Recensione film: Flight con Denzel Washington,

Flight_film_posterZemeckis torna al cinema con una storia e un cast interessante ottenendo anche molte nomination, un bravissimo Denzel Washington, che con i caratteri del suo personaggio ci trasmette i problemi dovuti all’alcoolismo e all’indipendenza delle droghe; Kelly Reilly, Don Cheadle, John Goodman, Melissa Leo e James Badge Dale.

Ispirato al disastro aereo del 2000 dell’Alaska Airlines precipitato nell’Oceano Pacifico, con un finale diverso dal nostro film, drammatico, nessun sopravvissuto all’impatto con l’acqua.

W

hip Whitaker, un pilota molto conosciuto per la sua bravura, decide, una mattina, di mettersi in volo nonostante il temporale, e i suoi postumi di una nottata folle – sesso, droga e rock ‘n’ roll, aggiungendo però una bella dose di super alcolici – gli si riversano contro. In un primo momento sembra che il nostro caro Denzel, riesca a condurre il suo volo molto bene, riesce ad uscire dalle nubi cariche di pioggia e a muoversi in un cielo sereno. I problemi arrivano nel momento in cui il pilota, stremato dalla notte precedente e di nuovo ubriaco – ruba infatti 3 bottigliette di Gin dal vano bar – si addormenta. Sospeso il servizio bar ai passeggeri e obbligo di tenere le cinture allacciate. L’aereo all’improvviso, si crede per un guasto, precipita. Sconsigliata vivamente la visione a chi soffre di mal d’aereo – forse dopo questo film andrete in treno! – . Il copilota, in presa al panico sveglia il pilota, pregandolo di aiutarlo. E così fece, con alcune manovre molto rischiose e grazie anche a molta fortuna l’aereo riesce ad attuare un atterraggio d’emergenza. Il bilancio del volo non è dei migliori, sei persone – quattro passeggeri e due hostess – hanno perso la vita, e molti sono i feriti. Atterraggio impossibile, solo un pilota così bravo e con così tanti anni di esperienza poteva riuscirci. Ne esce da vero e proprio eroe, fino al momento in cui, viene messo in dubbio. Si cercano le motivazioni per le quali l’aereo non ha concluso il suo volo. Il Pilota risulta ubriaco, rischiando così l’ergastolo per omicidio colposo. Con una manovra non del tutto chiara il suo legale riesce a far annullare l’esame del sangue che lo delibera ubriaco e sotto l’influenza dovuta dall’uso di sostanze stupefacenti. Il finale non mi ha soddisfatto, devo essere sincera, – non è un film grandioso da grande schermo, in tv l’avrei visto piacevolmente, ma se potete aspettate che lo trasmettano in televisione e risparmiatevi questi 8 euro – anche se la verità alla fine viene sempre a galla, infatti, il pilota confessa tutti i suoi reati, e finisce in prigione. Qui riscopre un rapporto ormai perduto con suo figlio e con al sua nuova compagna. Quindi, toccare il fondo, per ripartire da zero, ed essere di nuovo libero.

La verità vince sempre signori!

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

4 pensieri riguardo “Recensione film: Flight con Denzel Washington,

  • 12 febbraio 2013 in 13:44
    Permalink

    ops gravissimo errore, scusate la confusione, correggo immediatamente

  • 12 febbraio 2013 in 13:44
    Permalink

    ops gravissimo errore, scusate la confusione, correggo immediatamente

  • 2 febbraio 2013 in 19:08
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    “L’indipendenza delle droghe” quale senso dovrebbe avere in italiano?

  • 2 febbraio 2013 in 19:08
    Permalink

    “L’indipendenza delle droghe” quale senso dovrebbe avere in italiano?

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