Referendum radicali e diritto di famiglia. Giustizia e divorzio breve

Martedì 23 luglio, ore 22.09, in diretta da Radio Radicale Diego Sabatinelli e Alessandro Gerardi, speciale referendum radicali.

Referendum radicali e diritto di famiglia. Giustizia e divorzio breve

L’avvocato apre ricordando tutti i siti internet ove trovare informazioni sui quesiti e sui tavoli per i 12 referendum radicali, pacchetto Giustizia Giusta e Cambiamo noi e quindi i 12 quesiti:

Abolizione Finanziamento pubblico partiti . Per abolire il finanziamento pubblico dei partiti e la truffa dei rimborsi elettorali – 8xmille. Per lasciare allo Stato le quote di chi non esprime una scelta – Custodia cautelare. Per limitare il carcere preventivo, cioè prima della sentenza di condanna, ai soli reati gravi – Divorzio breve. Per eliminare l’inutile obbligo di tre anni di separazione ­­prima di poter chiedere il divorzio. Droghe: niente carcere per fatti di lieve entità. Per eliminare quelle norme che riempiono inutilmente le carceri e paralizzano la giustizia – Ergastolo. Per abolire il carcere a vita ed ottenere una pena detentiva che abbia la finalità di rieducare il condannato – Lavoro e immigrazione. Per abrogare quelle norme discriminatorie che ostacolano il lavoro e il soggiorno regolare degli stranieri – Magistrati fuori ruolo. Per far rientrare nei Tribunali le centinaia di magistrati attualmente dislocati ai vertici della pubblica amministrazione per smaltire l’enorme debito giudiziario – Responsabilità civile dei magistrati. (Suddiviso in 2 quesiti) Perché i cittadini possano ottenere dal magistrato, e in tempi rapidi, il giusto risarcimento dei danni a seguito di irregolarità e ingiustizie da loro subite – Separazione delle carriere dei magistrati. Per ottenere la garanzia di essere giudicati da un giudice terzo obiettivo ed imparziale che abbia una carriera diversa da quella del Pubblico ministero che accusa.

Come annunciato la prima ospite è l’ex Ministro onorevole Mariastella Gelmini, vice capogruppo PdL alla Camera dei Deputati,  che ha firmato i referendum radicali pacchetto Giustizia Giusta, fatta eccezione del quesito sull’ergastolo; ricordo che è possibile andare nel proprio Comune per firmare tutti i referendum radicali.

La prima domanda alla Gelmini è dell’avvocato e tesoriere della LID Alessandro Gerardi

Sul fronte della giustizia, da anni, registriamo un nulla di fatto. Il Parlamento non riesce ad affrontare, anche a causa della pesante lobby della corporazione della magistratura associata che, ogni volta che si parla di questi temi, subito insorgono e iniziano a tirar fuori il problema della perdita dell’autonomia ed indipendenza della magistratura. Lei ritiene che dal punto di vista parlamentare/legislativo, in questa legislatura sarà difficile trovare un accordo -visto il clima- tra destra e sinistra, su questi temi? La risposta nella registrazione della Radio a fine articolo.

Diego Sabatinelli, segretario della LID, esterna un suo pensiero:

Io sostengo che oggi la mentalità di utilizzare in un certo modo la custodia cautelare, assomiglia un po’ a quello che accadeva con l’inquisizione e la tortura. Piegare la volontà dell’accusato e portarlo al processo in un certo modo piuttosto che un altro. E’ un atto di tortura l’utilizzo improprio della custodia cautelare. Questa è una cosa che dico io …

Pone poi una domanda all’onorevole Gelmini sull’amnistia, tema che non poteva ovviamente divenire quesito dei referendum radicali ma è nel cuore pulsante di tutto il mondo Radicalequi le informazioni sul Satyagraha di Marco Pannella e dei sostenitori– e che Sabatinelli ritiene chiave di volta per “salvare” questa Giustizia italiana

… le condizioni delle carceri italiane sono incompatibili con la funzione rieducativa della pena… Lo dico con cautela, lo dico consapevole della complessità del tema e del fatto che uno dei ritardi della politica riguarda proprio il non essere stata in gradi di intervenire, forse sempre sulla base di quel pregiudizio ideologico che non ha consentito, per esempio, un coinvolgimento dei privati nella realizzazione delle carceri. Non ha consentito una sinergia pubblico/privato che avrebbe probabilmente sciolto una situazione oggettiva di carenza di posti all’interno delle carceri italiane. Però credo che se un Ministro come la Cancellieri si avventura, si spinge fino a proporre l’amnistia, evidentemente è un qualcosa sul quale bisogna riflettere… l’intera risposta nella registrazione a fine dell’articolo.

La conversazione con la Gelmini continua ancora per qualche minuto con la promessa di un nuovo incontro e della collaborazione sulla raccolta firme.

Ruggero Fabri, di Radicali Pesaro che già hanno raccolto oltre 3mila firme dal 2 luglio, viene raggiunto telefonicamente al tavolo raccolta firme con i 12 referendum radicali. Con lui altri militanti e l’immancabile autenticatore. Da Trieste invece Nicolò Gnocato. Entrambi con entusiasmo e convinzione e ricordano l’importanza della costanza dei militanti e la presenza degli autenticatori. Il quesito sul divorzio breve è sempre il “preferito” e più firmato mentre quello meno firmato è quello sull’abolizione dell’ergastolo.

Chiude la trasmissione Antino Sanzone, già precedente ospite della LID e che ci riporta al diritto di famiglia. La storia di Antino è tra le più terribili, assurde e contorte, la storia di Antino ci aiuta a capire l’importanza di questi referendum radicali e l’assolutamente necessario scatto d’orgoglio che noi tutti dobbiamo avere per impossessarci dei nostri diritti, primo tra tutti, vivere in un Paese legale e con una giustizia veramente giusta!

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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