Rino Gaetano: saccheggiata la sua tomba al Verano

rino gaetanoSecondo quanto ipotizzato dagli inquirenti, sabato mattina un ladro di cimeli funebri avrebbe saccheggiato la tomba di Rino Gaetano, sepolto al cimitero del Verano, a Roma.

La tomba del cantautore calabrese, morto tragicamente in un incidente la mattina del 2 giugno 1981, da più di vent’anni accoglie il pellegrinaggio perpetuo di tre generazioni. Quei ragazzi, che col tempo son diventati genitori, hanno trasmesso l’amore di e per Rino ai propri fratelli minori o ai propri figli, che ancora oggi, tra una canzone di Mengoni e una degli One direction lo ascoltano sull’i pod o lo “postano” su facebook – si trattasse anche solo della, da lui, tanto odiata Gianna

La tomba di Rino Gaetano è da sempre piena di peluche, di frasi, di croci e scritte. Il predatore, armato con un attrezzo da carpentiere ha portato via la bellissima chitarra, fatta costruire nel 1981 dalla sorella del musicista, che ha richiesto allo scultore incaricato di ispirarsi all’ukulele suonata da Rino durante il famoso Festival di Sanremo del 1978. Per costruire questa chitarra/ukulele la sorella ha richiesto che si utilizzasse una particolarissima pietra, l’afyon, sul quale ha fatto incidere: “sognare la realtà, vivere un sogno, cantare per non vivere niente”.

All’epoca l’opera costò ben mezzo milione di lire. Facile intuire il valore attuale, ben superiore, che qualsiasi ricco e stravagante collezionista sarebbe disposto a spendere.

Ancora più triste, a mio avviso, il furto del quaderno sul quale i fans scrivevano messaggi in memoria di Rino Gaetano. Io non so a livello di collezionismo quanto possa valere un oggetto del genere, ma con quale cuore si porta via da una tomba un diario pieno di frasi, di ricordi, di amore? Per fortuna qualcuno se n’è accorto, e ha ben pensato di portarne uno nuovo.

Leopoldo Lombardi, legale della famiglia Gaetano, ha già presentato denuncia formale, non solo per furto, ma, come previsto dall’art. 408 del codice penale, anche per vilipendio di tomba. Reato che prevede una pena dai sei mesi ai tre anni di reclusione.

Rino Gaetano, resta sempre attuale, anche per ladri e collezionisti, che evidentemente ne riconoscono il valore, di artista e musicista, molto più di quanto il popolo italiano non abbia fatto durante la breve vita del cantautore calabrese.

Rino non smetterà mai di stupirci, e chissà se dal posto in cui si trova ora si sta facendo una grassa e grossa risata, complimentandosi con il ladro che ha ben pensato di rompergli le scatole anche adesso, che potrebbe osservare serenamente quanto importanti e sentiti siano i testi delle sue canzoni.

Alla fine non dimentichiamoci che per uno strano e terribile scherzo del destino è l’unico a poter vantare di aver scritto – da vivo- la storia della sua morte – La ballata di Renzo

Come stupirsi quindi che anche ora, da morto, continui a far notizia?

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

Cosa ne pensi?

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: