Reddito minimo garantito, PD e PDL dicono no

Il reddito minimo garantito era stato uno dei cavalli di battaglia del Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo, da più parti era stato invocato alla vigilia delle elezioni, dalla sinistra “estrema’” e persino da alcuni componenti del Partito Democratico e proprio ieri nell’aula del Senato si è discusso di questo tema spinoso. Il reddito minimo garantito così come proposto dal parlamentare grillino Morra viene bocciato dal Pdl, Pd e i “Montiani” di Scelta Civica; a votare a favore sono stati invece i senatori di Sinistra Ecologia e Libertà e naturalmente i  senatori ”grillini”; astenuta la Lega Nord.

reddito minimo garantito. NO pd e pdl

L’argomento del giorno a Palazzo Madama è stata proprio la povertà ed il governo delle larghe intese ha approvato una serie di provvedimenti volti ad alleggerire una situazione economica sempre più difficile per le famiglie italiane. Su proposta del Partito Democratico è stato approvato un incremento del  fondo nazionale per le politiche sociali con l’estensione dell’esperimento della social card, approvata la mozione della Lega Nord sul federalismo fiscale ed approvata anche la proposta del Pdl che impegna il governo a riferire ogni mese dei provvedimenti attuati specificatamente contro l’indigenza. A bocca asciutta quindi solo il Movimento Cinque Stelle di Grillo che dal blog tuona contro i politici che hanno bocciato la mozione.  La proposta riguardava soprattutto le fasce più deboli.

“Introdurre il reddito minimo garantito, predisponendo un piano che individui la platea degli aventi diritto, considerando come indicatore il numero di cittadini che vivono al di sotto della soglia di povertà“.

La proposta firmata da Morra era chiara, molto ardua invece, l’impresa di spiegare da dove sarebbero state prelevate le risorse:lotta all’evasione fiscale, distribuzione delle ‘’pensioni d’oro’’,  ma soprattutto con un forte incremento delle imposte sul gioco d’azzardo che solo in Italia ha un fatturato di circa 90 miliardi di euro. L’intento  del Movimento Cinque Stelle era quindi di aiutare chi non ha un lavoro,  chi l’ha perso e deve affrontare  difficoltà  enormi a ritrovarne un altro ed è un tipo di sostegno che nella stragrande maggioranza dei paesi europei,  in forme e dimensioni diverse, esiste già da tempo.

In Belgio viene elargito il Minimax, una rendita mensile di circa 600€, rilasciata a chiunque, in Lussemburgo il Revenu Minimum Guaranti, un reddito di oltre  mille euro che si ottiene fino al raggiungimento di una migliore condizione economica , in Olanda si chiama Beinstand e si accompagna ad  una serie di contributi per trasporti, casa e accesso alla cultura. Esiste inoltre un’altra forma di reddito  di 500€,  il Wik, garantito agli artisti per poter permettere loro di creare in libertà. In Austria c’è il Sozialhilfe insieme a diverse coperture delle utenze quali elettricità, affitto, gas ed altri aiuti economici per il cibo. In Norvegia il “reddito di esistenza”è di  500€ ogni mese, che anch’esso si integra a coperture dell’affitto e dell’elettricità. In Germania c’è l’Arbeitslosengeld viene elargito a chiunque dai 16 ai 65 anni di età non possieda un lavoro. La Francia ne ha diversi il Revenu Minimum d’Insertionm si ottiene dopo i 25 anni ed è di 425€  se si è single e di 638€ se si è in coppia, 765€  se si ha un figlio e in più 247€  come aiuto per l’acquisto di libri se il bambino è in età scolare.

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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