e rivolto alla ecumenicità e al dialogo interreligioso.
Purtroppo la volontà popolare democraticamente espressa è stata disattesa e la costruzione del parcheggio è proseguita. Per questo Lucio Bertè, tra il 16 dicembre 2012 e il 1° aprile 2013, è entrato senza autorizzazione, autodenunciandosi, per riempire il sito di croci e di scritte per riaffermare la sua vera identità storica.
Ora, altre due Mozioni, sono in attesa di voto al Consiglio comunale di Milano e a quello Regionale della Lombardia con buone probabilità di rinforzare quelle precedenti.
Inoltre è aperta una procedura giudiziaria che potrebbe portare anch’essa alla demolizione del parcheggio o anche – se fattibile – alla sua riconversione a “catacomba-museo” delle storie dei martiri e delle persecuzioni, fino a quelle in corso,  non solo contro i cristiani. Sarebbe l’occasione per sensibilizzare e attivare i cittadini sulle iniziative in corso volte a conquistare finalmente a livello transnazionale, il fondamentale diritto umano alla libertà religiosa.
Questo proprio allo spirare del 1700° anniversario dell’Editto di Milano. Noi sosteniamo che tale conquista – durata per la verità assai poco – fu comunque grande merito proprio dei Martiri.  In qualche modo, gli Imperatori romani furono costretti a riconoscere questa libertà grazie alla forza nonviolenta dei Martiri e alla capacità persuasiva della loro parola.
Questo per noi è il grande portato del Cristianesimo delle origini, forte nei suoi convincimenti e capace di trasmetterli, senza mai provare ad imporli, con i Martiri pronti ad affermarli fino alle estreme conseguenze.
Detto questo, mi permetto di osservare che la difesa del sito ad Martyres, e dello stesso ruolo dei Martiri è stata debolissima, anzi del tutto inesistente da parte della Curia Milanese e dello stesso Abate di S. Ambrogio. Durante i 14 anni di dibattito sul parcheggio, la sua difesa più forte di questo luogo prestigioso, tanto caro a S. Ambrogio, a S. Agostino e a sua madre è stata: “lo facciano o non lo facciano questo parcheggio, per me è indifferente, purché facciano presto”: un atteggiamento che in questa circostanza ha sicuramente favorito chi aveva interesse alla costruzione (dentro e fuori della politica), sicuramente contro i sentimenti di religiosità prevalenti tra i cittadini, molto sensibili invece al richiamo e al fascino della Chiesa dei poveri e della verità rappresentata soprattutto dai Martiri cristiani.
Cosa Le chiedo? Semplicemente che il Papa sia messo a parte di questa vicenda e che di ciò me ne venga data gentilmente conferma. Non ci permettiamo, infatti, di suggerire alcunché ad un Papa come Francesco. Siamo certi che se vorrà trovare una parola sull’argomento, sarà quella giusta.
Anche Lucio Bertè Le chiede solamente questo e, solo per questo, è in digiuno dalla mezzanotte del 4 dicembre ed in sit-in permanente in Piazza S. Pietro, giorno e notte e ad oltranza dal 5 dicembre, in attesa di sapere che il messaggio sia arrivato. Subito dopo porrà fine alla sua iniziativa nonviolenta di dialogo.
La ringrazio per la cortese attenzione e resto a Sua disposizione per ogni chiarimento che Lei ritenesse necessario.

Rita Bernardini
Segretaria di “Radicali Italiani”

Sheyla Bobba

Classe 1978. Qualche titolo pubblicato qua e là parlando di questo e di quello. Inizio a lavorare con le parole quando ho 15 anni, in una redazione di un quotidiano locale: battevo i necrologi. Poi me li fecero scrivere. Ho scritto per la carta e poi mi sono innamorata del web writing. Ho costruito il mio primo (orribile) sito nel 2002, un .tk Nel 2012, dopo svariata acqua sotto i ponti e tante esperienze diverse ho fondato SenzaBarcode.it organo dell'omonima associazione. Gli obbiettivi principali sono: il diritto di tutti a fare informazione (ne consegue il dovere di tutti di informarsi) e il diritto alla conoscenza. Insomma, cosette. Nel 2019 (dopo 4 anni che ci rimuginavo, studiavo e prendevo coraggio) apro la webradio di SenzaBarcode: grazie a una meravigliosa squadra che credo mi trovi simpatica perchè proprio non mi molla. Il 2020 è l'anno della webradio, mi assorbe completamente (e io mi faccio assorbire per superare un anno a dir poco devastante). Tantissimi podcast, X numero di dirette e interviste, insomma l'esplosione. A gennaio 2021 grandi manovre per l'hosting: la webradio si sposta da una piattaforma esterna all'interno: i numeri salgono e salgono. A febbraio 2021 compilo questa biografia. Antipatica per vocazione. Innamorata di mio marito. Uno dei complimenti che preferisco è "sei tutta tuo padre". www.senzabarcode.it - www.associazione.senzabarcode.it - www.webradio.senzabarcode.it

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