Senza il quale non si può più vivere

La notte piano schiarisce, illuminando i palazzoni della provincia milanese. Il caldo tepore notturno viene scandito dal tuo respiro. Ti muovi, piano, quasi impercettibilmente, cercandomi. Ed è inutile dire che mi perdo guardando il tuo viso, i tuoi dettagli.  Sorridi immerso nei tuoi sogni, mi abbracci e affondo il viso nel tuo petto, inebriandomi del tuo profumo.raccontami

I ricordi si accavallano come in una danza, un’onda incessante di passato che si rinnova, frantumandosi su di noi. I litigi e le incomprensioni non hanno mai separato niente, hanno solo rinforzato ciò che potevamo essere e i dolori ci hanno semplicemente unito, in un noi che spero non si spezzerà mai.

E ti guardo nella notte che lentamente muore, accogliendo questo nostro nuovo giorno, immaginando ciò che potremo essere. Lentamente mi alzo, cercando di non svegliarti. Con i passi misuro questa nuova casa, nostra. Forse è un po’ spoglia e ha ancora un odore estraneo ma ciò che abbiamo sempre desiderato è racchiuso qui.

La luce fioca entra timidamente, illuminando il freddo pavimento della stanza vuota. Le pareti color salvia e qualche spoglia mensola, vecchi giochi che hanno la nostra età e una piccola culla cercano di riempire questo dolce spazio. Immagino come sarà questa nostra vita, i dolori e le cadute non mancheranno, le delusioni saranno sempre dietro l’angolo ma non ho paura se le mie mani saranno intrecciate alle tue, se i tuoi passi saranno l’eco dei miei.

Ti guardo dormire e il cuore comincia una corsa pazza, scoppia in petto, mentre con una mano accarezzo il mio ventre. Lentamente torno a letto, cercando il caldo del tuo corpo, immaginando il nostro futuro in tre.

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