Signoraggio bancario e fondi CEE i soldi che non si vedono

I soldi non si vedono, ma ci sono. E’ questo che ci svelerà il  Cavaliere Mascarato. Naturalmente so chi è, naturalmente non lo dirò, mai. Come ogni fonte non avrà un appuntamento fisso, arriverà quando è possibile, cercherà di rispondere a tutte le vostre domande e ha promesso qualche video intervista. Queste le sue prime dichiarazioni, cominciamo in maniera “soft” …

signoraggio

Care amiche e cari amici da oggi inizierò con alcune mie riflessioni la collaborazione con gli amici di SenzaBarcode, ero indeciso con cosa iniziare, ma alla fine ho scelto l’argomento che va di moda adesso il signoraggio bancario ed il mancato utilizzo dei fondi comunitari per le aziende.

Sappiamo tutti che, per un imprenditore, andare a chiedere soldi in banca di questi tempi è impresa ardua e quasi impossibile, ma non solo: chi in passato ha avuto la fortuna di veder accolta una richiesta di prestito per le esigenze della propria attività in questi giorni vive momenti di ansia e terrore, infatti, in seguito a delle direttive della Banca D’Italia, vi sono in giro per i vari Istituti bancari ispettori che controllano i fidi o i prestiti già concessi, e in alcuni casi provvedono alla revoca costringendo il debitore a dei rientri forzosi e forzati, a volte impossibili. Ciò sta accadendo contro ogni regolamentazione ed ogni legge, basti ricordare le trasmissioni dedicate da Striscia la Notizia per irregolarità nell’applicazione del tasso d’interesse, che non dovrebbe superare il 16%, ma che arriva a volte anche oltre il 20%.

A tal proposito parliamo dei fondi della C.E.E., i famosi fondi che tutti sanno che ci sono ma nessuno, anzi in pochi vedono. Sì, perché se non sei amico degli amici non riuscirai mai ad ottenerli, anche avendo le carte in regole. Nel nostro Paese vi sono delle società, alcune partecipate dallo Stato ed altre gestite da privati, che si adoperano con i loro consulenti al fine di preparare, presentare e far approvare richieste di fondi, una parte a fondo perduto e la rimanente con un tasso fisso d’ interesse ridicolo, ma cosa strana e incredibile, pochissimi utenti si rivolgono ad essi, avete capito bene: si preferisce il tasso d’usura bancario con le mille difficoltà burocratiche e tempistiche che si incontrano nelle banche, piuttosto che ricorrere ad uno strumento creato e gestito allo scopo preciso di aiutare, sviluppare e far crescere le piccole, medie e grandi imprese.

 Il cavaliere mascarato

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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