Moglie costretta a rapporti sessuali e film hard davanti ai figli

Molte persone vivono la propria sessualità in maniera deviata, ma finché abitudini e gusti personali non ledono gli altri, poco importa. Il sesso viene affrontato in maniera diversa da ognuno di noi; cosa piace o meno nella propria stanza da letto non è materia che debba dare adito a giudizi e pregiudizi. Quando però il piacere malato nuoce e schiavizza l’altro, non vi sono ragioni che giustifichino le forzature subite. Si tratta di abusi, stupri e imposizioni dove il rispetto lascia il posto alla violenza e questo avviene sopratutto all’interno del nucleo familiare.

Moglie costretta a rapporti sessuali e film hard davanti ai figli

Molti uomini costringono le proprie compagne a consumare rapporti sessuali contro volontà, rendendole succubi di bisogni deviati e perversi. Tante, troppe donne rimangono vittime di vessazioni da parte di quelle stesse persone che dovrebbero rispettarle, se non amarle.

Secondo le stime del Telefono Rosa ben l’87% delle donne maltrattate subiscono violenza da parte del proprio coniuge o convivente. Spesso gli abusi non si fermano nemmeno in presenza dei figli. Nell’ 81% dei casi ciò avviene infatti davanti a bambini che rischiano di portarsi in età adulta problemi comportamentali e psicologici cronicizzati. Spesso, per paura di vendette e ripercussioni contro questi ultimi, le madri abusate non provano nemmeno a ribellarsi al proprio partner.

Proprio di questi giorni è la notizia dell’arresto di un operaio residente  in provincia di Frosinone, che obbligava la moglie a consumare rapporti sessuali davanti ai figli, appena maggiorenni. La donna veniva costretta a girare anche film hard e a partecipare a scambi di coppia, il tutto sempre sotto gli occhi terrorizzati dei ragazzi. Quando provava a ribellarsi alle ossessioni dell’uomo veniva picchiata e minacciata. Sembra che egli avesse anche pagato degli extracomunitari per avere rapporti con lei, durante i quali sarebbe stato spettatore. L’arresto del maniaco è stato effettuato in seguito alla decisione della donna di recarsi presso la Caritas di Frosinone con la figlia maggiore. Dopo l’ennesimo rifiuto di cieca sottomissione, il marito aveva infatti dato fuoco ai mobili di casa, minacciando la donna di riservarle lo stesso trattamento subito da Melania Rea – uccisa nel 2011 dal marito con 18 coltellate,  per  essersi rifiutata di avere rapporti sessuali. –

Sono convinta del fatto che la sopraffazione psicologica sia in grado di rendere inermi anche persone forti e risolute, ma arrendersi a chi ci fa del male non è la soluzione. Nascondere gli abusi subiti e giustificarli per timore di ripercussioni non risolve nulla, anzi si dimostra ben presto una strada senza uscita, un vicolo cieco.

Con la paura non si vive, si sopravvive solamente.

12 pensieri riguardo “Moglie costretta a rapporti sessuali e film hard davanti ai figli

  • 5 giugno 2013 in 15:08
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    Sul perché di queste cose ne potremmo discutere a lungo senza venirne a capo; potremmo intraprendere discussioni legate allo sviluppo cognitivo, all’esempio “educativo” dei familiari, all’educazione “pre” e postscolastica, ecc.

    Si potrebbe perfino discutere sui valori che la società, con tutto quello che ne fa parte (modelli, stereotipi, informazione, istituzioni, ecc.), ci propone come apprezzabili o meno.

    Sfortunatamente il mio pragmatismo non mi lascia ulteriori spiegazioni, di là da possibili patologie psichiche, se non quelle legate a un continuo e purtroppo costante deterioramento della conoscenza, della cultura e un conseguente annichilimento dello spirito critico, della capacità di discernimento, ormai malnutrito per mancanza di linfa vitale; linfa vitale che si ottiene con l’esercizio costante della lettura, dell’apprendimento, dell’interesse nelle scienze, nell’arte, nella musica, nell’uomo.

    Senza lo spirito critico siamo solo delle tavolozze di cera dove chiunque, con qualsiasi mezzo, può scrivere le proprie idee, valori, desideri; lasciandoci il bieco compito di essere meri esecutori di una vita che qualcun altro ha progettato.

    La cera, però, si sa’, è materiale duttile e deperibile, pertanto sempre più spesso, scrivendo e riscrivendo sulla stessa tavolozza, le cose si confondono e quelli che magari possono essere sogni, desideri o legittime perversioni, vengono in realtà interpretate dall’ “uomo-tavolozza” come bisogni primari, e come tali vanno soddisfatti ad ogni costo. Che schifo!

  • 5 giugno 2013 in 15:08
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    Sul perché di queste cose ne potremmo discutere a lungo senza venirne a capo; potremmo intraprendere discussioni legate allo sviluppo cognitivo, all’esempio “educativo” dei familiari, all’educazione “pre” e postscolastica, ecc.

