Sciacalli della politica alla riscossa, e noi l’avevamo scritto

Sciacalli della politica alla riscossa. Sapevamo che sarebbe successo da questa estate dopo i fatti di Rimini. Ora si banchetta sui cadaveri.

La politica italiana raggiunge l’apice dello squallore. E questa non è la solita intemerata contro i fomentatori di odio, quelli alla Salvini intendo. Nel calderone degli sciacalli della politica ci stanno tutti. Anche questa estate ci fu la polemica sulla pelle di qualcuno, e anche allora ne parlammo da facili profeti.

Il 2 settembre eravamo stati chiari e scrivevamo: “non avevamo dubbi che l’argomento centrale della prossima campagna elettorale fosse legato all’immigrazione. Che fosse legato ad un crimine così efferato in base all’etnia del criminale è un salto ulteriore.” Ora ci risiamo. Gli sciacalli della politica e dell’editoria si stanno nuovamente facendo la guerra. Questa volta a farne le spese sono una povera ragazza fatta a pezzi da uno spacciatore per ragioni probabilmente legate alla droga, ma forse non solo a quello. Dall’altra sei feriti, di cui alcuni gravi, fatti oggetto di tiro al bersaglio da uno squilibrato.

La campagna degli sciacalli politici

L’omicidio della povera Pamela apre le danze. Giro di valzer a cui non si sottrae Salvini, che paladino della purezza sanguinolenta italiana, entra a modo suo nel merito. Tuona il leghista: la ragazza uccisa e fatta a pezzi da un nigeriano “è un omicidio di Stato”. E prosegue con invidiabile moderazione: “cosa ci faceva ancora in Italia questo VERME? Non scappava dalla guerra, la guerra ce l’ha portata in Italia. La sinistra ha le mani sporche di sangue. Espulsioni, espulsioni, controlli e ancora espulsioni! “

A seguire l’editoria scabrosa, e di parte, italiana che indugia sui particolari. Pamela, spunta ipotesi stupro:”Asportato e ripulito il pube”, ci tiene a farci sapere Il Giornale. Si arriva al pulp con Libero: Macellaio, “Prima ripulita e poi…”. L’orrore sulla sua vagina, l’ultima tortura su Pamela. Un orrore senza fine, quello di Pamela Mastropietro.

Lo squilibrato “rimette la palla al centro”

In termini calcistici per gli sciacalli della politica si potrebbe dire: uno a uno e palla al centro. In effetti prima o poi lo squilibrato era prevedibile. A Macerata stende 6 persone di origini africane, indossa la bandiera italiana e fa il saluto col braccio teso. Ma sempre squilibrato rimane.

Tanto basta agli sciacalli della politica. Dalla Serracchiani a Grasso, da Saviano a Giannini tutti in campagna elettorale. Repubblica distrattamente dimentica l’omicidio di Pamela dalla home page e si butta a capofitto sui 6 corpi, ancora vivi peraltro, con tanto di rassegna stampa estera. In effetti sarebbe dignitoso almeno evitare di riportare lo sdegno giornalistico dagli States. Da quelle parti sono abituati a fare tiro a segno sui colored, con l’aggravante che sovente ci pensano direttamente gli agenti di polizia.

Ma si sa, gli sciacalli politici ormai non badano più a nulla. Per Salvini la responsabilità rimane in capo alla presenza massiccia degli immigrati, un suo chiodo fisso, mentre per Berlusconi è questione di sicurezza. Dimentica che dal ’92 gli omicidi in Italia sono sempre in calo.

Voci fuori dal coro arrivano inaspettatamente da chi forse un minimo di scrupolo se lo fa. Renzi invita tutti, ma proprio tutti alla calma, anche se rimarca il fatto che alcuni spari sono andati a segno verso la locale sede del Pd. I pentastellati Di Battista e Di Maio replicano sulla stessa lunghezza d’onda: il dovere della politica di tacere in queste occasioni. C’è ancora vita nei neuroni dei politici e dei giornalisti italiani? La domanda rimane, mentre a noi non resta che esprimere tutto il dolore per le povere vittime che non hanno né etnia e né lingua diversa. Un abbraccio a chi resta ed una carezza a chi non c’è più.

Diego Sabatinelli

Dal ’95 letteralmente “batto le strade” di Roma per promuovere le iniziative nonviolente radicali, a partire dalla raccolta firme su 20 referendum che si svolge proprio quell’anno…

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