Una tizia che probabilmente non esiste

30-1-libroOsserva il mondo da quegli occhi grandi, si muove con disinvoltura negli spazi aperti, ma risulta goffa e imbranata in quelli chiusi. Ogni suo movimento è un suono diverso, grazie ai braccialetti che le colorano le braccia. I colori sono sgargianti, forse non abbinati nel modo corretto, ma il risultato è gradevole alla vista.
Il trucco non è invadente, disegna il contorno delle labbra con una naturalità strepitosa. Le borse sono sempre troppo grandi per quel corpicino esile, ma sembrano far parte di lei. I capelli sono arruffati per scelta, a volte a fatica allacciati in una coda, o in una treccia di quelle che partono dal cranio. Rossi, come le lentiggini che le colorano il viso, e come il suo colore preferito. E’ troppo alta per la media, i pantaloni le vanno corti o larghi, quindi preferisce le gonne. Ampie, morbide, lunghe.

Ama i cardigan e le magliette bianche. Non si toglie mai quel foulard giallo dal collo. Allacciato con un fiocco al lato, come se fosse ancora negli anni ’50. Parla poco, sorride con le labbra solo se la situazione lo richiede, altrimenti se ne sta tranquilla nel suo angolino, annuendo. E’ accondiscendente, non si stanca mai delle novità. Fa di tutto per conoscere persone nuove, ma poi si stanca e cambia compagnia. Non ha un contratto di affitto da anni, dorme in case rimediate all’ultimo momento, senza preoccuparsi troppo del domani.

Lavora in una piccola e vecchia libreria del centro, che profuma di legno e carta. Ci passa talmente tante ore, che alla fine è diventato l’odore della sua pelle. Legge in anteprima tutti i libri che le capitano per le mani. Il suo capo, un solare signore dagli occhiali spessi e le gambe veloci, non ci fa nemmeno più caso, del resto con la miseria di stipendio che si può permettere di pagarle, il fatto che legga è il problema minore. E poi, è così bello vederla appollaiata su quello sgabello, con gli occhi fissi sulle pagine.

Ma lei sfugge veloce agli sguardi della gente, e si rifugia nel suo mondo, fatto di lettere, parole, visi tanto noti quanto immaginati. Non ama da tanto tempo, da quando ha giurato che l’unico suo amore sarebbe stato quell’uomo che l’ha dovuta lasciare. Si affeziona, vuole bene, ma l’amore non se lo ricorda quasi più.
La notte dorme poco, per lei la luna è troppo affascinante, e non vuole perdersela.

Si accende una sigaretta distratta, mentre passeggia tra la folla. Cammina col naso all’insù, e,improvvisamente, sente un senso di pace che non provava da tanto tempo.

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