    Si potrebbe perfino discutere sui valori che la società, con tutto quello che ne fa parte (modelli, stereotipi, informazione, istituzioni, ecc.), ci propone come apprezzabili o meno.

    Sfortunatamente il mio pragmatismo non mi lascia ulteriori spiegazioni, di là da possibili patologie psichiche, se non quelle legate a un continuo e purtroppo costante deterioramento della conoscenza, della cultura e un conseguente annichilimento dello spirito critico, della capacità di discernimento, ormai malnutrito per mancanza di linfa vitale; linfa vitale che si ottiene con l’esercizio costante della lettura, dell’apprendimento, dell’interesse nelle scienze, nell’arte, nella musica, nell’uomo.

    Senza lo spirito critico siamo solo delle tavolozze di cera dove chiunque, con qualsiasi mezzo, può scrivere le proprie idee, valori, desideri; lasciandoci il bieco compito di essere meri esecutori di una vita che qualcun altro ha progettato.

    La cera, però, si sa’, è materiale duttile e deperibile, pertanto sempre più spesso, scrivendo e riscrivendo sulla stessa tavolozza, le cose si confondono e quelli che magari possono essere sogni, desideri o legittime perversioni, vengono in realtà interpretate dall’ “uomo-tavolozza” come bisogni primari, e come tali vanno soddisfatti ad ogni costo. Che schifo!

  • 3 giugno 2013 in 23:11
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    @Adriana: ….”Sabina? In realtà sei un uomo…” ——– pensi che solo gli uomini possono essere cosi spiccatamente intelligenti come lo sono io? mi offendi, io sono una donna sana di mente!

  • 3 giugno 2013 in 23:11
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    @Adriana: ….”Sabina? In realtà sei un uomo…” ——– pensi che solo gli uomini possono essere cosi spiccatamente intelligenti come lo sono io? mi offendi, io sono una donna sana di mente!

  • 3 giugno 2013 in 22:42
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    @Adrian – …”Confido nell’apertura mentale dei lettori di questo blog…” d’accordissima con te 🙂

  • 3 giugno 2013 in 22:42
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    @Adrian – …”Confido nell’apertura mentale dei lettori di questo blog…” d’accordissima con te 🙂

  • 3 giugno 2013 in 21:36
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    “Sabina”, ti ho già risposto su FB e copincollo quanto detto già.

    Al di là del dubbio italiano, vorrei far notare che il “calcolo” di “violenza non ha sesso”, oltre a non essere stato condotto su alcuna base scientifica, non è in alcun modo considerabile calcolo. Semmai è un parere personale che lascia il tempo che trova.

    Per cui, evitando di dilungarmi su questioni presentate sopra prive di alcun tipo di fondamento logico-argomentativo, torno dritto sulla questione:
    qui mi sembra che si fatichi proprio a capire qual è il punto della discussione, perché non si riesce a collocarla nel contesto più ampio in cui va oggettivamente analizzata, e cioè tenendo in considerazione la società e la cultura imperante (o per meglio dire: “egemone”).
    Guardandosi in giro non risulta difficile notare che ci troviamo all’interno di una cultura e di una società sostanzialmente maschilista in cui la donna è vista come un oggetto, o in cui il “predominio” è dell’uomo. Se l’immagine della donna che c’è nella società è questa, l’educazione che molti riceveranno ne sarà la tragica diretta conseguenza che conosciamo.

    Non si tratta di quante donne un bambino ha intorno a sè, ma dell’immagine che la società (dai mezzi di comunicazione, alle persone) dà e che influenzano in un certo modo piuttosto che in un altro.
    Il fatto che le insegnanti nella scuola materna ed elementare siano principalmente donne, non cambia il discorso, in quanto i settori legati all’istruzione sono stati depotenziati pesantemente, e la qualità dell’insegnamento ha subito un arretramento non indifferente.

    Racconto un aneddoto: tempo fa mia madre, insegnante alla scuola elementare, all’interno della sua classe quando chiedeva agli alunni cosa volessero fare da grandi, otteneva come risposte: “avvocato, scienziato, politico, dottore” ecc. Oggi ottiene come risposta: “Calciatore” o “valletta”.

    Potrei dilungarmi spiegando come trarre delle conseguenze, ma immagino che sia piuttosto chiaro, e già ho scritto troppo.

    In qualsiasi caso che gran parte della colpa possa essere anche dell’educazione che i genitori danno ad una persona è fuor di dubbio, ma si tratta di entrambi i genitori, non “delle donne” come qualcuno presenta con dei calcoli il cui valore scientifico e validità argomentativa stanno sotto lo zero.

    È vero che la violenza non ha sesso, ma è anche vero che nella nostra società, chi si trova in condizione di forza, oltre che per un punto di vista fisico, anche per un punto di vista culturale, è il maschio.

  • 3 giugno 2013 in 21:36
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    “Sabina”, ti ho già risposto su FB e copincollo quanto detto già.

    Al di là del dubbio italiano, vorrei far notare che il “calcolo” di “violenza non ha sesso”, oltre a non essere stato condotto su alcuna base scientifica, non è in alcun modo considerabile calcolo. Semmai è un parere personale che lascia il tempo che trova.

