Rita Bernardini (Radicali): Collaborazione immediata a Di Maio (M5S)

Costi della Politica: Bernardini offre collaborazione immediata al Vicepresidente pentastellato della Camera Di Maio e sul segretario generale, prende come ammonimento la saggezza popolare “un soldo per farlo cantare e dieci per farlo smettere”

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Dichiarazione di Rita Bernardini, ex deputata radicale, membro Assemblea dei legislatori del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito

Al Vicepresidente della Camera Luigi Di Maio (M5s), che si dispera perché l’Amministrazione non gli fornisce i contratti stipulati con la Società Milano ’90, dico che come radicali ci rendiamo immediatamente disponibili a fornirgli noi i documenti richiesti, visto che nella passata legislatura non solo li abbiamo richiesti, ma anche ottenuti e messi on line.

Certo, non è stato facile acquisirli e personalmente ricordo che per averli ho dovuto annunciare l’inizio di uno sciopero della fame; comunque, il “cittadino” Di Maio gode pienamente del diritto di esigere quanto richiesto: l’art. 79, comma 5 del nuovo – sebbene controriformato – RAC (Regolamento di Amministrazione e Contabilità) prevede espressamente che i deputati in carica abbiano accesso ai contratti stipulati dall’Amministrazione della Camera e all’Albo dei fornitori e degli appaltatori.

Quanto alla necessità di segnare un momento di discontinuità al vertice dell’Amministrazione capeggiata da dal dott. Ugo Zampetti, avverto subito il vicepresidente Di Maio che sarà lotta durissima perché il Segretario Generale della Camera serve “naturalmente” da 14 anni il Regime, senza temere concorrenza alcuna; ed ha quindi garantito, altrettanto naturalmente, a chiunque abbia presieduto l’Assemblea di Montecitorio, tutte le “loro” logiche spartitorie.

Inoltre, con l’art. 7 del Regolamento dei Servizi e del personale (uno dei regolamenti “minori” dell’Ufficio di Presidenza) non solo è stata eliminata la durata massima in carica del Segretario Generale ma è stata introdotta una elevatissima maggioranza qualificata (due terzi dei componenti l’Ufficio di Presidenza) per revocarne l’incarico, mentre è rimasta invariata la maggioranza semplice dei votanti necessaria per la sua nomina.

Insomma, come ammonisce la saggezza popolare e come ho scritto nella prefazione del libro sull’autodichia di Irene Testa ed Alessandro Gerardi “Parlamento zona franca, ci è voluto “un soldo per farlo cantare ma ce ne vorranno dieci per farlo smettere”.

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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