Il disastro nel nostro mare. Firmiamo la petizione per salvarci!

L’inquinamento del mare è una problematica purtroppo sempre attuale, ma in questi giorni ancor di più. Per le nostre acque, per il nostro bellissimo mare. Soltanto una petizione può aiutarci.
Dopo aver devastato ecosistemi in tutto il mondo, le multinazionali del petrolio stanno prendendo di mira l’Italia. Ma c’è un modo per impedire che distruggano anche l’Adriatico e il Mediterraneo.
Medoilgas, un’enorme multinazionale, ha dichiarato di voler iniziare a trivellare presto a pochi passi dalla costa rifiutandosi persino di fare una valutazione di impatto ambientale. E se riusciranno nel loro intento potremmo ritrovarci in poco tempo con oltre 70 piattaforme a occupare l’intero Adriatico e mari in tutta Italia: una perdita di petrolio devastante sarebbe solo una questione di tempo. Ma c’è una soluzione: rafforzare subito la legge.Abbiamo pochi giorni. Senatori di tutti i partiti sono pronti a sostenere una modifica urgente ma il problema è che vanno motivati a seguire la questione. Come? Firma la petizione per convincerli a proteggere l’Italia dalle multinazionali del petrolio prima che sia troppo tardi, e poi condividi con tutti: se raggiungeremo le 100mila firme, attireremo l’attenzione dei media con un’azione nel centro di Roma.

95657 persone hanno già firmato. Aiutaci ad arrivare a 100000.  Firmando qui https://secure.avaaz.org/it/italy_no_offshore_h/?dQCxifb.

Di seguito riportiamo il testo integrale della petizione:

Ai parlamentari delle Commissioni Ambiente, al Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando e al Presidente del Consiglio Enrico Letta:

“In quanto cittadini vi chiediamo di proteggere i nostri mari e di reintrodurre il precedente divieto alle trivellazioni all’interno delle 5 miglia dalla costa. Inoltre vi chiediamo di sospendere l’autorizzazione a Medoilgas per la costruzione della pericolosa piattaforma petrolifera di Ombrina Mare facendo in modo che tutte le richieste di trivellazione nei mari italiani debbano passare rigidi controlli di impatto ambientale basati sugli standard europei e internazionali.”

Moretto

Scrive su SenzaBarcode dalle origini. Redattore, imprenditore

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