    Per cui, evitando di dilungarmi su questioni presentate sopra prive di alcun tipo di fondamento logico-argomentativo, torno dritto sulla questione:
    qui mi sembra che si fatichi proprio a capire qual è il punto della discussione, perché non si riesce a collocarla nel contesto più ampio in cui va oggettivamente analizzata, e cioè tenendo in considerazione la società e la cultura imperante (o per meglio dire: “egemone”).
    Guardandosi in giro non risulta difficile notare che ci troviamo all’interno di una cultura e di una società sostanzialmente maschilista in cui la donna è vista come un oggetto, o in cui il “predominio” è dell’uomo. Se l’immagine della donna che c’è nella società è questa, l’educazione che molti riceveranno ne sarà la tragica diretta conseguenza che conosciamo.

    Non si tratta di quante donne un bambino ha intorno a sè, ma dell’immagine che la società (dai mezzi di comunicazione, alle persone) dà e che influenzano in un certo modo piuttosto che in un altro.
    Il fatto che le insegnanti nella scuola materna ed elementare siano principalmente donne, non cambia il discorso, in quanto i settori legati all’istruzione sono stati depotenziati pesantemente, e la qualità dell’insegnamento ha subito un arretramento non indifferente.

    Racconto un aneddoto: tempo fa mia madre, insegnante alla scuola elementare, all’interno della sua classe quando chiedeva agli alunni cosa volessero fare da grandi, otteneva come risposte: “avvocato, scienziato, politico, dottore” ecc. Oggi ottiene come risposta: “Calciatore” o “valletta”.

    Potrei dilungarmi spiegando come trarre delle conseguenze, ma immagino che sia piuttosto chiaro, e già ho scritto troppo.

    In qualsiasi caso che gran parte della colpa possa essere anche dell’educazione che i genitori danno ad una persona è fuor di dubbio, ma si tratta di entrambi i genitori, non “delle donne” come qualcuno presenta con dei calcoli il cui valore scientifico e validità argomentativa stanno sotto lo zero.

    È vero che la violenza non ha sesso, ma è anche vero che nella nostra società, chi si trova in condizione di forza, oltre che per un punto di vista fisico, anche per un punto di vista culturale, è il maschio.

  • 3 giugno 2013 in 21:34
    Permalink

    Sabina? In realtà sei un uomo, perché mi hai commentato le stesse identiche cose altrove e abbiamo discusso abbastanza. Ma questo lo sappiamo io e te. Rispondo solo dicendo che il tuo ragionamento non ha senso e fa anche un po’ ridere. “9 mesi nel grembo materno” è il colmo! Confido nell’apertura mentale dei lettori di questo blog. Ciao!

  • 3 giugno 2013 in 21:34
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    Sabina? In realtà sei un uomo, perché mi hai commentato le stesse identiche cose altrove e abbiamo discusso abbastanza. Ma questo lo sappiamo io e te. Rispondo solo dicendo che il tuo ragionamento non ha senso e fa anche un po’ ridere. “9 mesi nel grembo materno” è il colmo! Confido nell’apertura mentale dei lettori di questo blog. Ciao!

  • 3 giugno 2013 in 20:16
    Permalink

    Io vorrei chiedere tutte le donne anche gli uomini: chi ha “prodotto” tutti questi mostri di sesso maschile NEL MONDO, perche’ a me risulta, che loro sono cresciuti nelle mani delle donno, o mi sbaglio? c’e’ qualcuno che mi presenti un’altro calcolo? perche’ il mio e’ cosi:
    – 9 mesi nel grembo materno
    – i primi mesi ed anni di vita si passa con la madre, la quale se ha bisogno d’aiuto viene sostenuta da altre donne: propria madre, suocera, sorella, cognata, cugina, amica o tata.
    – poi se la donna deve ritornare al lavoro fuori casa le stessa donne si occupano del suo bambini
    – poi abbiamo asilo nido e scuola materna
    – poi scuola elementare e le medie.

    Quanti uomini lavorano in quelle istituzioni?

  • 3 giugno 2013 in 20:16
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    Io vorrei chiedere tutte le donne anche gli uomini: chi ha “prodotto” tutti questi mostri di sesso maschile NEL MONDO, perche’ a me risulta, che loro sono cresciuti nelle mani delle donno, o mi sbaglio? c’e’ qualcuno che mi presenti un’altro calcolo? perche’ il mio e’ cosi:
    – 9 mesi nel grembo materno
    – i primi mesi ed anni di vita si passa con la madre, la quale se ha bisogno d’aiuto viene sostenuta da altre donne: propria madre, suocera, sorella, cognata, cugina, amica o tata.
    – poi se la donna deve ritornare al lavoro fuori casa le stessa donne si occupano del suo bambini
    – poi abbiamo asilo nido e scuola materna
    – poi scuola elementare e le medie.

    Quanti uomini lavorano in quelle istituzioni?

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