La filosofia è in pannellese

pannella 9Marco Pannella ha accettato la terapia endovenosa, in clinica alle ore 7 del giorno 19/12/2012,  è al nono giorno di sciopero totale della fame e della sete. La mia visione – di Pannella, dell’Italia e, devo ammettere, dei miei personali problemi – ha avuto una svolta. Nove giorni in cui le cose sono cambiate, credo che nulla sarà mai più come prima.

Condividere o meno la scelta di Pannella è affar di ognuno, pure si può pensare che lo stia facendo per tutti i motivi che si vuole. Il fatto è che si è andati oltre. Lui ci ha portati, tutti quanti, oltre; che ci piaccia o meno, Marco Pannella ci ha sbattuti davanti alla verità. Ci si può disinteressare delle carceri, dei detenuti, pensare che lui sia un pazzo e addirittura ci può essere chi, non avendo capito un gran ché delle lotte Radicali e di Pannella, pensa sia “doveroso” imporgli di bere. Si può parlare quanto vogliamo, ma nessuno ormai potrà più dire: io non lo sapevo, ed anche twittare #iostoconmarco è un’emerita cavolata se non si è fatta entrare un po’ di Filosofia nella testa.

Filosofia, dal greco φιλοσοφία, composto di φιλεῖν (filèin), “amare”, e σοφία (sofìa), “sapienza”, ossia“amore per la sapienza”.

Oggi ho letto e riletto l’articolo di Francesco Merlo apparso su Repubblica.it – grazie, lezione di giornalismo e, ancora, filosofia – e mi sono soffermata più volte sui punti che maggiormente mi sono entrati nella testa; come il pannellese… si, come no, ecco l’arcano… quella lingua strana che mi tiene appiccicata a RadioRadicale, quei balletti che fa fare alle parole che poi cambiano forma e suono, che partono dalle terre più antiche e remote per poi dirti “ao, ti svegli!”, ma con elegantissima strafottenza. Quelle parole che peso e ripeso e ogni volta hanno peso differente, come la sottile e abissale differenza tra “preoccuparsi ed occuparsi“, fosse PNL sarebbe quasi dire “la mappa non è il territorio” invece è pannellese!

Quella lingua che spesso, ahimè, non capisco e che lascia una strana e amara sensazione d’ignoranza; taluni, forse quelli che ignoranti lo son veramente, preferiscono dire “Ma Pannella non lo capisce nessuno”, e invece no.

“Perché se sei bravo devi ferire e non uccidere”… e a me ha ferito; non Pannella ma la lezione, specialmente questa mattina quando uno dei tanti che chiede “asilo” a SenzaBarcode, raccontava la sua storia con cattiveria e pannella profiloconfusione, come fosse lui la vittima sacrificale dell’umanità e m’è tornato in mente Pannella che usciva alle 17 dalla Clinica e intervenendo a RadioRadicale mi sembrava un leone che ruggendo diceva “credete di fermarmi con un hashtag?“. Mi hanno fatto ridere  invece quelli, non molti in realtà, che scrivevano cose tipo “è il solito protagonista”  “ormai non ci crediamo più”  “adesso smetto di mangiare anche io e mi danno quello che voglio” ecc. poveracci – passatemi il termine – mi dispiace che non abbiate compreso un accidenti. Lo sapete che Pannella si sta prosciugando anche per voi? e sì!” perché se finite “dentro” avete ottime possibilità di restare qualche mese senza essere ascoltati e anni senza essere giudicati e potreste finire nell’oltre 40% di detenuti innocenti che stanno ora tra i 67mila dove ce ne possono stare circa 40mila! Ridete ancora adesso? io sì, rido di voi. Rido, amaramente, di quelli che potrebbero informarsi e sapere cose tipo la mancanza di sapone nelle carceri, di letti e di cibo; di coloro che pensano che la guardia che sta dentro al carcere finisca le sue ore se ne va, toglie la divisa e torna a casa contenta. Ci sono stati seicento suicidi negli ultimi dieci anni, detenuti e guardie! Anche loro stanno in galera sapete?

