Mars One, un reality per colonizzare Marte

Mentre la sonda Curiosity ha decretato con i suoi rilevamenti che non c’è vita su Marte, il progetto Mars One mira a costituirvi una colonia.

 

mars one

Non c’è vita su Marte: questo l’ultimo capitolo della lunga soap incentrata sul pianeta rosso. Dopo tante missioni, dopo l’invio di diverse sonde e l’analisi dei dati ricevuti sembra non esserci più spazio per i sognatori. L’ultima di queste sonde, Curiosity, analizzando la costituzione dell’atmosfera marziana ha rilevato una quantità di metano molto più bassa (almeno sei volte) di quanto si fossero aspettati gli scienziati nelle loro ipotesi. Proprio la mancanza in quantità massicce di questa molecola, una delle poche capaci di indicare la possibile presenza di forme di vita, fuga quasi ogni dubbio e lascia con gli occhi lucidi quegli esponenti del mondo scientifico che ci avevano creduto.

Non c’è vita dunque, ma molto probabilmente ci sarà. E non si parla di miliardi e miliardi di anni, ma soltanto di una decina. Com’è possibile? Beh con un reality show, se ci fosse stato qualche dubbio. Si chiama Mars One e costituisce uno dei progetti più ambiziosi di sempre, con costi di realizzazione altissimi e un numero infinito di incognite. L’idea viene dallo scienziato olandese Bas Lansdrop e mira a costituire nel 2023 una colonia permanente su Marte. I fortunati o scellerati coloni, dipende dal modo in cui si guarda questa scelta radicalissima, saranno selezionati con un metodo molto particolare: un grosso reality show globale. Una volta selezionati e valutata con appositi test la loro capacità di adattamento alla vita su Marte, saranno spediti lungo un viaggio di sette mesi che li condurrà sul pianeta rosso. Una volta lì trascorreranno il resto della loro vita all’interno di moduli abitativi costruiti per lo scopo, perché il viaggio sarà di sola andata. Proprio l’aver eliminato la possibilità di un viaggio di ritorno ha reso possibile l’inizio del progetto, essendo le condizioni del ritorno irte di insidie, prima fra tutte la costruzione di un vettore capace di contenere abbastanza carburante per due viaggi. Proprio qui sta il coraggio di chi ha fatto domanda: scegliere di trascorrere il resto della propria vita in un posto così desolato ed inospitale sembra davvero una pazzia. A prima vista si può pensare che pochi sono quelli dotati della giusta dose di attributi per intraprendere la missione, ma non è così. Nel poco tempo utile per le iscrizioni, che si sono chiuse il 31 agosto, sono stati più di 200 mila i candidati, provenienti da tutte le parti del mondo. La tabella di marcia stilata dagli ideatori del progetto vede seguire ai primi quattro vincitori dello show l’invio di altri coloni ogni due anni, con l’obiettivo di avere nel 2033 venti abitanti del pianeta.

Non sarà di certo facile riuscire in un’impresa così titanica, ma l’idea di avere, in futuro, un avamposto fisso e abitato su Marte è davvero affascinante e sicuramente ricca di significato per il progresso scientifico nella scoperta dello spazio. La Nasa ha già fatto presente che si renderà disponibile per lo studio di eventuali metodi di rientro sulla Terra, quando il soggiorno sul pianeta rosso diventerà troppo gravoso per i coloni. Tantissimi problemi tecnici devono ancora essere risolti prima che il progetto possa partire: il modulo abitativo non è stato disegnato e la possibilità di coltivare specie vegetali all’interno delle colonie rimane ancora soltanto sulla carta. Molte menti autorevoli hanno appoggiato Mars One e daranno il loro contributo perché l’impresa venga realizzata. A loro e ai possibili futuri coloni va un grosso in bocca al lupo.

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

2 pensieri riguardo “Mars One, un reality per colonizzare Marte

  • 31 ottobre 2013 in 11:25
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    Ciao francesco, ciò che riportiamo è semplicemente la risposta del mondo scientifico ai rilevamenti della sonda, non è nostra intenzione smorzare di proposito l’entusiasmo della gente. Entusiasmo che credo un progetto come Mars One non possa fare altro che accrescere.

  • 31 ottobre 2013 in 11:17
    Permalink

    dal titolo e dalla descrizione fatta fate sembrare subito le cose già scritte e smorzate l’entusiasmo delle persone… una sonda non potrà MAI dire se su un pianeta c’è o c’è stata vita o meno, solo l’arrivo dell’uomo potrà dirlo, con scavi e analisi approfondite in loco in piu parti del pianeta. la colonizzazione dello spazio poi è importante a prescindere ed è un processo che in ogni caso ci sarà ed è anche giusto che sia, per il continuo della specie e per assicurarsi l’evoluzione umana sotto tutti i punti di vista.

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