La piazza piena di Grillo

grillo piazza duomoGrillo a Milano in piazza Duomo. Tanta gente come di solito non si vede più nelle piazze per i discorsi dei politici.

Dice cose di destra sociale, ma non ha il marchio del “fascista” e le dice con partecipazione emozionale, quella che i politici di “regime” non hanno. Affastella a volte, così com’è in linea con il movimento, idee e concetti un po’ sparsi, poco organizzati, ma aggrega incredibilmente i centri sociali di sinistra, gente che proviene da destra e i delusi. Ci sono gruppetti che fanno i cori, gente che applaude, un clima da voglia di cambiare. Qualcuno è venuto solo ad ascoltare, ma anche questo appare un successo in un’Italia stanca e rassegnata. Il comico tiene banco, un po’ meno i suoi candidati. Ottiene l’imprimatur del premio Nobel Dario Fo. Denuncia le magagne della sanità lombarda adombrando dubbi sul fatto che sia così eccellente, dice che per fare politica non è necessario avere i soldi, questo i gruppi di giovani di destra e di sinistra che si autofinanziano lo sanno bene.

Piacevole serata fredda a Milano. Populismo, ma comunque eco dei dimenticati da una politica che si sta strangolando da sola cercando solo e sempre il consenso della finanza e dei mercati e il voto dei moderati. Beh, quando il Popolo inizierà ad avere fame Casini, Fini, Monti, Berlusconi e Bersani potranno iniziare a contare quanti saranno ancora i moderati.

Con Giannino che segna autogoal i suoi voti potrebbero andare a destra oppure dirigersi verso Grillo. Forte rimane il Partito del non voto e dell’astensione. Il clima elettorale che si respira è pesante.

A questo punto tutto può succedere, ma si sente una spada di Damocle pendente sopra le nostre teste.

Sheyla Bobba

Classe 1978.

È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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