Schiuma bianca Tremiti: ci si interroga sulle cause

Schiuma bianca TremitiSi legge in neretto fra i titoli dei giornali e delle riviste: “Schiuma bianca Tremiti”. Già le tre parole accostate suonano preoccupanti, ma è solo quando si guardano le foto e i video della costa tremitana che si rimane a bocca aperta. La schiuma bianca delle Tremiti non è la classica schiuma che si forma naturalmente a causa delle onde del mare, sembra più la schiuma che riempie l’oblò della lavatrice quando si esagera con il dosaggio del detersivo. Il fenomeno è particolarmente evidente sulle coste delle Diomedee, soprattutto su quelle dell’isola di San Domino.

L’arcipelago delle Tremiti è una perla di rara bellezza che si trova nel mar Adriatico. Situato in provincia di Foggia, fa parte del Parco Nazionale del Gargano e dal 1989 una porzione  del suo territorio costituisce la Riserva naturale marina Isole Tremiti. Nonostante si tratti del Comune più piccolo della Regione Puglia, è uno dei siti turistici più visitati. Per la purezza delle sue acque le isole Tremiti hanno ricevuto il titolo di Bandiera Blu, un riconoscimento conferito dalla FEE (Foundation for Environmental Education). Anche per questo motivo lo stupore di residenti e turisti è enorme di fronte a questo mistero ancora tutto da chiarire.

Le cause che possono avere portato la schiuma bianca sulle splendide coste delle Tremiti, non sono ancora note. Le ipotesi sono molte: depuratori non funzionanti, scarichi provenienti da qualche nave, le persistenti piogge del Nord che possono avere ripulito i fiumi di tutta l’Italia Settentrionale per portare poi nel mare del Sud la sporcizia ricavata. Quest’ultima teoria è quella che più piace al sindaco dell’arcipelago delle Tremiti, Antonio Fentini, che si lamenta del “lavoro sporco” della Padania, a causa del quale la stagione turistica del suo Comune rischia di essere rovinata. L’accusa è stata mossa senza tanti giri di parole sul quotidiano “Corriere del Mezzogiorno”

A discolpare il Po però interviene la responsabile della struttura oceanografica Daphne, che si occupa della prevenzione ambientale della Regione Emilia Romagna. Carla Rita Ferrari sostiene che:

“È vero che un mese fa c’è stata nel fiume Po una grossa portata d’acqua dolce che si è riversata in mare e che può essere arrivata fino alle Tremiti. Ma da questo a dire che la schiuma sia legata al fiume Po ce ne passa.”

L’onorevole Colomba Mongiello, membro del Pd, ha interrogato il Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando sottolineando l’esigenza di identificare i motivi che causano la comparsa di questa schiuma bianca che in alcuni punti diventa solida, costituendo uno spettacolo a dir poco desolante. La Mongiello fa anche richiesta esplicita di garanzia sulla tutela dell’ecosistema della riserva marina.

La deputata del Partito Democratico continua dicendo che ciò che succede alle Diomedee:

“Riporta all´ordine del giorno il tema della tutela dell’ Adriatico. Obiettivo che motiva la proposta, condivisa con il collega Michele Bordo, di istituire la Zona di Protezione Ecologica con cui incentivare e valorizzare modelli di sviluppo sostenibili.”

Intanto tutti gli addetti si stanno muovendo per effettuare studi e risolvere il quesito che da giorni rende perplessi gli abitanti delle Tremiti. Anche l’ente Parco Nazionale del Gargano ha assicurato tramite le parole del suo presidente Stefano Pecorella il proprio impegno per capire la natura  e il tipo di formazione del fenomeno. Attendiamo quindi i risultati a cui gli esperti giungeranno nelle prossime giornate, sperando di non leggere più “Schiuma bianca Tremiti” tra gli incipit degli articoli di tutto il web.

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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