La caccia alle streghe continua

rogo-stregaLa stregoneria e la caccia alle streghe sono un buco nero nella storia occidentale, una macchia di cui non è piacevole il ricordo. Morirono così migliaia di donne, spesso anche con i loro figli, bruciando sui roghi che divampavano in Europa, condannate sommariamente, bastava la maldicenza dei conoscenti, senza la possibilità di difendersi. Era l‘Inquisizione che calava il proprio braccio di morte sulle popolazione indifese.

Alt, fermiamoci! Non voglio fare una lezione di storia, ma talvolta sarebbe meglio che la storia ogni tanto facesse lezione lei stessa a noi: infatti la caccia alle streghe continua, e molti Paesi del mondo ne sono tuttora coinvolti.

La notizia è di pochi giorni fa, direttamente dalla Papua Nuova Guinea. Ci troviamo esattamente nella città di Mount Hagen nelle Westwrn Higlands e la riporta The National, quotidiano locale. Un bambino di sei anni è morto in ospedale con dolori allo stomaco e ai polmoni. Una triste storia con niente di eccezionale, se non fosse che Kepari Leniata, venti anni, è stata accusata di aver provocato la morte del bambino con riti magici. Dopo essere stata catturata e torturata da una folla inferocita, è stata arsa viva su una montagna di spazzatura, sotto gli occhi della polizia che non è riuscita a intervenire.

Ma il caso non è isolato.

In Inghilterra, a Marzo dello scorso anno, una coppia, Megalie Bambu ed Erik Bikubi, ha ucciso Erik, fratello della stessa Megalie, sospettato di stregoneria. Lo hanno fatto immergere con la forza in una vasca piena di acqua gelata, dove lo hanno affogato. La coppia proveniva dal Congo, nel cuore dell’Africa dove la situazione è molto grave ma non desta preoccupazione per i politici locali.

Nella lingua Lingala, Kindok significa “male” in senso lato ed è associabile, sia agli spiriti maligni delle popolazioni locali, sia al diavolo cristiano. Questo sincretismo lo dobbiamo all’arrivo dei missionari europei e, insieme ad altri fattori, ha portato alla nascita delle Chiese autoproclamatesi “della Missione Divina“. I loro pastori, dietro ovviamente lauto compenso, riconoscono su richiesta i bambini affetti da stregoneria e, dietro un altro lauto compenso, li guariscono.

Secondo un’altra inchiesta, svolta sempre lo scorso anno, da parte del Guardian, molti esorcismi sui minori nascondono in realtà abusi sessuali.

In ogni Paese però la situazione cambia.

In Nigeria l’accusa di stregoneria è stata abolita, ma è ancora pratica diffusa “curarne le vittime“.

Ben diversa la situazione nel Ghana. Là, le donne accusata di stregoneria sono molte e, per sfuggire alle torture e una probabile morte, sono stati creati campi appositi. Lo rivela un’indagine della BBC. Tali campi nacquero un centinaio di anni fa per opera dei capo-villaggio e sopravvivono ancora oggi, ospitando circa mille “streghe” in tutta la Nazione. In Ghana è facilissimo essere accusati, basta un diverbio col capo villaggio. Streghe sono anche le donne affette da malattie mentali e quelle che non accettano la loro condizione di sottomissione, l’unica via di salvezza di tutte queste persone è la fuga. Nei detti centri le condizioni di vita sono miserrime, l’igiene scarsa o nulla e le donne trascorrono una vita di privazioni. Una vita intera per l’esattezza, perché la condanna per stregoneria è a vita e i centri si trasformano in ghetti-prigioni.

Chi non riuscì a fuggire invece è Ama Hemnah, sempre in Ghana, torturata e giustiziata nel Novembre del 2010. l’atrocità di questo delitto risiede nel fatto che fu compiuto nel nome di Dio, gli assassini erano guidati da un pastore evangelico. I figli, dopo la disgrazia, parlarono della madre come di una donna sana e normale, solamente affetta dagli acciacchi della vecchiaia. In ogni caso, almeno, la polizia arrestò i colpevoli, rei di giustizia sommaria.

Andiamo infine in Arabia Saudita, dove vige ancora la pena capitale per la stregoneria.

Amina Bint Abdul Halim Salem Nasser era una donna che “curava” i propri pazienti con sedute costosissime: il Ministro degli Interni la fece decapitare nel Dicembre 2011. la caccia alle streghe non solo è prevista dall’ordinamento dello stato, ma c’è anche una vera e propria unità anti-strega nella polizia religiosa e anche l’astrologia viene combattuta. Il problema più profondo è che manca una definizione ufficiale di stregoneria: questo permette di condannare sommariamente chi professa la propria religione. Scusate, ogni tanto dimentico che il diritto alla religione non è così ovvio.

Non solo Amina, molte le esecuzioni e le torture in questi anni. Tutte a partire da verità estorte.

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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