Generazione di figli senza credo e speranza.

La nuova generazione di emigranti, di esiliati, di dimenticati

(a campagna elettorale conclusa).

precari

Generazione di precari, di figli a tempo indeterminato. Generazione di persone senza credo e soprattutto senza speranza. 

Generazione che non vuole il reddito di cittadinanza, ma un lavoro che gli permetta di affermarsi come persona e di programmare la propria vita per un periodo più lungo dei tre mesi del co.co.pro. 

Generazione di occhi spenti e di mani rovinate, con un bicchiere di campari low cost in mano e tanta frustrazione nel cuore. Di coinquilini,  adolescenza infinita, di studi inutili. 

Generazione di sfruttati, di stagisti, di “lei non ha esperienza” o di “lei è troppo qualificato”. Di call center e di non posso avere un figlio. Generazione con una valigia in mano e un biglietto aereo in tasca. 

Potrei elencarvi almeno cento persone che conosco personalmente e che ora si ritrovano ad accontentarsi di lavori più o meno umili, più o meno impegnativi, accomunati solo dalla prospettiva di un futuro, assente.

Io per prima ho preso la quotidiana ed insana abitudine di controllare gli annunci pubblicati sulle maggiori piattaforme on line che promettono lavoro e soddisfazione.

Il 99% delle proposte riguarda lavori a provvigione, ora spacciati come: offerte per chi realmente ha voglia di lavorare. Si tratta perlopiù di agenzie immobiliari, che, consapevoli della situazione attuale, si ritrovano ad avere un esercito di rappresentanti che fa su e giù per la città tutto il giorno gratuitamente.

Si passa poi ai call center, anche qui si ricercano figure con un’ottima dialettica, capaci di gestire al meglio i rapporti interpersonali e con tanta voglia di lavorare. Io durante la specialistica ho guadagnato ben €150,00, passando ogni giorno, per un mese, dalle 3 alle 6 ore in questi grandissimi stanzoni ripieni di persone.

Al terzo posto troviamo i rappresentanti di ogni genere. Qui è solitamente richiesta la partita IVA e se si ha già un proprio pacchetto clienti è ancora meglio. Si offrono provvigioni e non specificati benefit. Ognuno di questi lavori, se si ha fortuna, rende dalle 600 alle 800 euro al mese. Siccome per natura sono ottimista, voglio parlare anche di chi riesce ad arrivare alle 1.200 – 1.500 euro al mese, ma deve comunque continuare a vivere come se il periodo universitario non fosse mai finito.

Prendo ad esempio Roma, città in cui vivo. Un monolocale può costare dagli 800 ai 1500 euro al mese, e già questo rende semplice il calcolo dell’impossibilità di vivere in una casa propria -in affitto ovviamente-  il condominio va dai 20 ai 150 euro al mese, riscaldamenti esclusi. Aggiungiamo a queste tutte le altre utenze da pagare…

Bisogna pur mangiare, ma qui siamo già ben oltre lo stipendio percepito.

Da tutti questi calcoli ho volutamente escluso tutto ciò che rende degna di essere vissuta la vita, come una pizza fuori una volta ogni tanto, una serata in compagnia o una week end fuori porta. Sembra quasi di essere ritornati alla seconda rivoluzione industriale, quando si doveva lavorare, senza pretendere altro. Si è annullata la concezione del benessere psicofisico dell’individuo, dell’appagamento culturale, della sana fruizione del tempo libero.

Ora ditemi come si fa, nel 2013, in Italia, a diventare adulti e smettere di essere figli, almeno nella concezione del non dover più vivere sulle spalle dei propri genitori!

 

Marika Massara

Nata e cresciuta in provincia di Milano, emigrata in Calabria, adottata da Roma, non posso che definirmi italiana. Amo la mia Calabria, il mare d'inverno e il Rock. Da sempre attenta alla politica (più che ai politici), non posso che definirmi assolutamente di sinistra. Segni particolari: Milanista sfegatata.

6 pensieri riguardo “Generazione di figli senza credo e speranza.

  • 7 Marzo 2013 in 8:44
    Permalink

    Questa ragazza non è sola, con lei c’è un esercito di giovani che come lei non può smettere di essere figlio.
    La vera tragedia si verificherà quando i genitori non potranno più fare i genitori. E allora ?.
    Ma credete che con questi tatticismi (specialmente dei grillini) qualcuno ha tempo per preoccuparsi di loro?

  • 7 Marzo 2013 in 8:44
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    Questa ragazza non è sola, con lei c’è un esercito di giovani che come lei non può smettere di essere figlio.
    La vera tragedia si verificherà quando i genitori non potranno più fare i genitori. E allora ?.
    Ma credete che con questi tatticismi (specialmente dei grillini) qualcuno ha tempo per preoccuparsi di loro?

  • 1 Marzo 2013 in 21:10
    Permalink

    Questa ragazza è un genio incompreso come tante altre che vagano in questo limbo senza ritorno che è il mercato del lavoro. Certo che se avessimo un Governo (G maiuscola volutamente scritta), invece di avere tanti giullari di corte e l’ultimo arrivato che dice di no a tutto e a tutti ignorando che ogni giorno che passa lo spread sale (tanto gli interessi li paghiamo noi mica lui il Grillo parlante), magari si avrebbe un’aria di positività e le cose potrebbero iniziare ad andare meglio, si dovrà prima o poi uscire da questa recessione.

  • 1 Marzo 2013 in 21:10
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    Questa ragazza è un genio incompreso come tante altre che vagano in questo limbo senza ritorno che è il mercato del lavoro. Certo che se avessimo un Governo (G maiuscola volutamente scritta), invece di avere tanti giullari di corte e l’ultimo arrivato che dice di no a tutto e a tutti ignorando che ogni giorno che passa lo spread sale (tanto gli interessi li paghiamo noi mica lui il Grillo parlante), magari si avrebbe un’aria di positività e le cose potrebbero iniziare ad andare meglio, si dovrà prima o poi uscire da questa recessione.

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