M’ha fatto ridere anche il post nel blog di Rita Bernardini – La ministra Severino c’ha la faccia come il culo – confermando le parole di Valter Vecellio. La ministra si dice sollevata del fatto che Pannella abbia accettato la terapia, dice che lui serve vivo e forte per combattere accanto a lei, anche se lei ha dati diversi e bla, di che sta parlando allora? Tant’è che la Ministra non è stata ricevuta. Mister coerenza che lasciava fuori il ministro della giustizia mentre la Bernardini era in Senato a spiegare che la legge delle Severino non portava a nulla di buono.

600_2012-12-pannella-montiCome diceva Leonardo Sciascia se Monti è venuto qui, se ha bussato a questa porta è perché sapeva che l’avrebbe trovata aperta”, ed ecco che Pannella succhia mezzi mandarini per ringraziare Monti che gli aveva detto “quando uscirò da qui vorrei che tu ricominciassi a bere. Cosa posso fare?” Pannella gli ha parlato della nonviolenza; mister coerenza!

E penso alla “sfiga” di Pannella, non avesse la corteccia che ha, non fosse un omone con un corpo che pare immortale, fosse più semplice farlo cedere allora forse, non dovrebbe essere oltre la settimana di digiuno da tutto e, cedendogli prima le ginocchia intenerendo tutti, avrebbe ottenuto subito quello che voleva, invece no, allo stremo, oltre al sopportabile ancora deve spiegare che ci vuole rispetto degli uomini e delle leggi.

La prima cosa che si nota di lui sono le mani, enormi! Michelangiolesche sono state definite. La prima volta che le ho maninotate ho pensato “se volesse far del male con quelle due mani immense non avrebbe difficoltà!” ed ecco, altro concetto che mi ha ferita: nella mia vita c’è stata tanta violenza e tanta – inutile dire troppa, se è presente è troppa – violenza; ne vedo ogni giorno, ne scrivo e la riporto, nelle azioni di Pannella la violenza non c’è. Non è un santone o un’entità che si sta immolando, non ha desiderio di morire di sete.

E’ strabiliante pensare che è probabilmente l’unico uomo di politica che non è mai stato “scoperto”  a fare magagne; altra sfiga è stata piuttostovedere molto prima le cose – che poi sia una sfiga andrebbe chiesto a lui – forse combattere trent’anni prima per il divorzio, per l’aborto, per i diritti, per gli omosessuali, per i detenuti è scandaloso? e la colpa quale dovrebbe essere? eccesso d’amore? non ha rubato, non ha nascosto. Ha preso e messo in piazza tutto, ha dato tutto, oltre a marjuana, preservativi e soldi, in piazza ha dato e messo veramente di tutto!

Questo ha fatto Pannella, questo  sta facendo ancora adesso. Fa filosofia, pannellamente in pannellese. 

Le cose son diverse e quel che è diverso può far paura, perché si pensa di non saperlo gestire, beh non credo che gestire la filosofia pannellese sia possibile – o lo sia mai stato – saranno 10 o 10 mila, ma la filosofia adesso è arrivata, con la rete, la carta e il passaparola la filosofia avanza e avanzerà inarrestabile.

Contagerà i molti, quelli che hanno sete. Una sete diversa di quella a cui abbiamo – noi Italia, Stato, Governo e in-filosofia – costretto Marco Pannella. Ma se siamo fortunati, molto fortunati, il sogno si realizzerà “Il mio digiuno è un’arma di vita. sogno una lista pro-detenuti con Vasco e Saviano”. Forse loro conoscono questo pannellese.

Io ci sto con loro e personalmente spero di vedere nella stessa lista, Rita Bernardini, Diego Sabatinelli, Irene Testa, Sergio Rovasio, Matteo Angioli e gli altri che oltre a parlarlo il pannellese lo dimostrano; ogni giorno.

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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