Josefa Idem si dimette: trova le differenze

Il Ministro per le pari opportunità Josefa Idem si è dimessa ieri in seguito allo scandalo per presunti abusi edilizi e irregolarità nel pagamento dell’ICI per gli anni 2008-2011.

La controversia riguarda un immobile proprietà della Ministra e del marito, modificato senza le necessarie autorizzazioni e in cui la Idem avrebbe detenuto la sua residenza diversamente da marito e figli registrati in un altro stabile poco lontano. L’edificio in questione, che in base alla documentazione anagrafica e fiscale fornita al tempo era destinato ad uso residenziale dell’ex canoista tedesca da tempo naturalizzata italiana, era però al contempo anche sede di una palestra a pagamento e quindi sarebbe dovuta figurare come edificio commerciale ai fini del pagamento dell’IVA. Già da Febbraio un’interrogazione da parte del gruppo Pdl aveva spinto il sindaco di Ravenna, comune di residenza della Ministra e famiglia, ad intervenire promuovendo un accertamento attraverso gli uffici competenti tutt’ora in corso e la Idem a regolarizzare almeno in parte la questione attraverso la trasformazione dell’edificio da residenza ad altra abitazione di proprietà.

Il 19 giugno l’accaduto era stato poi reso pubblico da Il Fatto Quotidiano, scatenando una serie di critiche tanto da parte dell’opinione pubblica che di diversi esponenti politici. Per un Brunetta che si presentava garantista chiedendosi chi non avesse mai fatto un errore presentando la denuncia dei redditi, Borghezio si scagliava contro la Ministra definendola una poco di buono e un’ipocrita. Il capogruppo M5S al Senato aveva chiesto invece un’interrogazione parlamentare in proposito.
Anche il Presidente del Consiglio Enrico Letta si era mostrato inizialmente piuttosto garantista, professando una piena fiducia nei confronti del Ministro delle Pari Opportunità. Con il passare dei giorni tuttavia, l’incondizionato appoggio è man mano scemato nel “valuteremo insieme le carte” annunciato domenica sera ne In 1/2 h della Annunziata.  La stessa Idem, che aveva in precedenza ripetutamente smentito di essere prossima alle dimissioni, afferma oggi che come donna meditava questo gesto già da tempo ma di essersi sentita in dovere come ministro di resistere alle pressioni ed alle critiche anche violente.dimissioni idem

La ministra dimissionaria lascia dunque vagante un posto che non verrà per il momento ricoperto da altri. Letta ha infatti chiaramente espresso la volontà di ridistribuire le deleghe allo Sport e alle Pari Opportunità tra i ministri rimanenti, e la cosa non ci sembra di poco conto. Innanzi tutto perché già da ieri c’era chi, come Daniela Santanchè, sosteneva che ora quel Ministero sarebbe dovuto essere assegnato ad un esponente del Pdl. Il che, va da sé, tornerebbe a far ballare il sempre instabile equilibrio tra le forze di governo al momento solleticate anche dalle arcinote vicende processuali in corso di svolgimento e dalle interpretazioni di ministri e sottosegretari spesso spregiudicatamente troppo libere.

Ma anche, ci par di intravvedere, una certa prudenza che lascia aperto un possibile reintegro della Ministra una volta che la vicenda sarà eventualmente chiarita. In ogni caso queste dimissioni, che non appaiono propriamente volontarie facendo immediatamente seguito al colloquio di ieri tra la Josefa Idem ed il Premier, pongono inevitabilmente un confronto. C’è di peggio, verrebbe da dire in questi giorni. Ed è forse anche questo che si vuol sottolineare senza dare troppo nell’occhio. Per quanto vicenda indubbiamente imbarazzante, l’illecito è comunque ancora in fase di accertamento. Vige dunque per la Ministra ancora una sacrosanta presunzione d’innocenza che comunque non la esime dal dichiararsi pronta a sanare il debito con il fisco qualora se ne dimostrasse la colpevolezza. La biondissima Idem proviene dalla cosiddetta società civile più che da quella politica in senso stretto, nonostante le sue precedenti esperienze nell’amministrazione locale in quota PD. Un connubio che non si vuole sciogliere ma sottolineare. Dimettendosi la ormai ex Ministro dichiara la volontà di assolvere le proprie responsabilità pagando in prima persona per gli eventuali reati commessi, sia politicamente che letteralmente in monete sonanti. Una decisione che pare suggerire, pur senza nominare nessuno, un inevitabile gioco del “trova le differenze”.

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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