Luigi Preiti. L'importante era colpire qualcuno o danneggiare M5S

Luigi Preiti, sembra passato moltissimo tempo. Il nome Preiti ricorda qualcosa, di grave e tragico, ma quasi ormai non sappiamo più che aveva fatto. Se poi si nomina anche Giangrande allora, forse, la memoria torna: giuramento dei ministri, sparatoria e sangue. Era il 28 aprile, era il giorno del Governo Letta.

Luigi Preiti. L'importante era colpire qualcuno

In esclusiva per il Gr Rai ecco le prime parole di Preiti, tre ore dopo la sparatoria:

”Volevo fare qualcosa di eclatante contro i politici. Volevo colpirne due o tre, non lo so… Poi uccidermi. Ho visto che era difficile colpirli, non c’era nessuno di loro e ho sparato contro la prima divisa che ho visto, ho sparato alla cieca, non li ho scelti, non ce l’ho con i carabinieri, mi dispiace parecchio per quelle due persone. Sono stato costretto ad andare a vivere con i miei genitori a cinquant’anni, perché mi sono separato dalla moglie.”

Ricordo bene che fu la “condizione di divorziato” che mi bloccò dallo scrivere il pezzo. Marika Massara racconto dell’accaduto, per lei fui la “condizione di calabrese” che invece le dettò le parole!

So che in una separazione la parte debole, la stragrande maggioranza delle volte, è l’uomo. So che l’uomo si trova quasi sempre a pagare assegno divorzile, mutuo, mantenimento, secondo affitto per se stesso, spese extra per eventuali figli. So che nulla al mondo giustifica Preiti. Io non sarò mai dalla parte di chi si arma e scarica i suoi problemi addosso ad altri, specialmente se sotto forma di pallottola! Detesto chi si fa carnefice perché vittima di un sistema. Preiti non è un assassino per caso; solo perché Giangrande ha una “corazza di ferro” e non è morto a Piazza Montecitorio. Preiti voleva sparare e uccidere, voleva un politico perché dice “io fatico a comprare le sigarette e invece loro mangiano tutto”. Sono convinta che Preiti abbia diritto ad un giusto processo, ad un avvocato competente che lo difenda, ma che meriti una condanna, il carcere come riabilitazione un giorno, quando in grado di vivere rispettando gli altri e se stesso, tornare nella società.

Il Rotary International Gruppo Felsineo a Bologna per il 15 giugno, alle 21, all’Auditorium Santa Cristina, ha organizzato un concerto di solidarietà, per raccogliere fondi per la famiglia di Giuseppe Giangrande, ora ricoverato a Montecatone, nell’Imolese, uno dei centri di riabilitazione più all’avanguardia d’Europa.

Esiste una tesi che nulla ha a che fare con l’uomo disperato che ci è stato dipinto, è quella di  Luigi Bonaventura, ex ‘ndranghetista intervistato da Valerio Valentini, questa è puramente politica/fantapolitica, ma degna d’essere riportata come informazione.

La mano di Preiti sarebbe stata armata dalla ‘ndrangheta per danneggiare il Movimento 5 Stelle e/o per aprire una trattativa, lo riferisce tramite il blog Byoblu Claudio Messora, responsabile della comunicazione del M5S. L’intervista è stata rilasciata il 15 maggio 2013, pubblicata il 12 giugno 2013 da Valentini.

Quel giorno, oltre a Giuseppe Giangrande, è stato ferito il carabiniere di 30 anni Francesco Negri, ferito ad entrambe le gambe e una passante, una donna incinta che si trovava a passare con il marito ed un altro figlio.

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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