Il mio amico teutonico racconta: L'Aquila tornerà a splendere!

L'Aquila Caro Matthias, eccoci alla seconda parte dell’intervista.

Il 6 aprile è stato il quarto anniversario del terremoto di L’Aquila. Visitando la città che impressioni hai avuto?

E’ difficile provare a immaginare L’Aquila prima del terremoto. La zona rossa mi ha fatto molta impressione. La città sembra l’ombra di se stessa, per quel che so tramite le cronache e i vostri racconti. E’ commovente sapere che il 5 notte si tiene ogni anno un corteo commemorativo con una fiaccolata seguita dal rintocco delle campane per 309 volte, il numero dei morti di quella tragica notte del 2009.

Anche a Dresda ogni anno c’è il “Gottesdienst”, una funzione religiosa per ricordare la tragedia del bombardamento del ’45, quando la città venne rasa al suolo.

Che impressioni hai avuto di L’Aquila, guardandola anche con i tuoi occhi da Storico dell’Arte? 

Mi è piaciuta molto, il paesaggio in cui si trova è suggestivo! Il centro storico è pieno di monumenti, in stile medioevale e barocco insieme. Ci sono palazzi antichissimi e affreschi ovunque, anche in alcuni vicoli. Ma è anche una città molto triste, un luogo quasi fantasma: in centro c’era solo qualche turista, militari e operai al lavoro…impressionante! Però è anche rincuorante vedere che qualche bar e negozio stiano riaprendo, ci vuole molto coraggio da parte della popolazione! Credo sia un simbolo di profonda speranza per il futuro.

Osservazioni sull’architettura della città?

Mi ha colpito la Basilica di Collemaggio, piena di affreschi medioevali, ricostruita già dopo il terremoto del ‘700 e quindi con influenze barocche.

Anche il Castello cinquecentesco di Carlo V, il Forte Spagnolo, è  interessante: rende l’idea dell’inespugnabilità, pur non essendo mai stato utilizzato per scopi bellici.

E’ stato residenza del governatore spagnolo nel ‘600, poi alloggio per i soldati francesi nell’800 e per i tedeschi nella seconda guerra mondiale.

Molti edifici della zona rossa sono purtroppo puntellati, ma quelli che ho potuto vedere sono molto belli e antichi.

Per me è una sofferenza vedere l’architettura di un luogo, documento della storia dell’epoca, distrutta o in decadenza. So che non si potrà mai riportare la situazione iniziale a L’Aquila. Ci sono edifici e opere che non si posso ricostruire, per me è terribile…un pezzo di storia che muore, documenti persi per sempre.
In realtà mi è capitato altre volte di visitare luoghi che meritano maggiore attenzione, lasciati all’incuria del tempo e degli uomini, ma questo è un altro discorso.

Hanno da poco ultimato i lavori per l’Auditorium di Renzo Piano, vicino al Castello. Cosa ne pensi?

Renzo Piano è un ingegnere molto famoso, ha avuto anche l’incarico di costruire l’area di Potsdamer Platz a Berlino. L’Auditorium di L’Aquila è certamente un altro simbolo di rinascita per la città, multicolore, quasi in contrasto con il grigiore delle macerie ancora visibili…

Cosa si è detto di L’Aquila in Germania in questi 4 anni?
Abbiamo parlato molto di L’Aquila. Pensiamo che sia stato un errore abbandonare la città e tardare nella ricostruzione del centro, che è il suo cuore pulsante. Molti tedeschi non capiscono come sia possibile che L’Aquila non sia stata ancora ricostruita.

Si è parlato anche di Onna, paese violato dall’esercito nazista durante la guerra, che con il terremoto ha avuto molte perdite umane e crolli gravi. Il governo tedesco ha aiutato a costruire Casa Onna , dove prima sorgeva una scuola elementare.

Nella chiesa del paese, S. Pietro Apostolo, sono venuti alla luce degli affreschi dopo il terremoto.

Si, l’ho letto, è caduto l’intonaco e sono stati scoperti per la prima volta affreschi preziosi del ‘400.

L’ambasciata tedesca ha stanziato più di 3 milioni di euro per questa chiesa, ma la ricostruzione non è ancora iniziata…

Ci sono stati i soliti ritardi burocratici italiani, se n’è parlato proprio in questi giorni, ma sembra che il cantiere abbia iniziato a lavorare…

L’Aquila non è facile da ricostruire, architettonicamente parlando. Cosa ne pensi?

Sotto i Portici ci sono delle tabelle con immagini che spiegano i cantieri e lo stanziamento dei fondi per ogni edificio. E’ stato strano per me constatare che le donazioni maggiori siano dedicate alla ricostruzione di palazzi della giustizia, non artisticamente importanti, piuttosto che ad abitazioni, chiese e palazzi storici. Non ho ben capito quali siano state le priorità.

Sono però convinto che un Paese immerso nell’Arte come l’Italia e la determinazione del popolo italiano riporterà questa magnifica città al suo antico splendore.

Questo è quello che spero, da tedesco e da europeo.

2 pensieri riguardo “Il mio amico teutonico racconta: L'Aquila tornerà a splendere!

  • 9 maggio 2013 in 0:33
    Permalink

    Per correttezza di dati, Renzo Piano non è un ingegnere, bensì un architetto 😉

  • 9 maggio 2013 in 0:33
    Permalink

    Per correttezza di dati, Renzo Piano non è un ingegnere, bensì un architetto 😉

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