Paolo Fresu in Sardegna. Un viaggio musicale

Paolo Fresu in Sardegna. Un viaggio musicale

Recensione di “Paolo Fresu in Sardegna. Un viaggio musicale”.

Quando si tratta di festeggiare un’annata importante molti di noi si domandano quale sia il modo migliore per farlo. Tra le mille idee possibili quella di Paolo Fresu, per brindare ai suoi 50 anni, ha davvero dell’incredibile. In Paolo Fresu in Sardegna. Un viaggio musicale” il trombettista più famoso di Italia ci racconta giorno per giorno questa immensa avventura che ha coinvolto, insieme a lui, famiglia, amici e tantissimi collaboratori.

Il miglior termine per definire il progetto di Paolo è “grande”. Grande in ogni sua piccola sfumatura. Grande perché il suo tour di 50 date in 50 luoghi bellissimi e magici di quel posto meraviglioso che è la Sardegna, non si è limitato solo alla musica. Grande perché si è posto come sfida quella di gestire il consumo elettrico tramite energie alternative e pulite. Grande perché si è battuto per aiutare e fare conoscere progetti sociali e di volontariato di una profondità che fa commuovere. Grande perché ha sottolineato come la Sardegna non sia solo spiagge e mare bellissimo.

La cosa bella di “Paolo Fresu in Sardegna. Un viaggio musicale” è poi che lo scrittore ci dona la possibilità di gustare pienamente come questa grandezza prenda forma  a partire da una singola idea. Si assapora il piacere dei dettagli, tante ipotesi nate da menti geniali che il lettore può verificare pagina dopo pagina.

E, anche se difficilmente umili parole potranno rendere giustizia ai profumi e ai paesaggi di quel paradiso che è la Sardegna, Paolo, con la semplicità della sua scrittura riesce a coinvolgerci completamente e nel migliore dei modi nel suo viaggio musicale.

“Paolo Fresu in Sardegna. Un viaggio musicale.” è il racconto di un amico, tanto che, avendo da poco chiuso il libro, mi riesce difficile chiamarlo per cognome. Amico dei lettori, Paolo è anche amico delle proprie radici e del proprio luogo natio. E’ meravigliosa la passione e la minuzia di particolari con cui ci invita a conoscere luoghi, tradizioni, piatti, della sua isola. Da apprezzare anche l’uso del sardo per le parole intraducibili, che rende la giusta dignità a quella che è una lingua a tutti gli effetti.

Per gli amanti della musica, poi, sarà bello scoprire le collaborazioni importanti che hanno accompagnato Paolo nei suoi 50 concerti, nel tour dal simpatico nome “!50 anni suonati”. Da Gianmaria Testa a Stefano Bollani , da Ludovico Einaudi a Paola Turci , un repertorio che ha spaziato dal jazz al pop, dalla sperimentazione alla musica classica, per soddisfare proprio tutti i gusti più raffinati. Gli artisti che hanno partecipato al progetto sono stati ben 250, provenienti da tutto il Mondo.

Nel libro troverete una raccolta delle foto più significative dell’evento, anche se, una volta finito, avrete l’irrefrenabile desiderio di tornare indietro nel tempo per godervi la magia del tour. Il consiglio è quindi quello di passare alla visione del documentario realizzato da Marthe Le More, anche per rendere giustizia alle fantastiche scenografie curate, tra gli altri, da Gianni Melis.

 

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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