Figli di coppie omosessuali, arriva l’ok della scienza

I risultati preliminari di una ricerca condotta dall’Università di Melbourne indicano che i figli di coppie omosessuali non solo non avrebbero alcun tipo di problema derivante dall’avere due genitori dello stesso sesso, ma che addirittura, in alcuni casi, crescano meglio dei figli delle “famiglie tradizionali”.

Coppie-omossessuali

Questo perché gli attacchi della società renderebbero più unita la famiglia e permetterebbero ai genitori di metabolizzare e spiegare ai propri figli che l’amore non può far del male, anche se c’è gente ignorante che crede il contrario.

Lo studio condotto su 500 minori residenti in Australia, iniziato nel 2012 e che terminerà nel 2014, dimostra come i figli di genitori dello stesso sesso non abbiano problemi né a relazionarsi con i propri coetanei, né a livello di autostima. Gli studiosi ritengono, al contrario, che questi bambini abbiano una marcia in più, provenendo da famiglie più unite in quanto più esposte ad attacchi esterni.

The Australian Study of Child Health in Same – Sex Families, sta esaminando il benessere fisico, mentale e sociale di cinquecento bambini tra i 2 mesi ed i 17 anni, figli di 315 genitori – gay, lesbiche, bisex e queer– attraverso l’analisi di cinque indicatori: autostima, emotività, tempo trascorso con i genitori, stato di salute e coesione familiare.

Coloro che fino ad ora hanno sempre addotto giustificazioni pseudoscientifiche resteranno sconvolti davanti ai dati ottenuti, basati su reali motivazioni scientifiche che spiegano come i figli di coppie same-sex abbiano punteggi più alti rispetto a quelli di coppie formate da due diversi sessi anche grazie alle discriminazioni provenienti dall’ambiente esterno. Gli attacchi della società rendono infatti questi bambini più propensi al dialogo con i genitori, sia per le problematiche relative ad episodi di bullismo che nell’affrontare argomenti che normalmente non vengono discussi dai coetanei con mamma e papà, rafforzando così il carattere dei bambini e favorendone l’apertura mentale.

Questa ricerca australiana è l’ultima di una serie di studi ventennali, iniziati negli anni ’90, che hanno consentito alla comunità scientifica e sociologica di legittimare – non solo moralmente- le famiglie composte da coppie omosessuali.

La società si evolve e nessuno chiede o pretende che tutti siano d’accordo con le scelte degli altri, ma è dovere di ogni Stato civile legiferare e tutelare ogni singolo cittadino, soprattutto quando i diritti richiesti non ledono minimamente la libertà degli altri componenti della società. Ora che anche la scienza ha finalmente dimostrato che l’importante per un bambino non è il sesso dei propri genitori, ma il crescere in una famiglia unita, piena d’amore e pronta ad avviarlo nel migliore dei modi all’interno della società , non ci sono più motivi validi per continuare ad ignorare un problema che affligge un gran numero di persone, l’impossibilità di crearsi una famiglia che sia legalmente riconosciuta.

Lo Stato civile tutela e non annienta i diritti!

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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