Governo Letta: Ministri Emma Bonino e Annamaria Cancellieri

Ministro degli esteriTutti conosciamo Emma Bonino, ovviamente, ma per iniziare a parlare del Ministro degli Esteri di questo Governo Letta non possiamo non  ricordare alcuni aspetti biografici, fondamentali, di questa donna da sempre  attiva politicamente:

Dopo essere stata negli anni ’70 e anni ’80 per varie legislature deputata alla Camera e al Parlamento europeo, ricopre la carica di commissario europeo dal 1995 al 1999, per poi nel 2006 essere ministro per il commercio internazionale e per le politiche europee nel Governo Prodi II, e successivamente vice presidente del Senato della Repubblica dal 6 maggio 2008 al 15 marzo 2013. Oltre ad aver ricoperto importanti cariche nel Partito Radicale, è stata membro del comitato esecutivo dell’International Crisis Group, ideatrice e promotrice della Corte Penale Internazionale, professoressa emerita all’Università Americana del Cairo, delegata per l’Italia all’Onu per la moratoria sulla pena di morte, nonché fondatrice dell’organizzazione internazionale Non C’è Pace Senza Giustizia per l’abolizione delle mutilazioni genitali femminili.

“Emma C’è”, così si intitola un famoso spot che la voleva Presidente della Repubblica, ma l’Italia non è ancora pronta ad avere forti personalità al Quirinale, “l’uomo giusto” come la definisce il partito Radicale in grado, forse, di stravolgere il potere, ma è sicuramente confortate saperla in un governo così in bilico, sapere che al suo interno c’è una donna che come dice qualcuno “possiede senza possedere”. Quando fu ministro nel Governo Prodi, per le politiche comunitarie, fu accusata di essere troppo accondiscendete: “Mi accusano di essere troppo accondiscendete ma cosa devo fare? Minacciare sempre una crisi di governo”.

Ministro della giustiaziaPassiamo al Ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri, ci ricordiamo tutti di lei nel Governo Monti come Ministro degli Interni e soprattutto perché nella storia della Repubblica Italiana è la seconda donna in assoluto a ricevere la nomina a tale incarico dopo Rosa Russo Iervolino. Nel 1972 entra nell’amministrazione del Ministero dell’Interno. Sono gli anni difficili del terrorismo. Giornalista pubblicista, diventa capo ufficio stampa della prefettura di Milano e responsabile del progetto Efficienza, occasione in cui farà valere le sue capacità nel riorganizzare la macchina della Pubblica Amministrazione, intuendo anche le potenzialità dell’informatica. Ora è Ministro della Giustizia e viste alcune sue importanti dichiarazioni rispetto, per esempio alle misure di contrasto alla ‘ndrangheta e iniziative di competenza per porre fine a fenomeni di connivenza tra politica e ‘ndrangheta nel 2012 dichiarò in aula: “Signor Presidente, onorevoli deputati, desidero premettere che la lotta alla criminalità organizzata rappresenta un obiettivo primario e strategico dell’azione di Governo, perseguito con fermezza e determinazione sull’intero territorio nazionale”.

Ma noi di SenzaBarcode sicuramente attendiamo di  vedere in che modo metta in atto le sue priorità come quella riguardo ad un argomento importantissimo come il famoso decreto Svuota-Carceri, problema, quello del sovraffollamento delle carceri per niente risolto e ignorato quasi del tutto dal Governo precedente.

 

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