Follia cinese : veleno per topi per debellare la concorrenza

Follia cinese : veleno per topi per debellare la concorrenza

La follia cinese non ha limiti, gli studenti made in Cina per riuscire negli studi si drogano, se falliscono si uccidono, se il compagno di banco è più bravo, nella migliore delle ipotesi,  lo deridono; la competizione non è sana ma esasperata.

cinesi

Di recente, una preside di scuola materna ha ideato un piano diabolico per strappare iscritti all’istituto che godeva di una fama maggiore. Mentre due sorelline uscivano dall’asilo, la nonna recuperava uno zainetto incustodito che si trovava appena fuori scuola, pensando di riconsegnarlo in classe il giorno seguente,una volta arrivati a casa la curiosità fa loro aprire lo zaino in cui si trovava, tra quaderni e penne colorate, un vasetto di yogurt. Le bambine non resistono e decidono di assaggiare il  contenuto cremoso e ne danno un pò anche alla nonna. Dopo poco le bambine e la nonna iniziano ad accusare forti dolori alla pancia. Nello yogurt la preside, che aveva lasciato lo zainetto fuori scuola per “attirare” ignari bambini, si era premurata di mescolare veleno per topi. Le bambine moriranno di li a poco.La nonna, invece, riuscirà a salvarsi.

Ma la follia cinese di primeggiare è all’ordine del giorno: due ragazzi di 15 anni si sono tolti la vita perchè non riuscivano ad ammettere che non erano riusciti a finire i compiti; uno studente universitario ha ucciso un compagno di banco perchè più bravo di lui e, quindi, potenziale concorrente nel temutissimo gaokao,previsto per poter essere ammessi all’Università, distante anni luce dal nostro esame di maturità o dai test di cultura generale previsti in Italia per l’ammissione in alcune Università. Succede anche che alcune madri, prima del gaokao, inseriscono una flebo di sostanze stimolanti nel braccio dei loro figli in modo che questi  possano svolgere, senza intoppi, il test.

A questo punto la domanda è lecita e la giro ai cinesi, magari tutti quelli che sono in Italia e a Napoli: Studere studere, semper studere. Post mortem quid valere?

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