OrientamentoEsistenzialeVsPASII

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Il mondo orientale rifugge gli oggetti luccicanti, ’ché denotano povertà di tempo e spirito, racchiusi
nelle cose immateriali, rese vive dall’essere appartenute a qualcuno. Che strano mondo, quello occidentale, che getta via gli anziani, i nonni come decrepiti testimoni di obsolescenza da svecchiare!

“Il concetto di coping, che può essere tradotto con “fronteggiamento”, “gestione attiva”, “risposta efficace”, “capacità di risolvere i problemi”, indica l’insieme di strategie mentali e comportamentali che sono messe in atto per fronteggiare una certa situazione.”

A buon titolo dell’O.esistenziale narrativo, presento la mia esperienza letteraria con il romanzo di
denuncia sociale “Giudici e Padri”, CSA Editore, luglio 2011.

Esso ha una doppia valenza orientativa, per me, avendolo scritto con l’esigenza di chi fruisce dei
suoi effetti e dell’orientatore che li propone. Personalmente ho subito le conseguenze di una separazione coniugale conflittuale, peggiorata dalle scelte giudiziali del tribunale, che hanno degradato pesantemente il mio precedente rapporto idilliaco con mio figlio.


Nel momento più tragico dell’alienazione genitoriale, ormai disperato come padre, mi sono rivolto la domanda: “Da orientatore, cosa avrei consigliato a un cliente che avesse proprio il mio problema?”. Ho cercato di analizzare con la massima obiettività possibile i parametri psicologici, attitudinali e genitoriali degli attori del caso. Mi è stato di grande aiuto compilare un LCA (Life Career Assessment) mirato alla situazione contemplata, per cercare di oggettivizzare la problematica ed uscire dalla spirale personalistica. Dopo aver enucleato i punti in cui mio figlio era più sensibile ed interessato, gli ho proposto di collaborare con me sull’attività che maggiormente lo avrebbe attratto: il disegno.

Prendere il coraggio d’imbracciare il telefono e presentare la proposta è stato il momento più difficile dell’intera esperienza ma superarlo, paradossalmente, mi ha “vaccinato” emotivamente alle fasi successive. Il più era fatto. L’idea, attinta alla creatività, è stata quella di chiedergli di disegnare la copertina del libro che dovevo pubblicare.

Dopo aver registrato il suo interesse in proposito, anche entusiastico, ho scritto il romanzo in itinere
contemporaneamente al suo lavoro. Si è realizzato un meta-romanzo che descriveva se stesso, documentato in chiave narrativa. Questo ha rappresentato un punto d’incontro e la svolta da un cruccio esistenziale drammatico, per me: aver perso i contatti con mio figlio a causa della separazione e di chi si avvantaggia dalla perdita del rapporto padre-figlio.
Durante l’intera collaborazione lui stesso ha preso l’iniziativa di telefonarmi molte volte.

Mai successo prima. La qualità delle comunicazioni intercorse è stata anche discreta e molto superiore a
quella delle precedenti occasioni. Certo, ho potuto farlo perché io ho la passione di scrivere e lui quella di disegnare. Il metodo di autodiagnosi mi ha guidato in tale percorso ma, se così non fosse stato, avrei potuto individuare gli interessi, i bisogni, le vocazioni e le aspirazioni di entrambi per poi articolare il relativo progetto esistenziale. Qualunque fosse stato. Adesso, alla luce dei risultati sorprendenti avuti, ho capito che non c’è niente che l’O.esistenziale non possa fare o, quanto meno, non possa tentare con un certo margine di speranza statistica.

Ho documentato questo lavoro orientativo, svolto su me stesso, cavia consapevole di non aver nulla
da temere da quest’ultima sperimentazione, resa in chiave romanzata. Ne è scaturito un racconto che documentava le evoluzioni e gli sviluppi del patto professionale intrapreso da un padre e dal figlio e, di contro, mostrava il disvalore delle “professioni d’aiuto” convenzionali, nelle relazioni genitori-figli.

In qualità di cliente ho vissuto la ripresa dei rapporti con mio figlio culminati nella sua dichiarazione, mentre stringeva in mano il nostro libro appena pubblicato: “Mi sento realizzato”. Questo ha realizzato anche me, dopo anni di patimenti sentimentali, come padre.

Come orientatore, ho condensato l’essenza del trattamento di cui ho beneficiato in un documento inedito che spero porterà consiglio anche agli altri genitori che condividono le stesse mie difficoltà o anche di differente tipo, incentrati sulla problematica relazionale parentale, che ricalca il sottotitolo del libro “Per ricominciare a parlare con i figli”. 

Giudici&Padri

Contatta Carlo Zeuli

 

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Sheyla Bobba

Classe 1978.

È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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