GossiPolitic: l'onestà tornerà a essere di moda

551495_10151256078497382_323868237_nL’onestà tornerà a essere di moda.

Si espone per primo il leader del MoVimento 5 Stelle, Beppe Grillo con un Tweet nel pomeriggio di Lunedì 25 Febbraio. Grillo, l’ultimo a esser andato a votare -finalmente dormiremo tutti sonni più tranquilli- e il primo a parlare. Sto scrivendo queste righe nella serata dello stesso Lunedì e queste parole, di poche ore precedenti, puzzano già. Ormai sono datate. E’ stato un pomeriggio incalzante, credo -spero- che molti di voi lo sappiano; dopo le prime proiezioni iperfavorevoli per il PD abbiamo assistito a una rimonta incalzante del Pdl e a una scalata del M5S, il pomeriggio è proseguito, colpi di scena e dati contraddittori, elettorato diviso in tre parti, risultati alla camera e al senato contrastanti, commenti velati -ma non troppo- di un paese ridotto all’ingovernabilità. Si torna alle urne? Sì. No. Forse. Speriamo. Speriamo di no. Voci, parole, opinioni, discussioni.

C’era di che andare fuori di testa. Adesso il M5S ha la maggioranza alla Camera, adesso è il terzo partito d’Italia, adesso il Pdl rimonta ma non è sufficiente, adesso è il Pd a guadagnare qualche punto ma il margine è troppo esile per parlare di vittoria, adesso si osserva che i dati regionali non sono ancora pervenuti e quindi è inutile parlare, adesso, adesso, adesso… adesso basta. Ancora una volta l’Italia ha dimostrato che può toccare il suo peggio, ancora una volta c’è chi perde. Con i perdenti non si sbaglia mai. Monti, Ingroia e Fare per fermare il declino i grandi sconfitti, tutti gli altri partiti insieme toccano poco più del punto percentuale, nessuno che si sprechi a parlar di loro. Perché scusate? Perché non fa notizia? E’ la lotta sulla punta dell’unghia a essere importante; è una parvenza di vittoria che non coincide con la maggioranza né con in desideri del popolo.

Oggi niente cagnolini in borsa né recite alla bella famigliola, oggi erano numeri. Gli exit pool continuavano e la nazione era incollata ai media per essere aggiornata, ragguagliata sull’ultimo decimo di rimonta. E, come sempre accade nei nostri tempi, faceva sfoggio della propria informazione sui social network, termometri dei sentimenti moderni. Scorrevo la pagina di facebook, sembrava che nessuno fosse contento, mi chiedo chi sia andato a votare in questi giorni. Chi deprecava contro “la rimonta del Nano” chi si slanciava in aspre battute sulla “somiglianza Gargamella-Bersani” chi, con dure vignette, tentava l’affondo di Grillo. Ma i più, ed è triste, ed è questo che davvero mi fa riflettere, ed è questo -e non i risultati- che davvero mi scoraggia, ed è questo, e non le battute gratuite, che brucia, progettavano un espatrio, disconoscevano la nostra Italia. Stanchezza e delusione a colpi di Post e di commenti in bacheca.

Svolazziamo su Twitter, la situazione non è migliore; #elezioni 2012 e #spoglio2013 la fanno da padroni, invadono tutti i cinguettii, ma sono tweet smorti, da uccellini col becco rotto, tweet di amarezza e di battute che celano il malcontento. Twittiamo per lamentarci, oggi va di moda. Cosa abbiamo votato, oggi non conta più.

E i politici? Loro, cosa dicono? Tutto e il contrario di tutto.

Partiamo da Letta che nel pomeriggio aveva annunciato «E’ una chiara indicazione di governo. L’era della destra è finita, ci sono le condizioni per iniziare la terza repubblica» ma poco dopo deve ricredersi «Mai il sostegno a un governo Berlusconi. Con i dati delle prime proiezioni si torna a votare». Infine emerge la linea che dovrà seguire il partito «Il Pd commenterà i dati delle elezioni solo alla fine dello spoglio; vi sono dati differenti per il Senato, sia rispetto agli istant poll sia alle proiezioni ed è consigliabile aspettare la fine dello spoglio ufficiale del Viminale per fare qualsiasi commento e lo stesso vale per la Camera, vista la discordanza dei dati che si sono susseguiti. Meglio attendere i dati ufficiali per fare commenti altrettanto ufficiali.»

Nelle fila del M5S invece freme l’entusiasmo, dopo il primo tweet del leader, la dichiarazione che trapela è “No ad alleanze, sì a convergenze su singole proposte“, i grillini dunque -per adesso- rimangono coerenti con i loro presupposti anche nel momento in cui si ritrovano ad esser l’ago della bilancia in una situazione di instabilità.

«Un risultato molto positivo, direi anche straordinario, del quale siamo molto soddisfatti» queste le parole di Alfano; poco prima tutto il Pdl era precipitato nello sconforto. E mentre tutte le dichiarazioni dei vari esponenti del partito, nel corso del pomeriggio, si modificano, per chi ha in numeri che parlano chiaro, non si muovono. Casini per esempio.

« Nella vita si vince e si perde. Abbiamo dato tutto noi stessi per un progetto di governabilità del Paese; abbiamo pensato che la soluzione di parlare all’Italia venisse premiata. Mi sembra lo sia stato molto parzialmente, ma siamo molto sereni. Si è sereni quando si fanno le cose giuste. Onore a chi ha vinto. Bisogna prendere atto che gli elettori sono sovrani. Berlusconi ha dimostrato di esser imbattibile in campagna elettorale.»

Sheyla Bobba

Classe 1978.

È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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