Fibra fuori dal concerto del I Maggio l'ipocrisia regna incontrastata

Pazienza, volevo trascorrere il Primo Maggio in piazza, tra suoni e canti aspettando il Re del Rap italiano, che tra l’altro adoro e faccio presente che sono una donna, invece… starò a casa e spero che facciano lo stesso chi ama e ammira Fibra come artista, in segno di protesa, per la “grave e inopportuna” decisione che hanno preso gli organizzatori del concertone del I maggio.

fabri fibra espulso dal I maggioLa D.I.R.E. riteneva “grave e inopportuna” la sua presenza, io ritengo “grave e inopportuna la sua esclusione”, su quale base? In primis per le due canzoni contestate dall’associazione, che tra l’altro sono in difesa della donna e non contro, ma il “codice Fibra purtroppo non si impara da un giorno all’altro, ci vogliono anni e anni da seguace”, come me del resto. Senza nulla togliere al merito dell’operato svolto dall’associazione in questione, che merita tutto il mio rispetto, ci mancherebbe altro, ma questa mossa “ridicola di attaccare Fibra” potevano risparmiarsela. 

Insomma, con tutte le problematiche che il mondo e pianeta donna deve affrontare, attaccarsi a due canzoni che l’artista cantava 10 anni fa e che, tra l’altro, non canta più da una vita e mezza, mi sembra ridicolo e superficiale, un modo solo per affossare qualcuno, o peggio infangarlo, quando in realtà non lo merita affatto.

Purtroppo il modo di scrivere di Fibra è molto particolare e psicologico, non tutti hanno la capacità di capirlo, solo se hai fatto un percorso che parte dall’inizio puoi, in pieno comprenderlo, perché hai la chiave giusta per capire i suoi doppi sensi e soprattutto, hai la capacità di ricevere il giusto messaggio.

Ricordatevi, signore donne del D.I.R.E., che se i vostri e i miei figli, sanno che cosa hanno fatto Omar ed Erika di sbagliato, se sanno le cose mostruose che ha commesso il mostro di Firenze, se sanno rispettare il mondo dei gay, se sanno vedere il marcio che li circonda, lo devono soprattutto alle canzoni del tanto contestato Fibra, personaggio scomodo e dissacrante, perché è l’unico ad affrontare certe tematiche.

Il mondo degli omosessuali l’ha capito quanto Fibra sia dalla loro parte, forse perché a differenza di altre persone, sottolineo che il mondo omosessuale secondo la sottoscritta, ha una sensibilità immane, è andato a vedere, oltre che a sentire, le sue interviste, dove spiega i messaggi delle sue canzoni, dove spiega i suoi punti di vista, dove porta i giovani a ragionare e non a massacrare, è un anti violento per eccellenza.

Care donne del D.I.R.E. siete state poco profonde, avete dato impulso alla vostra voglia di difendere a priori senza andare a fondo sul vero Fibra, poi l’avete fatto con due canzoni che l’artista neanche ricorderà più,  adesso che ha quasi 40 anni, che vogliamo fare, distruggere e affossare qualcuno a vita? Voglio concedere il dubbio, forse ha sbagliato a scrivere quelle canzoni, ma vogliamo condannarlo a vita per questo? L’ipocrisia è di moda, lo dimostra il fatto che facciamo tanto i volontari in TV   dicendo che bisogna permette ai detenuti di reintegrarsi nella società, bisogna dargli un’altra change e poi che facciamo? Condanniamo a vita un rapper per due canzoni di 10 anni fa? Ridicolo! 

Ma ancora più ridicoli sono gli organizzatori del concerto, l’hanno invitato perché sanno che porta pubblico, quindi per convenienza loro non dell’artista, e poi? Non si prendono fino in fondo la responsabilità di quello che hanno deciso, la responsabilità delle loro azioni, non danno la possibilità all’artista stesso, di far ricredere su quello che si dice sul suo conto!  Il massimo della Democrazia come sempre! 

Vogliamo fare i pignoli, facciamolo allora in modo coerente, care donne del D.I.R.E., con tutto il rispetto del vostro operato contro la violenza, perché non scrivete anche una bella letterina a Mediaset? Perché non protestate contro programmi spazzatura indecenti che violentano e stuprano di continuo l’immagine della donna? Come il famigerato “La pupa e il secchione”, dove la donna è ridotta alla stregua della violenza psicologica? Bella ma cretina, con cosce e tette in vista e niente cervello in zucca? Dove non si lancia nient’altro che questo messaggio ai giovani:

“Sei una donna? Non ti preoccupare se non sai parlare, non sai la storia del tuo paese, non sai chi è Dante Alighieri, non è importante la tua intelligenza! L’importante sono le tue cosce in vista, il tuo seno prorompente, le tue labbra rifatte, che tra l’altro sono orribili, ti basta questo! E tu maschio che studi a fare? Per essere visto come uno brutto e sfigato?  Guarda le pupe, donne come queste non saranno mai tue, perché sei intelligente, gli intelligenti non vanno da Maria De Filippi a trovare le fidanzate! Ci vanno i belli!”

Perché non vi ribellate anche a questa di violenza, che è molto più devastante di una canzoncina, perché è una violenza subdola che si insinua nella testa dei ragazzi, che non a caso sono tutti bulli e stupiti! Chiudo il discorso con un verso del tanto contestato Fibra, che vi possa essere d’illuminazione donne del D.I.R.E. e organizzatori del I maggio, affinché la prossima volta, se ci sarà una prossima volta, darete il giusto spazio a un artista che ha tanto da dire, che ha detto tanto e soprattutto ama le donne e il mondo gay, perché rispetta semplicemente l’essere umani:

“Guerra e pace dentro noi, non c’è buio senza luce ”    Guardatevi il video e traete le vostre conclusioni.

[youtube width=”600″ height=”344″]https://youtu.be/GTBuGpw–Zo[/youtube]

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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