Chiudiamo la legislatura farsa e torniamo alle urne - SenzaBarcode

Chiudiamo la legislatura farsa e torniamo alle urne

La legislatura è iniziata male e finirà peggio. Non avere una vera maggioranza porterà solo a vivacchiare prima della catastrofe, meglio tornare subito alle urne.

Un minuto dopo il responso delle urne è stato chiaro a tutti che non ci fosse una maggioranza. Ora abbiamo la quasi certezza che non ci sarà nemmeno un inciucio di salvezza nazionale o un Governo elettorale. Saranno mesi di tira e molla all’interno della coalizione di centrodestra, e tra Salvini e Di Maio. Ma non abbiamo tempo da perdere in attesa che la politica trovi una quadra. L’Italia non è la Germania che si può permettere sei mesi senza un governo. E nemmeno il Belgio che ormai ha abituato i suoi cittadini a periodi indefiniti senza un esecutivo.

L’Italia non è uno stato federale che può supplire alla mancanza di un governo centrale. In Germania una buona parte delle competenze spetta ai Länder. Il Belgio ha le sue comunità e le sue regioni. Nulla di paragonabile con l’Italia, le cui regioni non possono in alcun modo sostituirsi all’assenza di un esecutivo centrale. L’Italia ha bisogno di un governo espresso da una maggioranza elettorale chiara che possa dare un indirizzo al Paese. E davanti ad uno scenario economico e politico internazionale ancora vago, ma dai contorni inquietanti, avere un Governo solo per l’ordinaria amministrazione appare suicida

Governo elettorale

Su SenzaBarcode avevamo auspicato un Governo che riuscisse in tempi brevi a concentrarsi su una nuova legge elettorale gestendo l’ordinario per poi tornare tra un anno alle urne. Purtroppo le prime avvisaglie di questa legislatura, l’elezione dei presidenti delle camere, ci fanno ritenere che neanche questo minimo step sia alla portata delle formazioni che sono presenti in Parlamento.

Ed il motivo è presto detto: nessuno ha voglia di imbarcarsi in un inciucissimo di Governo col rischio che si torni alle urne in poche settimane. Gli elettori di Salvini e di Di Maio non glielo perdonerebbero. È una guerra di posizione, e l’obiettivo è logorare l’avversario. D’altra parte un Parlamento nulla facente, perché gli eletti hanno preso gusto agli alti emolumenti, potrebbe essere ancora più deleterio. Per superare questi due scogli Salvini e Di Maio sanno che non hanno molto tempo a disposizione prima di terminare la legislatura. Altre maggioranze sembrano più fantascientifiche che altro.

Allora si chiuda la farsa e si torni presto alle urne, magari al prossimo giro avremo un vincitore ed un governo vero

Diego Sabatinelli

Dal ’95 letteralmente “batto le strade” di Roma per promuovere le iniziative nonviolente radicali, a partire dalla raccolta firme su 20 referendum che si svolge proprio quell’anno…

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