Ilaria Leone: le donne continuano a morire

Ilaria Leone: le donne continuano a morire

La  Toscana,  terra di arte e cultura, con la sua Firenze,  culla del Rinascimento, si ritrova di nuovo nell’occhio del ciclone. Stavolta la città del “mostro” è  Livorno, la più moderna delle città toscane, la città che ha dato i  natali ad Amedeo Modigliani, l’artista che amava i colli affusolati delle donne. C’è chi, invece, un collo decide di stringerlo talmente forte da uccidere.

Una giovane ragazza, di soli 19 anni, è stata trovata morta, con i pantaloni abbassati e senza slip, in un bosco non molto lontano dal luogo in cui lavorava. Il suo corpo è stato trovato in mezzo ad un uliveto. Ilaria Leone, questo il nome, nome che  deriva dall’antico latino Hilaris e significa “allegro”, “lieto”.  Tutt’altro che allegra, purtroppo, è  questa storia di sangue e di violenza. Secondo i primi accertamenti pare  che la ragazza sia stata strangolata, mentre a scoprire il cadavere è stato un uomo che ha prontamente avvisato i carabinieri. L’ipotesi di omicidio è la più accreditata, la circostanza dell’aver rinvenuto il corpo senza abiti fa presagire l’ipotesi, ancora da valutare, della violenza sessuale. I carabinieri , per avere più informazioni possibili sulla morte di Ilaria,  in caserma, hanno ascoltato i comprensibilmente disperati genitori della vittima e anche un gruppo di amici della ragazza. Non può, infatti, escludersi nessuna pista.

Sempre più donne in Italia subiscono violenza fino ad arrivare, in casi estremi, alla morte. Quando non si sa reagire, quando il dialogo non esiste, quando a parlare è solo la rabbia, uccidere diventa una soluzione semplice e con poche ripercussioni. La coscienza, ormai, nessuno l’ha ascolta più, figuriamoci un “mostro“.

20 pensieri riguardo “Ilaria Leone: le donne continuano a morire

  • 5 maggio 2013 in 23:31
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    Sono d’accordo ma……………anche se a farlo è una donna?

  • 5 maggio 2013 in 23:31
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    Sono d’accordo ma……………anche se a farlo è una donna?

  • 5 maggio 2013 in 13:07
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    Puniamo chi fa denunce false ma anche chi ricatta, perseguita, violenta, uccide.
    …<>

  • 5 maggio 2013 in 13:07
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    Puniamo chi fa denunce false ma anche chi ricatta, perseguita, violenta, uccide.
    …<>

  • 4 maggio 2013 in 16:40
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    Gentile signora Alessia, lei dice di non essere d’accordo con me ma alla fine mi da ragione. Si è mai chiesta perchè le denunce vengono sottovalutate? Perché ce ne sono troppe ed il più delle volte sono false. Non c’è uomo separato che non ne abbia almeno un paio. Denunce che vengono poi ritirate quando l’uomo ( o meglio il bruto ) ha ceduto su a chi va la macchina o su un aumento dell’assegno di mantenimento e così via. Se parla con qualsiasi magistrato le dirà che un buon 80% delle denunce risultano poi false o strumentali ai fini di una separazione o di un divorzio. Perché parlare di “uomini violenti” e non sanzionare le donne vigliacche che approfittano della legge per i loro fini?
    Con questo io non voglio etichettare ne assolvere a priori nessuno, ci sono uomini violenti ( magari a volte esasperati ) e donne violente che per puro senso di vendetta o di opportunismo massacrano il loro ex di denunce distogliendo gli inquirenti dai casi di vera minaccia. Cominciamo a punire severamente chi fa denunce false, resteranno solo quelle vere meritevoli di indagine.
    Solo così si potranno salvare le donne realmente vittime.

  • 4 maggio 2013 in 16:40
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    Gentile signora Alessia, lei dice di non essere d’accordo con me ma alla fine mi da ragione. Si è mai chiesta perchè le denunce vengono sottovalutate? Perché ce ne sono troppe ed il più delle volte sono false. Non c’è uomo separato che non ne abbia almeno un paio. Denunce che vengono poi ritirate quando l’uomo ( o meglio il bruto ) ha ceduto su a chi va la macchina o su un aumento dell’assegno di mantenimento e così via. Se parla con qualsiasi magistrato le dirà che un buon 80% delle denunce risultano poi false o strumentali ai fini di una separazione o di un divorzio. Perché parlare di “uomini violenti” e non sanzionare le donne vigliacche che approfittano della legge per i loro fini?
    Con questo io non voglio etichettare ne assolvere a priori nessuno, ci sono uomini violenti ( magari a volte esasperati ) e donne violente che per puro senso di vendetta o di opportunismo massacrano il loro ex di denunce distogliendo gli inquirenti dai casi di vera minaccia. Cominciamo a punire severamente chi fa denunce false, resteranno solo quelle vere meritevoli di indagine.
    Solo così si potranno salvare le donne realmente vittime.

