La Russia vuole gli orfani

bambino orfanoEsistono drammi cui rimanere indifferenti è impossibile. Tra i molti che dovremmo citare c’è quello dei bambini che crescono soli negli orfanatrofi e quello di molte coppie che, non potendo avere figli, scelgono la strada dell’adozione, lunga e difficoltosa nei pochi casi che giunge a buon fine.

Così molti genitori e molti figli rimangono “mancati”. Sarebbe logico semplificare l’iter burocratico e incoraggiare tale pratica, per aiutare tanti bambini ad avere una famiglia, ma spesso accade il contrario. E per motivi assolutamente estranei alle adozioni.

Sta succedendo adesso in Russia; Putin ha intenzione di firmare una legge, già approvata dal Consiglio della Federazione e dalla Camera alta del Parlamento, per impedire ai cittadini americani di adottare bambini russi.

Ufficialmente vengono citati due casi in cui genitori americani hanno maltrattato i figli adottivi russi. Dima Yakovlev -da cui prende il nome la legge- morì per essere stato lasciato in una macchina ferma al sole, mentre nel Tennesse un bambino di sette anni è stato rimandato solo in Russia dalla madre adottiva. Purtroppo le violenze, di qualunque tipo, sui minori, possono avvenire, e avvengono, indipendentemente dalla nazionalità delle parti e dal sangue. Due casi, per quanto gravi e riprovevoli, non dovrebbero giustificare una norma così drastica.

La risposta è puramente politica. Si tratta di una rappresaglia per la misura statunitense secondo la quale i cittadini russi accusati di violazione dei diritti umani non possono entrare in America e possedervi beni immobili, che Obama dovrebbe firmare in questi giorni.

Come secondo motivo per bloccare le adozioni ci sarebbe il business che vi gira intorno, stimato sul miliardo e mezzo di dollari. Questo non toglie che, solo nel 2011, 1000 bambini russi sono stati adottati da coppie statunitensi e, dal 1999, la cifra arriva a 45000 adozioni.

Rimane però il fatto che, questa legge viola la Convenzione dei Diritti dell’infanzia -emanata nel 1990 all’interno del diritto internazionale– e il trattato bilaterale tra Russia e Usa del 1° Novembre per un rinnovato impegno nella supervisione delle adozioni tra i due paesi.

Non tutti, in Russia, sono d’accordo con questa linea, tra i quali citiamo il Ministro degli Esteri e il Vice Ministro per gli Affari Sociali, ma sembra che la decisione sia stata già presa.

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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