Madri e bambini in carcere. Ordinamento Penitenziario

Madri e bambini in carcere, una questione dolorosamente aperta, attuare misure per umanizzazione servizio giustizia, difesa diritti bambini e affettività in detenzione.

“Oggi nelle carceri italiane ci sono quasi 60 madri con 62 bambini sotto i tre anni, ed a Roma, nella sezione Nido di Rebibbia sono recluse 15 madri con i loro bambini. Madri e bambini in carcere, questo è un tema dolente e che va oltre la dimensione limitata dei dati del fenomeno. I media hanno spesso lanciato un raggio di luce su questa realtà, in Italia poco nota. Ma conoscere questo segmento dell’esecuzione penale è però molto importante per tutti gli operatori del servizio Giustizia, e non solo”. Così in una nota si esprime Giovanna Longo, da pochi giorni eletta presidente dell’associazione di volontariato ‘A Roma, Insieme – Leda Colombini’, che nata nel 1991, da oltre vent’anni svolge attività solidali all’interno del carcere di Rebibbia a Roma, con una eco anche nazionale, come i “sabati di libertà”, che permettono, con l’impegno dei molti volontari, di portare i bambini fuori dalle mura della prigione.

“Ciò che ci ha spinto, con la fruttuosa collaborazione dell’Ordine degli Avvocati di Roma, a promuovere domani, martedì 22 maggio, presso la Corte di Cassazione, il Convegno di riflessione e di aperto confronto sulle madri ed i loro bambini in carcere – prosegue la presidente Longo -, non è solo la necessità che questa realtà non venga trascurata, ma è l’esigenza di stimolare al massimo l’impegno a studiare e realizzare forme e percorsi per una Giustizia più umana, per la difesa dei diritti del bambino come valore in sé, verso la salvaguardia della dignità e delle affettività familiari della persona detenuta.

Pertanto, avremo un amplissimo ventaglio di contributi, portati da operatori ed esperti, da autorevoli esponenti delle Istituzioni di giustizia, di garanzia e di quelle rappresentative

Avremo, infatti, gli interventi del Presidente dell’Ordine Avvocati di Roma, Mauro Vaglio, di Mauro Palma, Garante Nazionale delle persone private della libertà, degli avvocati Simona Filippi, Aldo Minghelli, Francesco Bolognesi. Gabriella Stramaccioni, Garante dei detenuti del Comune di Roma, Luigi Di Mauro responsabile Casa Famiglia Protetta ’Casa di Leda’, On. Cosimo Maria Ferri, Sottosegretario al Ministero della Giustizia, On. Walter Verini, Stefano Anastasia, Garante delle persone private della libertà. Marta Bonafoni, Consigliera regionale Lazio, Sandro Libianchi, Presidente CoNOSCI-Coordinamento Nazionale degli Operatori per la Salute nelle Carceri Italiane, Marco Patarnello, Magistrato di Sorveglianza del Tribunale di Roma, Filomena Albano, dell’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza.

Auspichiamo – aggiunge la presidente dell’associazione di volontariato ‘A Roma, Insieme – Leda Colombini’ – l’adozione di ‘buone pratiche’ e regole più adeguate, nel quadro della certezza del diritto, per una umanizzazione della pena verso il recupero ed il successivo, pieno reinserimento sociale della persona. Reputiamo urgente anche l’attuazione della riforma Orlando dell’Ordinamento Penitenziario cui abbiamo contribuito, e la piena realizzazione delle misure previste nella legge 62/2011 sulle madri detenute, per far conoscere le Case-famiglia protette come la ‘Casa di Leda’ nella Capitale, affrontando anche la nuova realtà della presenza delle donne straniere e la rilevante azione dei volontari.

Sarà, inoltre, presentato il cortometraggio ‘Non voglio avere paura’, realizzato dall’avvocato Francesco Bolognesi, con la regia di Emanuela Pisani, che racconterà le attività dell’associazione di volontariato ‘A Roma, Insieme – Leda Colombini’”.

SenzaBarcode Redazione

SenzaBarcode è informazione libera a 360° ! Si parla di attualità, politica, società, cultura, famiglia ma anche notizie e articoli su argomenti più leggeri come lo sport, internet e MOLTO ALTRO! Notizie fornite con occhio personale ma aperto a commenti e dibattiti. Nella redazione di SenzaBarcode lavorano molte persone diverse tra loro ciascuna con la sua storia ed il suo bagaglio culturale, ed è questa disomogeneità – unita al rispetto – che fa sì che l’informazione sia sempre genuina, priva di condizionamenti di qualsiasi tipo e specialmente multi laterale. Tante penne per fare informazione libera e di qualità. Le regole in SenzaBarcode, rispetto della dignità umana e nessun tipo di violenza.

Cosa ne pensi?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Translate »
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: