La Satura Italia

brandelli d'italiaL’Italia stavolta è davvero satura, forse.

Satura di dover mantenere un gruppo di “predestinati” ulrasessantenni attaccati alla poltrona come una zecca al cane. Parassiti che sopravvivono solo sfruttando le risorse altrui.
Forse gli italiani sono davvero stanchi, di sotterfugi e giochetti sottobanco, di assenteisti e pianisti, di figli, nipoti e amanti di qualcuno. Di gente che da un’eternità vive sempre lì, cambiando solo il colore – della cravatta- ma senza mai sostituire l’abito indossato.
La vittoria di Grillo alle scorse elezioni ne è la dimostrazione più palese. Siamo così disperati da pensare che “gente comune” sia sinonimo di migliore!
Abbiamo toccato così tanto il fondo da aver perso di vista anche la luce nel tunnel.
Siamo così disperati da ringraziare quando riusciamo ad ottenere ciò che ci spetterebbe di diritto!
Ringraziamo per lo stipendio misero, che magari arriva in ritardo, ma che per fortuna arriva… Giusto in tempo per saldare affitto e bollette. Festeggiamo quando riusciamo ad ottenere un contratto a tre mesi ” con reali possibilità di assunzione”. Siamo così abituati al peggio da non stupirci neanche davanti all’ennesimo, esplicito e terribile accordo. Fatto di notte, con chissà quali promesse, in cambio di un trattamento sanitario obbligatorio per un governo che dovrebbe solo auspicare all’eutanasia.
Siamo alla frutta, metaforicamente parlando, ovvio, perché l’italiano medio può mangiare più facilmente da Mc Donald’s che comprare un kg di mele dal fruttivendolo.
Stiamo zitti anche davanti al 40% di giovani disoccupati, e allora a cosa serve l’IVA al 22% se nessuno può comprare e chi potrebbe vive di esenzioni?
Eppure neanche stavolta ho visto nessuno scendere in piazza, nessuno bloccare il traffico, fermare l’Italia per giorni, mesi, anni!

Me compresa

Una volta si andava tra la gente, si urlava, ci si indignava in piazza, dove si restava finché lo stato non si arrendeva al bene popolare!

Oggi per misurare il malcontento non ci resta altro che leggere post e tweet!

Marika Massara

Nata e cresciuta in provincia di Milano, emigrata in Calabria, adottata da Roma, non posso che definirmi italiana. Amo la mia Calabria, il mare d'inverno e il Rock. Da sempre attenta alla politica (più che ai politici), non posso che definirmi assolutamente di sinistra. Segni particolari: Milanista sfegatata.

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