Violenza familiare: picchiata perchè lo chiama con un nome diverso

violenza familiareA Benevento, durante la prima notte di nozze, lo sposo picchia la sposa perché mentre sono a letto lei lo chiama con un nome diverso dal suo.

L’allarme è stato dato dallo stesso sposino che dopo aver picchiato selvaggiamente la moglie ed aver distrutto l’intera stanza di hotel, ha avuto il buon cuore di chiamare la reception per richiedere un primo soccorso per la neosposa.

Questa in breve la notizia.

Ancora più aberrante -nonché significativo- dell’ennesimo caso di violenza familiare è la lunga sfilza dei commenti all’articolo di maschietti più o meno frustrati.

C’è chi dice:

“Le donne sposate sono le piu troie..lei ha trovato uno benestante che le dava i soldi e aveva un altro con cui se la spassava a letto..io l’avrei fatta volare dal letto e poi sarei andato via per sempre….però considerate tutti quanti che accettare una cosa del genere non è facile anzi è a dir poco impossibile prenderla con calma, la reazione è stata esagerata sicuramente, ma non potete condannarlo piu di tanto”

Per correttezza di informazione puntualizzo che all’interno dell’articolo si dice che entrambi gli sposi provengono da due famiglie benestanti e molto note di Benevento, ma ovviamente solo la signora ha ricevuto vantaggi sposando “uno che le dava i soldi”. Ovviamente non mi aspetto una grande intelligenza da chi ha esordito dicendo: “le donne sposate sono le più troie” e ha terminato dicendo: ” non potete condannarlo più di tanto“. In effetti non si può condannare un uomo che picchia la moglie se comunque si continua a pensare che un tradimento – per quanto eticamente scorretto- giustifichi una reazione violenta.

Passiamo poi al “ammazzarla di botte no, ma due schiaffoni ben assestati… “:

“Sì ma non ti sarà capitato la prima notte di nozze, immagina la frustrazione, la rabbia, la delusione ecc.; sicuramente non è il caso di riempirla di botte ma un paio di schiaffoni ben assestati ed un eventuale richiesta di annullamento di matrimonio sono una reazione accettabile e condivisibile
(si intende comunque che questi due personaggi in ogni caso si meritavano a vicenda, vista l’assurdità della storia)”

Ovviamente, ammazzarla di botte no, è da animali, ma hai il diritto di prendere a schiaffi la tua compagna che ha forse – e semplicemente- avuto un lapsus, – come quando da piccoli si chiamava mamma la maestra e viceversa-. L’annullamento del matrimonio solo per un nome sbagliato credo che non lo conceda neanche la Sacra Rota, – o forse si, date le famiglie abbienti-.

Come questi, che sono i due geni del gruppo, ci sono molti altri commenti che giustificano in parte lo sposo. Come possiamo continuare a giustificare una reazione violenta? Quando si inizierà a capire che la donna non è proprietà dell’uomo che sceglie come compagno? Il tradimento del proprio partner – cosa comunque non provata in questo caso- è sicuramente ed eticamente scorretto, ma essere violenti, verbalmente o materialmente, è PENALMENTE PUNIBILE.

L’Italia continua ad essere uno Stato maschilista, lo vediamo dalle quote rosa, dal numero infinitamente basso di donne che riescono a raggiungere i vertici della società, dall’incremento delle violenze e dei femminicidi, da dichiarazioni pubbliche di politici che invitano le donne a non uscire da sole di sera e da giornalisti che accusano le donne belle di incentivare, in qualche modo, i propri violentatori.

Non siamo affatto uno Stato civile, non lo saremo mai finché la parità REALE e non solo formale, non entrerà a far parte della nostra quotidianità.

Marika Massara

Nata e cresciuta in provincia di Milano, emigrata in Calabria, adottata da Roma, non posso che definirmi italiana. Amo la mia Calabria, il mare d'inverno e il Rock. Da sempre attenta alla politica (più che ai politici), non posso che definirmi assolutamente di sinistra. Segni particolari: Milanista sfegatata.

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