  • 4 maggio 2013 in 10:25
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    non sono d’accordo con il sig. Maurizio perchè ritengo che le denunce fatte spesse volte vengano sottovalutate o comunque non bastino poichè anche a seguito di esse, uomini violenti continuano a perseguitare donne che si illudono di amare.
    Lei parla di abuso, io, al contrario, ritengo che si debba ancora fare molto per tutelare chi è vittima di una tal condotta.

  • 4 maggio 2013 in 10:25
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    non sono d’accordo con il sig. Maurizio perchè ritengo che le denunce fatte spesse volte vengano sottovalutate o comunque non bastino poichè anche a seguito di esse, uomini violenti continuano a perseguitare donne che si illudono di amare.
    Lei parla di abuso, io, al contrario, ritengo che si debba ancora fare molto per tutelare chi è vittima di una tal condotta.

  • 4 maggio 2013 in 10:17
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    Vedi Kevin,
    credo che in Italia ci sia poco spirito di giustizia, mentre prevale, sempre di più, l’idea di “farsi giustizia da sè”.
    Credo nella giustizia, quella dei giudici di uno stato democratico, e ritengo che la pena di morte sia, non solo un inutile deterrente, ma una tra le cose più anticostituzionali che possa esistere.
    Ciao
    Anna

  • 4 maggio 2013 in 10:17
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    Vedi Kevin,
    credo che in Italia ci sia poco spirito di giustizia, mentre prevale, sempre di più, l’idea di “farsi giustizia da sè”.
    Credo nella giustizia, quella dei giudici di uno stato democratico, e ritengo che la pena di morte sia, non solo un inutile deterrente, ma una tra le cose più anticostituzionali che possa esistere.
    Ciao
    Anna

  • 3 maggio 2013 in 22:12
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    Di fronte a questo crimine crudele e disumano, è difficile non pensare a una soluzione “barbara” ma efficace come la pena capitale. Inumana e indegna di una società civile? Inutile come deterrente? Forse, ma proporzionata al delitto commesso da chi ha strangolato una ragazza di 19 anni!

  • 3 maggio 2013 in 22:12
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    Di fronte a questo crimine crudele e disumano, è difficile non pensare a una soluzione “barbara” ma efficace come la pena capitale. Inumana e indegna di una società civile? Inutile come deterrente? Forse, ma proporzionata al delitto commesso da chi ha strangolato una ragazza di 19 anni!

  • 3 maggio 2013 in 10:41
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    Dispiace ovviamente pensare ad una vita stroncata in quel modo a soli 19 anni, soprattutto a chi come me ha una figlia di 16 anni.
    Però ritengo che gran parte della colpa di questi fatti ( mi rifiuto di usare il termine “femminicidio” perché è brutto e discriminatorio ) sia da attribuire alle donne, non mi riferisco a certi commenti beceri sul fatto che possano provocare con determinati abbigliamenti o comportamenti, ma all’uso e spesso abuso che le donne fanno delle denunce per stalking, minacce ecc. In questo modo creano un sovraccarico ingiustificato di lavoro per le forze dell’ordine e la magistratura distogliendo le forze dai casi reali e creando scetticismo sulla fondatezza delle accuse. Non è questo il modo in cui le donne devono farsi rispettare.

  • 3 maggio 2013 in 10:41
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    Dispiace ovviamente pensare ad una vita stroncata in quel modo a soli 19 anni, soprattutto a chi come me ha una figlia di 16 anni.
    Però ritengo che gran parte della colpa di questi fatti ( mi rifiuto di usare il termine “femminicidio” perché è brutto e discriminatorio ) sia da attribuire alle donne, non mi riferisco a certi commenti beceri sul fatto che possano provocare con determinati abbigliamenti o comportamenti, ma all’uso e spesso abuso che le donne fanno delle denunce per stalking, minacce ecc. In questo modo creano un sovraccarico ingiustificato di lavoro per le forze dell’ordine e la magistratura distogliendo le forze dai casi reali e creando scetticismo sulla fondatezza delle accuse. Non è questo il modo in cui le donne devono farsi rispettare.

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