Papa Francesco e la lobby gay

Papa Francesco conferma la presenza effettiva di una lobby gay in Vaticano. La notizia è stata diffusa da un giornale web cileno di orientamento cattolico, Reflexion y Liberacion, che pubblica una sintesi del colloquio intercorso tra il pontefice ed alcuni rappresentanti del CLAR (Confederación Latinoamericana y Caribeña de Religiosas y Religiosos) all’interno della quale è riportata appunto l’affermazione.lobby gay

Nella breve introduzione che il webzine cileno fa del documento pubblicato, in realtà non si accenna minimamente alla questione dell’eventuale presenza di un gruppo d’interesse caratterizzato specificamente da un preciso orientamento sessuale, e si preferisce concentrarsi piuttosto sull’attenzione tutta particolare che Papa Bergoglio come d’abitudine rivolge al continente latinoamericano ed in particolare a poveri ed ultimi. Gli ispanofoni volendo possono testare qui quanto detto.

Anche il titolo dell’articolo sottolinea in effetti l’approccio umile e conviviale del Papa più che l’emergere di scottanti rivelazioni: Papa Francisco Dialoga como un Hermano más con la CLAR, cioè Papa Francesco dialoga con la CLAR proprio come un fratello.

Ma si sa, dove c’è famiglia ci son parenti serpenti, qualcuno dei quali ha lasciato trapelare un documento non ufficiale e destinato più che altro alla circolazione interna. Come hanno infatti affermato piuttosto imbarazzati i dirigenti CLAR, a proposito del dialogo avvenuto con il Pontefice “non è stata fatta nessuna registrazione della conversazione, ma poco dopo è stata elaborata una sintesi della medesima in base ai ricordi dei partecipanti“. Ed a leggerla, la famosa sintesi, questa appare effettivamente come un documento in cui le affermazioni del Pontefice sono riportate in maniera piuttosto lacunosa, tra estenuanti puntini di sospensione e parentesi in cui si riassumono sommariamente le domande che gli stessi esponendti del CLAR avevano posto a Bergoglio e di cui le di lui affermazioni non sono che risposte estrapolate da un contesto certamente più articolato. In ogni caso, da quel che si legge, parlando di una generale corruzione in seno alla Chiesa e della Commissione Cardinalizia opportunamente creata per riformarla (io sono troppo disordinato per farlo, afferma il Pontefice con la solita umiltà conviviale) Papa Francesco ammette la presenza di correnti interne centripete e potenzialmente pericolose.

“Nella Curia c’è gente santa, in realtà davvero santa” , traduco più o meno testualmente, “però c’è anche una corrente di corruzione, c’è anche questa è vero… Si parla di lobby gay, ed è vero, c’è… bisogna vedere che potremo fare…”

I puntini come detto lasciano in sospeso il senso letterale del discorso, ma quanto affermato risulta comunque eloquente. E non sorprende neanche troppo se a pronunciarle è un Pontefice che finora ha fatto dell’abbandono degli interessi personalicisti e mondani e del richiamo continuo ad occuparsi davvero e da vicino di poveri ed umili, la bandiera sotto la quale guidare un’improcrastinabile rinnovamento della Chiesa.

La presenza all’interno della Curia di gruppi d’interesse variegati, tra le quali appare appunto anche la lobby gay, era già stata suggerita d’altra parte tra le motivazioni che avrebbero spinto Benedetto XVI al suo rivoluzionario gesto dimissionario. S’era detto che il Pontefice, vecchio e stanco, si sentisse troppo a corto di energie per combattere una battaglia esaustiva contro le fazioni e gli interessi mondani interni alla sua Chiesa. E che lasciasse il gravoso compito proprio nelle mani del suo successore il quale, con l’aiuto della Provvidenza, avrebbe dovuto essere più giovane ed energico. Se il coriaceo quanto ironico Papa argentino sarà in grado di svolgerla per bene quest’incombenza, lo scopriremo prima o poi.

Cosa ne pensi?

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Translate »
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: