Luca Coscioni: luogo di confronto e libertà di ricerca

Si è tenuto ieri, 5 dicembre, presso la Nuova Aula del Palazzo dei Gruppi parlamentari, l’interessante convegno-dibattito dal titolo “Le ragioni della scienza e della libertà di ricerca” un “luogo aperto, senza confini ideologici e fondamentalistici per il confronto”

Ad aprire i lavori Maria Antonietta Farina Coscioni, già Segretario della Commissione Affari Sociali della XVI legislatura e presidente onorario dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, che racconta quando, durante i referendum del 2004 sulla legge 40 – sulla procreazione medicalmente assistita – i media giocarono un ruolo fondamentale sull’esito negativo con un comportamento “ossequioso dei dictact che in quegli anni ci venivano imposti…”. Questo convegno, organizzato dallAssociazione Luca Coscioni, nasce dal desiderio della stessa Farina Coscioni di creare un “luogo aperto, senza confini ideologici e fondamentalistici che si ponga come obbiettivo di promuovere momenti di confronto che pongano la scienza e la libertà di ricerca al centro di quelle che sono e quelle che devono essere sempre più, le dinamiche culturali, economiche, politiche della nostra società”

Gianni Betto direttore del Centro d’Ascolto dell’informazione radiotelevisiva, è autore di un rapporto dettagliato sugli ascolti in merito all’informazione scientifica. La ricerca in questione fornisce dati dal 1 gennaio 2011 al 20 novembre 2013, su come i media diano la possibilità ai cittadini italiani di farsi un opinione sui temi scientifici, considerando che il 97% dichiara di informarsi principalmente, attraverso la televisione e i TG, di questi il 74% dichiara che è proprio il telegiornale il maggiore informatore e formatore della propria cultura sui temi di società, cronaca e politica.  L’analisi è stata compiuta sulla TV pubblica, sulle edizioni principali dei TG, del talk show e dei principali programmi di intrattenimento, basandosi sul numero degli utenti. Il risultato è “disastroso”, poiché al primo posto risulta il tema politico per il 24%, con il 12% la cronaca rosa, cultura e sport sono al 6%. In sostanza, su 105mila notizie dei telegiornali RAI, 481 notizie sono classificabili con l’argomento Scienza, pari allo 0,4% del totale: una notizia ogni 219.

Roberto Camminiti è professore di Fisiologia della Università Sapienza di Roma e presidente FENS-CARE, insieme alla Farina Coscioni è anche autore e promotore della petizione “Appello per la difesa della libertà di ricerca scientifica in italia” che da ottobre ad oggi vede oltre 13mila firmatari. In una recente intervista rilasciata al Sole 24 Ore per Rosanna Magnano, Camminiti dichiara in merito all’approvazione dell’ articolo 13 della legge di delegazione comunitaria sulla sperimentazione animale: “il provvedimento complica e generalizza l’iter autorizzativo delle sperimentazioni animali prevedendo anche una valutazione del progetto da parte del Consiglio superiore di sanità in caso di utilizzo di primati non umani, cani e gatti. Un passaggio che rischia di allungare i tempi in modo insostenibile, ingolfando l’attività dello stesso ministero della Salute”. Al convegno promosso per la libertà di ricerca, Camminiti dichiara: “tali norme sono più restrittive della direttiva stessa, quindi la violano secondo l’articolo 2 della direttiva”

Piergiorgio Strata ordinario di Neurofisiologia all’Università di Torino e Presidente dell’Istituto di Neuroscienze, iscritto all’Associazione Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, rilascia un lungo intervento sempre sull’articolo 13, la recente vicenda Stamina e propone di “educare i media”, aiutarli ad individuare l’informazione corretta prima che venga divulgata: “il punto fondamentale del nostro Paese, non è tanto la mancanza di informazione, ma la ridondanza dell’informazione scorretta”.

Marco Cerrone, sociologo della comunicazione, intervenendo ha illustrato le principali caratteristiche della comunicazione pubblica della scienza sul web, evidenziandone le potenzialità e i limiti.  “La comunicazione pubblica della scienza è formata da tutte quelle pratiche che mirano a far conoscere la produzione scientifica anche ai non addetti ai lavori”. Lo stesso presenta il progetto Luca Coscioni, un sito da lui realizzato, dove si possono trovare gli interventi di Luca, gli articoli, i discorsi, le proposte e le iniziative oltre a voler essere, appunto, un luogo libero per il dibattito.

L’Onorevole Mariastella Gelmini componente della Commissione vigilanza RAI, già Ministro dell’Università e della Ricerca (Forza Italia), porta il suo contributo proprio in materia di media ed informazione : “vorrei aprire un canale di attenzione, non necessariamente tematico, su questi punti e quindi lo proporrò in commissione vigilanza RAI, che ci sia proprio un coinvolgimento della comunità scientifica e unitamente alla preparazione e alla capacità di chi sa immaginare dei format di successo, pensare che accanto alla politica, alla fiction, allo sport, all’informazione, ci possa essere anche una vetrina per le eccellenze italiane, una vetrina volta a cambiare la cultura ma anche la percezione della ricerca…”

Luca Landò, direttore del quotidiano “L’Unita” e Simonetta Di Pillo giornalista Tg5 Mediaset, che condividono la loro esperienza attraverso canali differenti dalla TV RAI.

Chiude il convegno, moderato da Valter Vecellio giornalista del TG2, Maria Antonietta Farina Coscioni parlando di quel “luogo” aperto e senza confini ideologici: “io credo che quel luogo possa essere l’Istituto Luca Coscioni, un luogo dove scienza, politica e media, si rapportino e si confrontino”

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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