Giornata Mondiale del Rifugiato, in Siria bambini senza infanzia

Il 20 giugno è, dal 2001, riconosciuta come la Giornata Mondiale del Rifugiato. Oggi, nel 2013, questo tema è più attuale che mai. In occasione di questa giornata arriva l’allarme di Save The Children. Ebbene sì, perché c’è una categoria di persone che rientra  tra i rifugiati oggi protagonisti: parlo dei rifugiati bambini. Loro perdono il bene più prezioso che hanno, dopo la vita: l’infanzia.

bambini siria

 

La Giornata Mondiale del Rifugiato è stata ufficialmente introdotta nel 2001 , dall’assemblea generale dell’Onu, con una risoluzione adottata all’unanimità, per riaffermare i valori sui quali sono basati gli accordi internazionali in materia di protezione dei rifugiati. La giornata, riconosciuta a livello universale, costituisce un sostegno agli sforzi compiuti dall’Alto Commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (Unhcr), dalle Ong e dalle altre organizzazioni impegnate nel settore per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle sofferenze dei rifugiati.
Com’ era prevedibile, quest’anno l’attenzione è tutta rivolta alla situazione dei rifugiati della Siria.

La tragedia siriana l’avevamo riassunta
qui , e, purtroppo, la situazione non è certo cambiata in meglio, in queste settimane.
Si sono verificati, infatti, altri episodi di un’efferatezza inaudita, violazioni dei diritti fondamentali. La disperazione è all’ordine del giorno, è diventata un’abitudine e lo si capisce dal fatto che nessuno, né su scala nazionale né a livello mondiale, si stupisce di ciò che accade in quella terra. La morte, la migrazione forzata, la paura, i diritti calpestati. Tutto normale.

Ma le associazioni che si occupano dei diritti dell’infanzia non ci stanno. In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato mettono l’accento sulla presenza dei minori tra i rifugiati. Sì, perché ad oggi si stima siano 1.600.000 le persone fuggite dalla Siria e che vivono nei paesi limitrofi, quali Libano, Iraq, Egitto e Giordania, ma nessuno parla di ciò che denuncia Save The Children: oltre la metà di questi rifugiati sono bambini.

“Abbiamo appreso storie tremende dai rifugiati siriani, che descrivono tantissimi minori uccisi, torturati, reclutati come bambini soldato e abusati. I minori vengono separati dalle proprie famiglie e molti muoiono per strada a causa delle ferite, cercando di scappare”  Con queste parole il direttore generale di Save The Chidren Italia prova a raccontare l’orrore che coinvolge i bambini di quella parte di mondo che a noi sembra tanto lontana.

Dopo la scoperta dei campi estivi di Hamas in cui “si insegnano ai bambini i valori della jihad” attraverso macabre simulazioni di rapimenti e avviamento all’utilizzo delle armi, vengono denunciate le condizioni tragiche in cui sono costretti a vivere anche i bambini che provano a fuggire dall’orrore della guerra.

Questi bambini, tutti, sono condannati a non vivere la propria infanzia, vengono privati, nel peggiore dei modi, del loro diritto ad essere bambini. Si confrontano ogni giorno con morte, dolore, paura, sofferenza, ingiustizia e, a lungo andare, l’esposizione a questi valori malati li ridurrà degli adulti che sono diventati tali senza crescere. Si troveranno ad essere delle persone incapaci di provare sentimenti positivi.

E’ giunto il momento di ascoltare chi vuole aiutarli. Bisogna fare qualcosa in merito al fatto che viene denunciato dai volontari di molte organizzazioni: l’accesso a queste aree è difficoltoso e sono riusciti a raggiungere solo il 10 % delle persone che hanno bisogno di aiuti.

I bambini che si trovano a vivere in questa realtà non hanno alcuna colpa e si limitano ad osservare il mondo che li circonda da lontano, da dietro sbarre culturali che li imprigionano senza alcuna pietà.

Diventiamo più umani, e ridiamo ai bambini la possibilità di esserlo.

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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