Fame di Musica. La fame di Camilla


Quando si parla della musica dello stivale troppe volte ci si ritrova a fare i conti con i soliti nomi, il solito sound, il solito pop.
L’identità musicale, ormai persa nell’universo radiofonico, sembra proporre sempre le solite 7 note combinate male. Noi abbiamo incontrato cinque ragazzi che hanno fatto di questa identità il loro punto di forza, perché c’è chi non si limita a lamentarsi del panorama musicale, chi non sta solo a guardare, chi ha fame, di nome e di fatto. Influenzati dalle due sponde dell’adriatico, casa a Bari e parte del cuore in Albania sono riusciti a trasformare in realtà quella che per molti è soltanto un buon copione per il solito telefilm.

Qualche ottimo pezzo e tanta voglia di mettersi in gioco restando sempre fedeli ad un background musicale che se pur ampio porta con se la ferma volontà di restare legati alla propria terra da cui per forza di cose si è lontani. Forse proprio perché la nostra terra sembra essere promessa, ma non ancora mantenuta. E’ l’ iniziativa a fare la differenza, noi crediamo nel potere della Musica.

Ermal, voce de La fame di Camilla, ci ha spiegato quanto sia forte per loro la voglia di mostrarsi come qualcosa di nuovo, alternativo, quanto siano affamati (mentre Camilla resta una misteriosa figura, usate l’ immaginazione) e quanto tutto questo li gratifichi dal punto di vista umano e professionale, cosi tanto da non riuscire quasi a scindere i due aspetti, visto che alla domanda quali sono le vostre influenze, la risposta è stata la vita!

Ragazzi capaci di combinare emozioni nude dei testi con buona musica, nascono nel 2007, e il loro primo singolo, storia di una favola, che riflette gli ascolti diversi e eclettici dei componenti, ha anticipato l’ album “La fame di Camilla”, un buon disco, etichettato universal music / EMI music publishing e masterizzato a Londra con la partecipazione di John Davis, collaboratore di grandi band del panorama mondiale, una su tutte gli U2, e passando per il palcoscenico floreale di Sanremo, con un pezzo che, come ci tengono a sottolineare, non era stato scritto per l’ evento, fino alle vetrine importanti di MTV e del MEI, dove vincono il premio come migliore band indie e rivelazione dell’ anno, arrivano oggi ad affermarsi come una realtà tangibile, presente in tutta Italia.

Affamati, questo è l’ indie rock promosso da Syd. Speriamo di incontrare presto questi ragazzi su un palcoscenico importante, magari sottraendo una bella fetta di pubblico alla musica fatta solo per far soldi, alla mercificazione delle emozioni, che tradotte in note finiscono col farle affievolire, e speriamo che restino così, naturali, visto che esserlo non è una posa facile da mantenere.

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Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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