Leonella Masella, Fontane di Cleopatra e Marco Antonio al Mercato Esquilino

Il 21 aprile dalle ore 11, in occasione delle celebrazioni per il Natale di Roma, Leonella Masella dell’Associazione Arco di Gallieno con Fontane di Cleopatra e Marco Antonio al Mercato Esquilino.

Nella piazzetta centrale dello storico Mercato Esquilino due sculture luminose di Leonella Masella : “La Fontana di Cleopatra” e “La Fontana di Marco Antonio”. L’iniziativa si avvale del sostegno dell’Associazione dei Commercianti del Mercato Esquilino (Co.Ri.Me.) e dell’Associazione Arco di Gallieno.

Le due sculture sono interamente realizzate con vari materiali e plastiche di scarto

“Sono gli “oggetti/rifiuto” che mi chiamano. Rivolgo loro la mia attenzione, passando dall’uno all’altro, con determinazione” scrive l’artista “Fustini per il detersivo, contenitori per creme ed alimenti hanno esaurito la loro funzione, ma resistono al luogo che li richiama a sè: la discarica. C’è sempre un colore, una forma, o la direzione di una linea immaginaria che catturano il mio sguardo; allora allungo il braccio, afferro l’oggetto, lo giro e rigiro fra le mani, lo accarezzo per seguirne le forme morbide e le superfici accattivanti. Comincio a cucire tra loro gli oggetti, li assemblo, costruisco, trasformo, usando filo di ferro e tessuti di plastica.”

“È per il volto, e il corpo di Cleopatra, e intorno a lei, nell’Antico e nell’attualità, che si gioca la partita di Ottaviano e Marco Antonio, di Augusto e la posterità, di Shakespeare e il profondo della psiche umana, che, umana, non è più, perché si è resa macchina di assemblaggio, utile e disutile, per quel tanto di vita biologica che, ancora, appartiene all’individuo sociale, o, più propriamente, per quella Babele, o confusione del linguaggio e delle culture, che porta sulla scia di un asservimento alla supremazia imperante del benessere accessorio, e nasconde, invece, in sé, la deriva d’ogni energia nell’inerziale inattività. (…)

Intorno a Cleopatra, alla Cleopatra di Leonella Masella, si gioca la partita del fare

nella quale vince la “luce” artificiale a più colori, che è calda e fredda, atta a captare la qualità dell’ambiente in cui si posiziona, che sia familiare oppure no, esterno o interno, in esposizione nella galleria. Poi, a seguire, stupisce, a ben guardare, la “varietà” dei materiali d’uso, scelti per metter su la figura intera, e il loro paziente incastro, privo di colle, con viti, fil di ferro, o altro, al bisogno. In più, trionfa la “leggerezza” del costrutto ottenuto, la sua aerea musicalità, dovuta all’impercettibile muoversi d’ogni singolo pezzo al variare, pur minimo, delle correnti d’aria, come, anche, per l’avvicendarsi delle persone, per il loro allontanarsi da lei, o avvicinarsi a lei, con l’intento di vederla in mostra, nella sua forma migliore, sotto i riflettori della comunicazione. (…) (testo tratto da “Bello è lontano ovvero La fontana di Cleopatra” di Anna Maria Corbi)

Leonella Masella nasce a Taranto ma trascorre la sua infanzia e adolescenza fra l’Italia e varie località estere al seguito della famiglia.

Lavora per le Nazioni Unite in paesi difficili come il Mozambico, il Sudan, la Cambogia, l’Angola a stretto contatto con i drammatici problemi di popolazioni in lotta non tanto per lo sviluppo, quanto per la stessa sopravvivenza. Dal 1990 al 1995 ha vissuto e lavorato in Namibia, dove nel 1993 ha iniziato la sua formazione accademica in materia artistica conseguendo nel 2001 il diploma di Laurea Triennale in Arti visive e Storia dell’arte dell’Università del Sudafrica, Pretoria. Vive e lavora a Roma dedicandosi da allora ad attività artistiche di disegno, pittura e incisione. È stata vincitrice del Premio della Critica al concorso Premio Internazionale di Arti Visive “Espoarte 2003”, presso il Museo Civico di Arte Contemporanea di Albissola Marina, Savona.

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