Gay Pride Roma 2013

Sabato 15 giugno, in una Roma estiva e soffocante, da Piazza della Repubblica è partito il Gay Pride Roma 2013.

Gay pride roma 2013
Gay Pride Roma 2013

L’aspetto superficiale, la prima impressione, è stata quella di un carnevale fuori stagione, di una parata goliardica e di un esercito di persone giunte a Roma per far festa.

E’ bastata una ventina di minuti – e l’arrivo del carro del Muccassassina– per capire che la realtà era ben diversa.

Lo slogan del Gay Pride 2013 era  Roma città aperta, collegato a quello dell’intera stagione del locale gay per eccellenza, il Qube appunto, che ha scandito ogni venerdì sera al grido di Legalize Love.

Anche quest’anno, come ormai accade da quasi vent’anni, la comunità gay romana, in particolare, e italiana in generale, si raduna per richiedere nel modo più pacifico e festoso possibile, il riconoscimento dei propri diritti.

La Drag queen del Muccassassina prima della partenza chiede alle coppie gay che ballano sotto al carro, organizzato in collaborazione con il circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, se sono innamorate. Alla risposta, ovviamente affermativa, pone loro un’altra domanda: ” e puoi sposarti? “.

Credo che questo sia il nodo di tutta la manifestazione! L’amore vincolato, l’amore proibito, il veto imposto da uno Stato non attento ai bisogni di tutti i cittadini. Si continua a negare un diritto fondamentale per l’essere umano: il diritto ad amare, senza vergogna, senza paura.

Con mio grande stupore, e a differenza degli altri anni, il Gay Pride ha ospitato un gran numero di famiglie – arcobaleno e non- e tantissimi bambini, che con l’innocenza che li contraddistingue, non hanno pensato neanche per un solo momento che due donne o due uomini, o un uomo travestito da donna con un altro uomo, o accanto ad un’altra donna, facessero qualcosa di sbagliato. Per loro l’importante è stato ballare, e divertirsi inseguendo i carri e festeggiando questo carnevale estivo.

Vari striscioni e cartelloni hanno colpito la mia attenzione, alcuni chiedevano all’opinione pubblica quando sarebbe stato possibile in Italia amare “legalmente” il proprio partner, altri spiegavano che il riconoscimento dei diritti per le coppie omosessuali serve a tutelare anche la libertà di tutti gli altri.

Non saprei indicare il numero esatto dei partecipanti, ma io non sono riuscita a scorgere né la testa, né la coda del corteo. Giunti sui fori imperiali i manifestanti sono notevolmente aumentati, anche grazie a numerosi turisti che non hanno esitato in alcun modo ad accodarsi alla parata cantando e ballando. Passare accanto al Colosseo a passo di danza è stata una delle esperienze più divertenti della mia vita.

Vorrei concludere citando una frase che è stata urlata dall’alto di un carro:

L’uomo nasce nudo, tutto il resto è travestimento” ! 

LEGALIZE LOVE!

Marika Massara

Nata e cresciuta in provincia di Milano, emigrata in Calabria, adottata da Roma, non posso che definirmi italiana. Amo la mia Calabria, il mare d'inverno e il Rock. Da sempre attenta alla politica (più che ai politici), non posso che definirmi assolutamente di sinistra. Segni particolari: Milanista sfegatata.

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