La Chiesa degli ultimi: da Don Patriciello a Monsignor Depalma

donpatricielloIl 2013 per la Chiesa Cattolica potrà essere ricordato come l’anno della rinascita, e non solo grazie a Papa Francesco. Di uomini di chiesa come lui ne esistono infatti molti altri. Sono i preti dei territori difficili, quelli delle regioni “gestite” dalla mafia. Uno su tutti Don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano, prete “ambientalista e anticamorra”, da sempre a fianco degli ultimi e da sempre in prima linea per ridare dignità alla sua terra e alla gente perbene che qui vive e sopravvive.

E’ comunque vero che l’elezione di Papa Francesco ha ridimensionato, almeno apparentemente, gli sfarzi di una Chiesa che giorno dopo giorno sembra -finalmente-  essere sempre più vicina agli ultimi.

Contro la malagestione della “Terra dei Fuochi“, notizia di questi giorni, è la scelta di Don Patriciello di addobbare l’altare non con fiori, bensì con pomodori. Frutti coltivati nelle campagne di Caivano, dai contadini della sua parrocchia, innaffiati con l’acqua di uno dei pozzi sequestrato dalle forze dell’ordine perché contenente sostanze tossiche per la salute umana. Don Maurizio da anni chiede che Il Ministero dell’Ambiente e quello della Salute si interessino realmente alla Campania, che come lui stesso ha dichiarato in un’intervista: “dà un frutto infetto, che finisce sulle nostre tavole e viene mangiato anche da chi ha favorito l’illegalità. E’ il desiderio sfrenato, il “mio” a discapito del “nostro”, che alimenta questa realtà”.

Da sempre Don Patriciello lotta contro le istituzioni colluse e contro la camorra che preferisce far marcire una regione intera per un tornaconto personale. Il territorio di Caivano, quello cioè compreso tra il comune di Napoli e quello di Caserta, ospita due milioni di persone, questa è una delle zone con il tasso di mortalità più alto in Italia, anche a causa dei rifiuti tossici che dal nord Italia sono stati qui trasportati e smaltiti illegalmente, grazie agli accordi con la camorra. Per queste sue denunce e per le continue lotte contro la mafia e i collusi, il prete dei poveri ha ricevuto minacce ed è sempre sotto lo sguardo vigile dei camorristi. A lui non importa, ha una missione e la porta avanti a testa alta.

Sempre di questi giorni è la notizia di un altro uomo di fede, Monsignor Depalma, che ha deciso di schierarsi dalla parte degli ultimi, dei lavoratori. Il Vescovo di Nola ha presenziato insieme ai lavoratori iscritti alla F.I.O.M. davanti allo stabilimento FIAT di Pomigliano d’Arco. I vertici dello stabilimento hanno ufficialmente dichiarato che: “Il Vescovo di Nola sta dalla parte dei violenti e dei prevaricatori“. La manifestazione indetta davanti ai cancelli FIAT contestava i due sabati imposti dalla dirigenza per recuperare dei giorni lavorativi. Da che pulpito poi la predica, parliamo sempre dell’azienda che aveva tentato di eliminare i dieci minuti di pausa obbligatori per legge ogni sessanta minuti di lavoro, e sempre di quella casa automobilistica che ha provato a rendere lecita l’idea che il lavoratore possa iscriversi al sindacato, ma solo se accettato dall’azienda in cui opera.

Padre Tonino Palmese, referente di Libera Campania Monsignor Depalma, altro prete degli ultimi, fin da subito si è schierato dalla parte del Vescovo, ritenendo che questo con la sua presenza non ha difeso i violenti, ma dimostrato l’attenzione della Chiesa nei confronti di chi ha espresso pacificamente il suo disagio.

Io non sono una credente, ma sostengo fermamente gli uomini come Don Patriciello e Monsignor Depalma. Sono quelli che mi fanno credere che ancora esista un barlume di speranza e che mi fanno ritrovare il messaggio originale di una Chiesa ormai troppo interessata ai beni “terreni” e meno allo spirito. Per fortuna con la dipartita di Don Gallo non si è “estinta” la categoria dei “preti perbene”.

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

2 pensieri riguardo “La Chiesa degli ultimi: da Don Patriciello a Monsignor Depalma

  • 10 luglio 2013 in 20:22
    Permalink

    La ragazza anche sotto i fumi dell’alcool ha talento quado scrive e si vede. Fa sempre centro. Leggetela ed imparerete qualcosa ma giammai seguirla nel percorso delle sue bevute.

  • 10 luglio 2013 in 20:22
    Permalink

    La ragazza anche sotto i fumi dell’alcool ha talento quado scrive e si vede. Fa sempre centro. Leggetela ed imparerete qualcosa ma giammai seguirla nel percorso delle sue bevute.

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