Sempre più studenti scelgono gli atenei online

In aumento gli studenti che scelgono gli atenei online. Incremento annuo del 16%, nelle università classiche si scende del 2%. Un dato su tutti può aiutare a capire il fenomeno degli atenei online in Italia.

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Il dato in questione è quello relativo al numero di iscritti che è passato in 10 anni dai 1500 dell’anno accademico 2002/2003 ai quasi 40 mila dell’anno accademico 2012/2013. Si tratta di stime fornite dalla  Unicusano, un’università online situata a Roma.

Se si va ad interpretare questo dato in termini matematici si può dire che l’incremento annuo è stato del 16% circa, un incremento che non accenna a mitigarsi nemmeno per l’anno accademico in corso.

Un dato in crescita che stride con altre statistiche sono quelle che vengono dalle università tradizionali. Secondo un’indagine compiuta questa volta dall’Istat, il calo degli iscritti negli atenei vecchio stile si assesta su una percentuale superiore al 2%, che in termini numerici si traduce in 6600 ragazzi e ragazze in meno che si sono iscritti all’università rispetto all’anno passato.

Ma come mai i giovani italiani si stanno disaffezionando dal vecchio mito dell’università? E come mai allo stesso tempo si assiste invece al boom di forme di istruzione alternative come le università online?

I motivi sono molteplici. Certamente il primo sospettato è la galoppante crisi economica che dal 2008 ad oggi ha falcidiato posti di lavoro, corrodendo anche il potere di acquisto delle famiglie. La stessa crisi che adesso costringe sempre più famiglie a porre un freno alle aspirazioni dei propri figli, in quanto per molti è diventato impossibile sostenere economicamente le spese necessarie per il sostentamento dei ragazzi durante i 5 anni canonici di studi universitari.

Di contrappasso, la stessa crisi economica, può invece essere vista come uno dei fattori che hanno contribuito al boom delle università online. Perché? Perché tantissimi dei ragazzi prima citati, che non hanno una famiglia che li possa mantenere e che non per questo rinunciano alle proprie aspirazioni, tentano la via delle università telematiche portandole avanti in parallelo ad una prima attività lavorativa.

D’altronde la strutturazione delle università telematiche fa sì che lo studente possa liberamente organizzare il suo tempo, seguendo ad esempio le lezioni da casa in streaming nelle ore libere dall’attività lavorativa. La presenza è “fisicamente” richiesta in facoltà solo per sostenere gli esami.

Questa soluzione è anche quella adottata da quei laureati che già lavorano ma che voglio arricchire il loro cv con un master o un corso di specializzazione; con le università online possono proseguire nella loro attività lavorativa, dedicandosi allo studio la sera o durante i weekend.

Da Claudia Morellini, collaboratrice esterna di SenzaBarcode

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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