Turchia: lo Stato arresta i diritti. I cani sciolti del governo turco

diritti fondamentali Turchia Quello che sta accadendo in Turchia non può essere più definito come una semplice rivolta popolare. Il governo turco sta violando i diritti fondamentali dell’uomo.

Le forze dell’ordine, ormai cani sciolti, non si preoccupano più semplicemente di reprimere le sommosse, ma di scontrarsi direttamente con la folla, e tutto questo con il silenzioso e ancora più grave benestare del governo turco.

Non si è risparmiata alcuna categoria, i musicisti, i reporter e i giornalisti – tra cui ricordiamo Daniele Stefanini- gli avvocati difensori turchi scelti dal Fronte Rivoluzionario di liberazione del Popolo e di cui Radio Radicale, nella trasmissione diretta dal nostro Diego Sabatinelli aveva già parlato in tempi poco sospetti – questo l’articolo edito in data 11 marzo sul nostro sito – .

Come ci ricorda la Camera Penale felsinea di Bologna, nel momento in cui un avvocato, nel pieno della sua funzione, mentre discute in aula con indosso la toga, viene trascinato fuori dal tribunale e posto in stato di arresto, si lede ogni diritto fondamentale dell’uomo. Il governo turco non può ignorare il diritto alla difesa, sancito nelle Costituzioni di tutti i Paesi civili.

Citando Diego e una parte del suo articolo: “una visione non laica della giustizia fa si che la figura del difensore venga sovrapposta a quella del difeso, soprattutto quando il difeso è un oppositore politico“.

La questione turca ha suscitato anche la reazione del più grande rivoluzionario contemporaneo, il Subcomandante Marcos, che in una lettera ricca di fervore e amore per la libertà esprime la sua piena solidarietà al popolo che lotta contro il governo turco. Parla degli oppressi, della necessità di qualsiasi popolo, di qualsiasi minoranza etnica, sessuale, religiosa di avere il rispetto del governo che detiene il potere

Volevamo che il governo rispettasse le nostre richieste di libertà, democrazia e giustizia. Per questo in Turchia resistono da giorni: ora partendo da quello in carica, e a seguire tutti i governi che saranno al potere, noi vogliamo che tu rispetti le nostre richieste di libertà, democrazia e giustizia!

Anche Marcos parla di diritti, della necessità e dell’obbligo morale che ogni Governo, ogni Stato ha nei confronti dei suoi cittadini. Quando un intero popolo si ribella alle leggi e alle decisioni dei propri politici non può e non deve essere ignorato, la repressione non è mai la risposta giusta. La polizia, l’esercito, le forze dell’ordine in generale, potranno fermare i ribelli, fare vittime, e PROVARE a privare il popolo dei suoi diritti fondamentali, ma a nulla servirà, perché il popolo che alza la testa, non l’abbassa davanti a niente, se non alla sua meta.

Il Governo turco non può più ignorare i bisogni e le richieste di un’intera popolazione.  Non può pensare di essere nel giusto se le persone preferiscono farsi uccidere dalle cariche della polizia piuttosto che fermare la rivolta.

Concludo rubando l’ultima frase della lettera del Subcomandante Marcos:

Solidarietà a quelli che hanno salvato la storia del passato e del futuro e che sono indotti a salvarla dal presente“.

Marika Massara

Nata e cresciuta in provincia di Milano, emigrata in Calabria, adottata da Roma, non posso che definirmi italiana. Amo la mia Calabria, il mare d'inverno e il Rock. Da sempre attenta alla politica (più che ai politici), non posso che definirmi assolutamente di sinistra. Segni particolari: Milanista sfegatata.

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