Maria Sklodowska

MariaDalle foto potrebbe sembrare una mia ava, lineamenti delicati e sguardo dolce, dietro a quel volto così composto si nasconde una donna con capacità di ferro.
È Maria Sklodowska, ma con questo nome nessuno la conosce.
Marie Curie?
Sempre lei, la donna che ha vinto ben due volte il Nobel, in due discipline diverse.

Nacque a Varsavia, nella Polonia Russa, nel 1867, da una numerosa famiglia. Molto intelligente e innamorata della scienza, aveva già ben chiaro da giovanissima cosa voleva dalla vita; la sua strada non fu certo facile.

Fine dell’800, una donna polacca che desidera acculturarsi esce fuori da tutti i canoni; ancora di più se la sua passione è la fisica. Fu proprio l‘ostilità della famiglia, il primo ostacolo che la ragazza dovette superare.

Maria non demorde e continua il suo percorso, lavorando come istitutrice per potersi pagare gli studi. Ciò non basta, a Varsavia l’istruzione superiore non è accessibile alle donne. Nessun problema, ella si reca in Francia e si iscrive alla Sorbona, indirizzando sempre di più le sue attenzioni verso i materiali radioattivi.

Maria si sposa nel 1895 con Pierre Curie, professore della Scuola di Fisica, chiamandosi da allora Marie Curie e condividendo con il marito le sue ricerche.
Da quel momento in poi la sua esistenza diventa una delle più affascinanti di tutti i tempi; il suo forte e nobile carattere traspare nitidamente in ogni sua scelta.

I due coniugi operavano in un rudimentale laboratorio, in cui riuscirono a isolare un nuovo elemento, il polonio. Arrivando a questo risultato, diedero un grande contributo alla ricerca sui fenomeni radioattivi, lavorando duramente.
Le scoperte li portarono, entrambi, a vincere il Premio Nobel per la fisica nel 1903.

Un Nobel per la fisica è un grande risultato per una donna, ancora di più se questa è riuscita, nel frattempo, a godersi le gioie della maternità. Nacque, infatti, nel 1897, la primogenita dei due scienziati.
Ma la loro carriera non finisce qua. Marie e Pierre riprendono i loro studi, poiché nel campo ci sono ancora molte porte da aprire e hanno una seconda figlia, nata nel 1904.

Questa storia, che sembra più una fiaba rosa e fiori, subisce una battuta d’arresto nel 1906, quando Pierre rimane ucciso in un incidente in carrozza, morendo istantaneamente col cranio fracassato dagli zoccoli di un cavallo.

Marie non è una donna comune, la ancor giovane Signora Curie fornisce all’umanità un’ennesimo esempio di cosa possono le donne, se motivate.
Con due figlie piccole, di due e nove anni, continua le ricerche e accetta la cattedra in Fisica alla Sorbona, la stessa che era stata di Pierre.

I suoi sforzi non risultarono vani, Marie scopre e isola il radio, intraprendendo anche un’indagine sulle sue proprietà. Ma la sua grandezza non risiede qua. Ella poteva benissimo depositare il brevetto internazionale, arricchendosi, scelse di lasciare la scoperta libera, così da permettere all’intera comunità scientifica di accedervi, favorendo il progresso e la ricerca.
Un atto che non ha parole.

Questa nuova scoperta le valse il Nobel per la Chimica nel 1911.

Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale la scienziata fu nuovamente in prima linea, operando come radiologa per i soldati feriti al fronte e incaricandosi della formazione degli infermieri.
Morì giovane, nel 1934, probabilmente a causa delle forti radiazioni cui si era a lungo esposta, senza conoscerne la pericolosità.

Tutti la ricordano come una grande scienziata, io vorrei precisare anche donna, coraggiosa e determinata, moglie e madre, che ha sempre vissuto appieno, battendosi per le proprie convinzioni.

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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