“La Repubblica” dei luoghi comuni e i diplomati meridionali

valigia_cartone2Il quotidiano “La Repubblica” , precisamente il Sig. Corrado Zunino, in data 6 ottobre 2013 ha pubblicato un articolo basato sui più beceri luoghi comuni.

Il giornalista ha analizzato la graduatoria delle borse di studio emesse dallo stato italiano, istituite tramite decreto del fare, a favore dei diplomati italiani più meritevoli.

Tali borse di studio vengono erogate a copertura del primo anno di studi universitari al diplomato che ha ottenuto il massimo dei voti all’esame di maturità, a patto che questo scelga di spostarsi in una regione diversa da quella di residenza.

Il Sig. Zunino esprime il suo PERSONALISSIMO parere già dalle prime righe dell’articolo, pubblicato da uno pseudo giornale di sinistra, utilizzando frasi che troverebbero il consenso anche del più estremista dei leghisti: “Al Sud i voti della maturità sono da sempre più alti (per percorsi di studio spesso meno duri)“.

Che stupida a pensare che il percorso didattico fosse deciso dal Ministero dell’Istruzione e non dall’istituto. In effitti, come sempre ha affermato Lombroso, i meridionali sono geneticamente predisposti alla delinquenza, non alla cultura.

Zunino, evidentemente ispirato, spiega che: “i giovani del Sud hanno la consapevolezza che per crescere socialmente l’emigrazione è un passaggio necessario”.

E credo che questa frase, sia anche peggio della prima.

 Non è infatti questione di consapevolezza ma di necessità quella di emigrare, e non per una crescita sociale, come il giornalista sostiene, ma perché se ti laurei al Sud – nonostante ad esempio l’Università della Calabria sia stata eletta miglior ateneo del Sud Italia e secondo a livello nazionale-  le aziende del nord non ti ritengono abbastanza meritevole. Non dimentichiamoci che  lo stato italiano da sempre, e la storia mi è testimone, ha fatto sì che l’economia italiana ruotasse e si sviluppasse solo nel centro nord, impedendo di fatto ai giovani del Sud di poter crescere e svilupparsi nei luoghi d’origine.

Zunino sottolinea come otto borse su dieci siano finite “nelle tasche” dei diplomati meridionali, ma anche qui l’analisi è molto semplice. Non conosco molte persone residenti in Lombardia o in altre regioni settentrionali, che decidano di studiare in una regione diversa dalla loro. Non ne hanno bisogno, in effetti. Queste persone risultano quindi escluse a priori dalla possibilità di richiedere le Borse di Studio istituite dal Decreto del Fare.

Per finire vorrei dire una cosa a Corrado Zuino: lei lo sa che 5.000 non bastano a coprire neanche i primi sei mesi di Università, tra retta, libri, affitto e mantenimento di un fuori sede? Evidentemente no!

Chissà cosa ne penserebbe gente del calibro di Sciascia, Quasimodo e Verga di questo articolo. Dopo l’eliminazione degli autori meridionali dalle antologie scolastiche italiane non si vorranno mica eliminare anche gli studenti che da Napoli in giù provano a crearsi un futuro migliore…

Marika Massara

Nata e cresciuta in provincia di Milano, emigrata in Calabria, adottata da Roma, non posso che definirmi italiana. Amo la mia Calabria, il mare d'inverno e il Rock. Da sempre attenta alla politica (più che ai politici), non posso che definirmi assolutamente di sinistra. Segni particolari: Milanista sfegatata.

Un pensiero riguardo ““La Repubblica” dei luoghi comuni e i diplomati meridionali

Cosa ne pensi?

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: