I giovani amano i casinò online?  

Nonostante nel nostro paese, ogni forma di gioco d’azzardo sia categoricamente vietata ai minori di 18 anni come ripetono tutti gli spot in TV o i testi sui siti Internet

la recente e citatissima ricerca di Nomisma-Unipol in collaborazione con l’Università di Bologna dal titolo “Young Millennials Monitor – Giovani e Gioco d’Azzardo”, ha svelato che sono un milione e duecentoquaranta mila gli studenti tra i quattordici e i diciannove anni a giocare in modo più o meno abituale.

Più maschi che femmine, più meridionali che settentrionali, più studenti di istituti tecnici e professionali che di licei e con rendimenti scolastici sotto la media, i giovani che giocano comunque sono in lieve calo: nel 2016 ha giocato il 49% dei “Millennials” contro il 54% del 2015.

I ragazzi giocano praticamente a tutte le possibilità offerte dal mercato

ma le scelte più frequenti sono i gratta & vinci e soprattutto si rivolgono all’online, che siano scommesse o casinò, più tramite smartphone (appendice oramai simbiotica della quasi totalità di ragazzi e ragazze italiane) che da tablet e PC.

I siti specializzati anche per i giovani sono molto invitanti con vari testimonial reali (top player delle principali squadre di calcio) e di fantasia (personaggi di film, comics e cartoon) oltre a tantissime offerte promozionali come il codice promozionale per giocare alla snai ma sempre secondo questa ricerca, l’aspetto veramente preponderante sulle scelte dei giovani sono legate alla famiglia. Quando infatti in casa c’è già un giocatore, ci sarà il 64% di possibilità che un ragazzo giochi (poco meno di due su tre), contro un bassissimo 9% di possibilità in famiglie non giocatrici.

Una differenza piuttosto evidente che dovrebbe suscitare una certa attenzione da parte dei genitori giocatori.

Come per ogni fascia d’età anche quella dei più giovani può essere a rischio di abuso e dipendenza da gioco d’azzardo, fenomeni che più scientificamente vengono catalogati come problemi di ludopatia. Sempre la ricerca Nomisma ha individuato intorno al 5% la quota di ragazzi con questo tipo di problematiche, mentre un altro 9% è sul confine dei gravi rischi del gioco d’azzardo patologico.

In questi ultimi anni sono tanti i progetti nati per combattere questo tipo di problematiche. Tra i tanti meritori segnaliamo quello realizzato a Livorno dall’autunno dello scorso anno dal titolo “Gioco scaccia gioco” parafrasando il vecchio adagio “chiodo schiaccia chiodo” e che ha visto la collaborazione di istituzioni ed associazioni come l’Osservatorio Regionale Toscano per il Gioco d’Azzardo, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani e Libera contro le mafie, il movimento guidato da don Luigi Ciotti.

Il progetto è destinato principalmente ai più giovani e vede negli scacchi e la dama possibili strumenti per frenare ed appianare il fenomeno dell’abuso da gioco d’azzardo

Dama e scacchi inoltre sono propedeutici a migliorare anche l’apprendimento scolastico, motivo in più per giocarci in età scolastica. Un benefit non da poco indubbiamente. Il progetto ha visto anche la partecipazione di due “guest star” delle discipline come il maestro di scacchi ed ex campione italiano assoluto Andrea Raiano, insieme a Michele Boghetti, campione mondiale di dama inglese.

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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