Trasparenza a 5 stelle, regolamento accesso agli atti

Un bavaglio messo non solo alla stampa e all’opposizione, ma anche agli stessi eletti M5S. Dai Municipi a Palazzo Senatorio la rivolta per la Trasparenza.

La casa di vetro. Forse è il termine che crea aspettative, o forse una campagna elettorale basata sulla richiesta di onestà e trasparenza, sta di fatto che sto vetro non vuol far passare neppure uno spiraglio di luce. Azzeccagarbugli è sempre all’opera e il caldo agostano ha creato terreno fertile (alla faccia del Tevere prosciugato e del Lago di Bracciano violentato) e riesce a fare un “capolavoro” di intrighi, restrizioni e interpretazioni mai visti.

Da 22 articoli si propone di passare a 42 per il regolamento degli accessi agli atti

Non ce lo deve raccontare il gruppo del Partito Democratico in conferenza stampa ieri 6 settembre a via del Tritone, che aumentando gli articoli diminuisce inevitabilmente la semplificazione. Specialmente se in tutto questo si decide di eliminare il sacrosanto articolo 2 che al comma 1 recita “tutti i documenti e gli atti dell’Amministrazione comunale sono pubblici“. Se il problema si “limitasse” a questo sarebbe grave, ma non farebbe pensare ad una studiata strategia per nascondere qualcosa e di rendere indemocratico tutto il lavoro dell’Amministrazione.

Il comma 3 dell’articolo 20 recita “gli uffici debbono agevolare l’accesso ai documenti agli amministratori”, lapalissiano. Con la modifica diventerebbe “l’accesso ai documenti degli amministratori non può interferire con il buon funzionamento dell’amministrazione né dar luogo ad elaborazioni delle informazioni finalizzate alla formazione di nuovi documenti”. In pratica tu opposizione non ti opporre a quel che facciamo, non creare problemi, e specialmente fatti andare bene le nostre decisioni.

A fondo pagina il video della conferenza stampa. Così nessuno potrà pensare che tutto quello che stanno scrivendo i giornali è frutto di un gomblotto contro il Movimento 5 Stelle.

La proposta nel suo articolato evidenzia modifiche che limitano la trasparenza ma che, di fatto, vogliono impedire anche il lavoro degli amministratori, di opposizione e maggioranza, non ultimo il diritto della stampa. L’articolo 39 – al comma 1 – proposto titola “rapporti con i media e social network” (perché non potevano certo dimenticare i blog e le piattaforme d’informazione come SenzaBarcode) e richiama alla necessità di “istruire in modo completo e accurato ogni singola richiesta di accesso“. Mentre il comma 2 precisa ” I Dirigenti chiamati all’attuazione delle diverse forme di accesso, disciplinate dal presente regolamento, tengono in considerazione rilievo pubblico, il potenziale uso strumentale ed il danno all’immagine che le risposte dell’amministrazione possono generare attraverso la loro pubblicazione sui social network, sui blog o sulle piattaforme web realizzate per la produzione e la difesa del diritto di accesso all’informazione”.

“La parte più pericolosa contenuta negli articoli 33/34/35/36”

specificano i documenti consegnati dal gruppo del PD “dove il Comune integrando l’elenco delle eccezioni e limitazioni al FoiaFreedom of Information Act, “Legge sulla libertà di informazione – ne introduce di fatto di nuove, sostituendosi così illegittimamente a legislatore ed ad ANAC  introduce ulteriori limiti sottraendo illegittimamente intere copie di atti. Ma ancor più grave è il comma 5 dell’articolo 33 in quanto si inventano una categorizzazione di richieste che possono, a giudizio dell’amministrazione, essere derubricate. Le categorie sono talmente ampie che può finirci dentro qualsiasi cosa. Addirittura considerano duplicabili le richieste fatte “ al solo fine di conoscere i dati in possesso dell’amministrazione che è esattamente il fine del Foia”.

Prende importanza l’oggetto della mail e la perde l’Avvocatura, i Municipi vengono relegati ad un limbo e per avere la grazia di apparire sul sito ufficiale del Comune, devono seguire un iter quasi imbarazzante. Naturalmente nulla di quello che fanno gli alti dirigenti del Comune di Roma sarebbe verificabile.

A me, personalmente, un po’ fa paura questa nuova trasparenza, perché non ci riesco a vedere niente di buono e credo che non vada sottovalutata questa proposta di modifica, e vada considerata la gravità di questa proposta, prima ancora di temere i risultati del nuovo regolamento.

Di certo le opposizioni daranno battaglia, ma potrebbe non bastare.

Sheyla Bobba

Classe 1978.

È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

3 pensieri riguardo “Trasparenza a 5 stelle, regolamento accesso agli atti

  • 9 settembre 2017 in 15:42
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    Spero di riuscire a metterlo qui su SenzaBarcode in settimana.

  • 9 settembre 2017 in 14:29
    Permalink

    Dove si può trovare il testo integrale del regolamento?

  • 9 settembre 2017 in 0:45
    Permalink

    Dove è possibile trovare la copia di questo regolamento?

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