La fine del mondo scompare nella musica di Daniel Waples

600_4863768784_b27c948897_zÈ strano sentire la nostalgia per qualcosa che non si è mai vissuto realmente, ma solo attraverso la nostra immaginazione, attraverso la lettura, i racconti etc.
Ora che in Italia stiamo per subire l’ennesimo fallimento politico, dove davvero la “fine del mondo” sembra identificarsi nell’assenza di figure predominanti e nella conseguente deriva a cui siamo destinati, come non sentire la sottile esigenza nostalgica verso qualcosa che era e non è più!

La  nostalgia mi porta a quando davvero l’arte contava qualcosa, ai salotti culturali dove si riunivano anime che cercavano di sopravvivere alla miseria umana attraverso, la musica, la pittura e la poesia, mi immagino lì con loro, nel Bloomsbury Group,  a Montmartre a  sorseggiare assenzio e a scrivere poesie durante i martedì letterari organizzati a casa di Mallarmè … ma … ieri sera per qualche ora mi è sembrato davvero di tornare indietro nel tempo!

Daniel Waples è un’artista di strada, una di quelle persone meravigliose che incontri per caso e ti cambia la vita per sempre, perché capisci che non è necessario avere tutto se non si ha la gioia interiore ed è proprio questo che lui con la sua arte ti trasmette. Un po’ soprannaturale, ma la cosa bellissima è che lui esiste davvero! Mi sono ritrovata così ad ascoltarlo in un locale mentre suona quel suo “strano” strumento che dopo pochi minuti diventa così familiare che vorresti lasciarlo suonare per e ore.
Lui accende il suo incenso e tutto sembra immergersi in un’atmosfera come quelle che ora ci mancano così tanto, l’arte entra dentro tutte le menti che stanno li sedute ad ascoltare e per un attimo pensi che la fine del mondo in quel posto, in quel momento non arriverà mai!

Da qui il suo sito se volete sapere qualcosa di più su di lui!

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