Le discipline della cultura Hip Hop: il writing.

Come ho già detto in un mio articolo precedente, la cultura Hip Hop prende vita negli anni 60 grazie a una scritta, colorata e di protesta, su un muro, per essere precisi su un muro della metropolitana di New York.

la cultura hip hop: i graffitiLa cultura Hip Hop racchiude diverse discipline, in tutto sono quattro, ognuna delle quali esprime e diffonde, con dinamiche diverse, un messaggio. Nel dettaglio e nel gergo Hip Hop, queste sottocategorie prendono il nome di: Mcing, DJing, Breaking e Writing.

Mamma mia che roba è? Lo so vi sembra strano, ma vi posso garantire che presto ne saprete più dei vostri figli, incominciamo con la sotto-categoria da cui è partito tutto: il writing.

Quanti di voi restano senza parole quando si trovano davanti a un murales? Per murales intendo proprio murales degno di questo nome e non scritte vandaliche, o parolacce e offese. Ecco in quel momento state respirando del sano e artistico writing, ovvero l’aerosol art, meglio conosciuta con il nome di graffito, anche se nel gergo Hip Hop i vari murales prendono il semplice nome di “pezzi”.

Come avrete capito, nel corso degli anni, le prime scritte di protesta sui muri della metropolitana newyorchese, si sono trasformate, il motivo ? Molto probabilmente sempre per attirare l’attenzione verso problematiche sociali, solo che a un certo punto alle scritte si sono aggiunte l’immagini, che con il tempo sono diventate dei veri quadri d’autore, solo che al posto della tela c’era il muro.

Quindi arte, l’aerosol art appunto, che viene messa in opera dal writer armato di bombolette colorate, ne conosco molti e vi posso garantire che non parlano d’altro, di giorno, perché la notte poi mettono in opera le parole. Vi posso garantire che vedere un muro di cemento grigio e spento emana grande tristezza, ma vi posso garantire anche, che vedere su quel muro, passo dopo passo, prendere vita e colore un murales, è una magia emozionante. Certo, nella maggior parte dei casi, per vedere come nasce, cresce un’opera del genere, bisogna perdere almeno una notte di sonno, ma si rimane veramente colpiti dall’abilità dei writer, non mi credete? Provatelo, armatevi di spray colorato e provate, io ci ho messo mezz’ora per fare un fiorellino di quinta elementare, il mio amico in mezz’ora aveva fatto un carrarmato, che sparava fiori di ogni tipo, una pergamena che sembrava vera, con la seguente scritta stile romano antico: “Cerchiamo di essere felici, se non altro per dare l’esempio!”. E tutto questo, non dimenticatelo, in piena notte, quindi al buio, perché nella maggior parte dei luoghi, è vietato imbrattare i muri.

Sarà la mia passione per l’Hip Hop in generale, ma io quando vedo certe cose non penso che hanno imbrattato un muro, “imbrattare” per me vuol dire “scarabbocchiare, fare disegni volgari, scritte oscene o offensive”, ma i graffiti sono altro, sono bellissimi, colorati e allegri, da non dimenticare: non istigano quasi mai alla violenza ma alla pace, non insultano mai ma mettono in essere un malessere esistente a livello sociale e, cosa più importante, non conoscono ne lingua ne confini, il graffito è senza patria, universale, appartiene al mondo.

Ora che altro posso dirvi sull’arte del graffito, ah si, il carrarmato che ha disegnato il mio amico quella notte, è piaciuto talmente tanto al sindaco del mio paese, il quale ha rintracciato il mio amico  e gli ha chiesto di continuare a dipingere il muro a suon di bombolette. Naturalmente il mio amico ha preso la palla al balzo, anzi no, ha preso le bombolette al balzo, nel giro di una settimana ha creato un murales, lungo 9 metri e alto 10, uno spettacolo che emana allegria, pace e buoni propositi, con al centro il famoso carrarmato e la pergamena.

Il sindaco soddisfatto e felice, per aver portato alla vista dei cittadini una forma d’arte diversa e bella da vedere diciamolo, voleva dimostrare la sua gratitudine pagando il lavoro svolto al mio amico, il quale ha guardato il sindaco e gli ha detto:

“No grazie, il mio miglior compenso l’ho già avuto nel momento in cui ho finito il disegno, chiunque guarderà questo disegno si fermerà a pensare, che in fondo la felicità arriva anche dalle piccole cose, che non bisogna avere tutto per essere felici, basta accontentarsi di quel poco, ma prezioso, che la vita ti ha dato!”.

Ecco questo è il writing, questa è una parte della cultura Hip Hop.

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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